Vivi sostenibile, edizione 2008
«Contaminare più gente possibile» questo il senso del progetto Vivi sostenibile, a qualcuno piace farlo, espresso da Marco Servettini dell’associazione L’isola che c’è che da più di quattro anni si impegna a diffondere un differente stile di vita.
In una conferenza stampa, venerdì 28 marzo all’Avc-Csv di via Col di lana 5, sono stati presentati i risultati dell’edizione 2007 del progetto Vivi sostenibile, a qualcuno piace farlo. 349 iscritti, 14 comuni coinvolti, 70 tra incontri e laboratori, 45 relatori provenienti dal territorio: un successo quello ottenuto nella scorsa annata dall’Isola che c’è e dalla sua rete, in collaborazione con il Coordinamento comasco per la Pace e l’Avc-Csv.I temi che più hanno entusiasmato i partecipanti agli incontri sono stati quelli dell’abitare, preferito dagli uomini, e del mangiare, più sentito dalle donne, meno recepito è stato quello della mobilità. Dalla collaborazione con i Comuni e con le realtà locali sono nati diversi percorsi specifici: un’esperienza di pedibus a Guanzate, la nascita di un nuovo Gruppo di acquisto solidale a Villa Guardia e il consolidamento dei Gas già esistenti a Capiago Intimiano e Guanzate, lo sviluppo della ciclabilità nel comune di Erba e l’avvio di due corsi teorico-pratici: uno sull’autocostruzione di pannelli solari a Lurate Caccivio e uno sull’alimentazione naturale a Como e Grandate.
L’attivismo comasco, ha sottolineato Marco Servettini dell’associazione L’isola che c’è, è stato segnalato anche più volte dalla stampa locale e perfino dalla testata regionale del Tg3. Lo scopo del progetto del 2007 – ha continuato il portavoce de L’isola che c’è – è stato quello di far conoscere ai cittadini differenti stili di vita più consapevoli e sostenibili. La realizzazione di Vivi sostenibile, a qualcuno piace farlo è stata possibile grazie ai finanziamenti della fondazione Cariplo della regione Lombardia ottenuti vincendo un bando per l’educazione ambientale. Il costo del progetto è stato di 90 mila euro che la fondazione ha coperto al 60 per cento, la rimanente quota è stata raccolta tra gli organizzatori e i Comuni che hanno aderito all’iniziativa. La sfida per il futuro è di non dipendere più dalla fondazione Cariplo e di riuscire a stipendiare gli operatori che collaborano col progetto.
Per il progetto Quotidiano sostenibile 2008 sono stati coinvolti 20 Comuni e la novità più importante è stata l’adesione dell’ospedale S. Anna di Como. Al personale della struttura ospedaliera verranno proposti degli incontri per conoscere un utilizzo più ecologico e razionale delle risorse. I primi undici percorsi del progetto Quotidiano sostenibile 2008 verranno attivati da marzo, mentre altri partiranno in autunno. Una grossa novità sarà Municipi sostenibili, quattro seminari che propongono agli amministratori locali la possibilità di sviluppare le conoscenze sui temi della sostenibilità nell’attività edilizia e nel governo del territorio, della mobilità urbana, della trasparenza e della lotta alle mafie negli appalti pubblici, della partecipazione e della cittadinanza attiva. A questi incontri parteciperanno rappresentanti di istituzioni comunali provenienti da diverse zone d’Italia. In autunno questi temi verranno riproposti attraverso dei corsi di formazione che serviranno ad affinare gli strumenti di governo del territorio. Differentemente dalla passata edizione, sono state organizzate delle iniziative tese a interagire maggiormente con la cittadinanza dei comuni coinvolti. Verranno realizzate delle fiere solidali che coinvolgeranno produttori locali, durante le quali si terranno animazioni e laboratori per bambini e adulti. La prima fiera si terrà a Ponte Lambro in via Roma sabato 5 aprile dalle 14 alle 18. Inoltre il gruppo musicale La moranera presenterà il suo nuovo spettacolo Consumati attraverso le immagini e la musica verranno presentati gli aspetti positivi di un differente stile di vita. Il primo concerto sarà sabato 19 aprile alle 21.30 al centro civico di Bulgarograsso in via del Ravarino. Il programma completo delle iniziative è reperibile sul sito www.lisolachece.org. [Francesco Vanotti, ecoinformazioni]




alla trentina di presenti – Città possibile è impegnata in una serie di campagne per la riconquista degli spazi verdi, la sistemazione dei cortili scolastici, l’attuazione di interventi di moderazione della circolazione, ecc. «La mobilità è un aspetto essenziale del vivere quotidiano – ha proseguito Castiglioni – ed è in stretta relazione con molti aspetti: l’inquinamento, i rischi per la salute, la sostenibilità. La dispersione degli insediamenti sul territorio ha contribuito ad aumentare il numero di persone che si spostano con l’auto. I mezzi pubblici, infatti, non sono in grado di servire tutte queste zone contemporaneamente». L’eccesso di motorizzazione privata – ha chiarito il relatore – non solo compromette la mobilità, ma è rischioso per la salute. I dati dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) del 1998 parlano di 3.500 decessi per inquinamento, ogni anno, e di 1.900 ricoveri per problemi respiratori dovuti all’inalazione di sostanze tossiche aspetti: l’inquinamento, i rischi per la salute, la sostenibilità. La dispersione degli insediamenti sul territorio ha contribuito prodotte dalle auto. Senza contare che, secondo i dati Istat/Aci relativi al 2004, dei 224 mila incidenti che sono avvenuti sulle strade italiane il 74 per cento si è verificato nelle aree urbane. La macchina è diventata una protesi della quale non riusciamo a liberarci, pensiamo i nostri spostamenti sempre in termini di auto – ha sottolineato il relatore – senza prendere in considerazione mezzi alternativi».
limitrofe non riescono a smaltire i propri rifiuti, quando in Lombardia sono presenti tredici termovalorizzatori e in Campania neanche uno». Una situazione che è stata documentata anche dalla trasmissione Report per Lionetti «non sicuramente una trasmissione leghista o del centrodestra». Una presa di posizione decisa anche sull’eventuale smaltimento dei rifiuti nell’inceneritore comasco motivata anche dalle emissioni nell’aria che questo comporterebbe. Per Roberto Rallo, Forza Italia, il problema è l’incapacità politica della classe dirigente, non solo campana ma anche lombarda, che non è ancora stata in grado di creare infrastrutture come la Pedemontana.
intrecciato con quello di attualità sul futuro di Alitalia, uno scalo che per i primi firmatari della Lega è una risorsa anche perché un suo eventuale declassamento potrebbe pesare sulla scelta dell’Expo 2015 che potrebbe anche andare in Turchia. Per Roberto Rallo la scelta stessa del luogo è stata sbagliata, «una cattedrale nel deserto che fosse stata fatta in Sicilia, si sarebbe detta frutto della criminalità organizzata», ma ormai «è giusto fare quadrato per difendere i soldi spesi». D’accordo con lui, «al 90 per cento», Bruno Magatti che ha sottolineato come «non potete chiederci di difendere l’indifendibile». Per Giorgio Carcano, Area 2010, Malpensa era l’unica localizzazione possibile, anche se «non ci si arriva bene e in fretta e non ha una forte compagnia aerea che dia dei servizi». Luca Gaffuri ha invece ricordato la «paralisi in termini di mobilità di scelte errate negli ultimi decenni in visione milanocentrica». Per il capogruppo dei Ds Malpensa ha le possibilità di rimanere centrale una volta finite le infrastrutture di servizio, senza fasciarsi la testa sulle prospettive di Alitalia a cui «non è più possibile dare aiuti di stato». La mozione è così passata con il voto favorevole della maggioranza e l’uscita dall’aula della minoranza, tranne l’assenso di Area 2010, e il voto contrario di Rifondazione comunista e Paco. [Michele Donegana, ecoinformazioni]
Dopo la decisione di cambiare l’uso della terza sezione della struttura carceraria del Bassone da comune a protetta, per i detenuti protetti, ovvero tutte quei soggetti (un insieme davvero eterogeneo che comprende transessuali, pedofili, collaboratori della giustizia, ecc.) che potrebbero avere problemi a stare con i “generici” è stato dichiarato lo stato di agitazione e l’inizio di uno sciopero bianco da parte del personale di sorveglianza della casa circondariale comasca.
Una piccola polemica ha aperto il consiglio provinciale di martedì 25 marzo. I capigruppo dell’opposizione hanno lamentato livelli di approssimazione troppo alti nella bozza di bilancio presentata ai consiglieri. «Ci sono voci di bilancio della portata di uno o più milioni, composte a loro volta da più capitoli di spesa, che non sono però specificati» ha dichiarato Mauro Guerra (Pd), «già in commissione bilancio – ha rincarato Renato Tettamanti (Prc) – erano stati richiesti dei documenti più approfonditi, ma quelli a noi consegnati non aiutano ad entrare nello specifico degli ambiti di spesa, quindi chiedo un rinvio del termine per la presentazione degli emendamenti». Richiesta che non è stata accolta nella breve riunione dei capigruppo.
alle caldaie in una zona completamente metanizzata». «Il risparmio economico – ha continuato Sabina – è dovuto al decreto legge 344 del ’98 per l’utilizzo di biomassa e dalla riduzione dell’Iva dal 20 al 10 per cento. Se una sola di queste agevolazioni decadrà il così decantato risparmio verrà a mancare». Barca ha poi posto l’accento sulle questioni che più la preoccupano: l’impatto ambientale e i rischi per la salute, «giocano sempre con la storia del Co2 nullo, ma non è qui il problema: le emissioni da combustione (anche di legna) producono diossine e altre sostanze tossiche, nonché polveri (Pm10) o le ultra sottili sotto il 2,5 Pm1. Queste polveri sono responsabili della gran parte delle malattie dei nostri anni: cardiopatie, ictus, malattie respiratorie e cancro. In Comune confidano in un filtro tecnologicamente avanzato, ma per la verità non c’è nessun filtro che può fermare le polveri sottili o le così dette nanoparticelle, che respiriamo in forma di aerosol mortale». «Il succo è – ha sottolineato Sabina – che non si deve cambiare il tipo di combustione, ma bisogna proprio eliminare le combustioni».
Presentata la futura struttura dell’Azienda ospedaliera Sant’Anna a Camerlata alla presenza dell’assessore alla sanità della Regione Lombardia Luciano Bresciani che, intervenendo sul finanziamento delle nuove strutture sanitarie, ha affermato «abbiamo dovuto fare acrobazie per portare a casa quanto quello che era dovuto». I soldi per fare il nuovo ospedale rientravano nel piano di edilizia sanitaria 2003-2006 il cui importo è stato saldato a fine gennaio 2008 solo dopo il rifiuto di firmare il terzo atto del procedimento da parte dell’assessore senza un impegno concreto da parte del ministero a pagare. Per Luciano Bresciani il ministro della salute Livia Turco «guarda la Lombardia come se fosse il demonio, che guardi le altre regioni, che vada a vedere che qualità forniscono e i loro bilanci in rosso mentre quello lombardo è in pareggio». L’assessore lombardo ha poi aggiunto «la Turco fa bene a criticare, ma non a fare una critica esasperata che fa vedere la sanità lombarda come meno efficiente di quello che è», mentre a Toronto la Lombardia è stata l’unica regione nel gruppo dei migliori sistemi sanitari assieme ad altre sette nazioni, tra cui la Francia e la Germania «ciò non toglie – ha ribadito l’assessore alla sanità – il fatto che ci sono ancora cose da migliorare come le liste d’attesa, le cure di primo e secondo livello nel territorio, il decentramento, la cura delle malattie croniche, cambiare la mentalità ospedalocentrica».
