20 maggio/ L’albero di Falcone. Giovanni non deve morire
Domenica 20 maggio alle 16 i ragazzi di Teatro Gruppo Popolare, in via Gabriele Castellini 7 nella Piccola Accademia a Como, porteranno sul palco lo spettacolo laboratorio L’albero di Falcone. Giovanni non deve morire per la ricorrenza del XXVI anniversario della strage di Capaci. La recita, ambientata tra i banchi di scuola, rappresenta il tributo dei giovanissimi alla memoria di Giovanni Falcone
Lo spettacolo è pensato all’interno dell’iniziativa Lieto il fine per la Giornata della Legalità in ricordo delle vittime dell’attentato di Capaci, fa parte della rassegna teatrale dedicata ai bambini La domenichina dei piccoli e sarà l’ultimo spettacolo della stagione. Lieto il fine è pensato per dare l’opportunità ai bambini di intervenire all’interno dei racconti più noti della letteratura per ragazzi e di modificarne il finale drammatico, in modo da potersi immaginare anche parte attiva nella vita reale. I presenti saranno invitati poi a scrivere un pensiero su Falcone e sulla sua vicenda. I foglietti insieme a quelli che la gente appende di continuo sui rami dell’albero davanti casa del magistrato, verranno letti. Si modelleranno infine dei palloncini che simboleggeranno la leggerezza e la volontà di opporsi anche con la propria vita a una cultura di violenza. [dl, ecoinformazioni]
Video/ La salute di Barbiana: «I matti esistono solo nella mente dei sani»
Una cinquantina di persone hanno partecipato al secondo incontro della scuola popolare di Rebbio che sperimenta la possibilità di dare formazione civica ai migranti e nativi riprendendo gli obbiettivi della Scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani. (altro…)
23 maggio/ Como ricorda Capaci
Mercoledì 23 maggio per la ricorrenza del XXVI anniversario della strage di Capaci alle 10 ai Giardini a Lago vicino l’Albero Falcone verranno commemorate, dal Centro Studi Sociali Contro le Mafie di Cermenate per il progetto San Francesco, le vittime dell’attentato mafioso a Capaci, dove morirono Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. [dl, ecoinformazioni]
Basaglia e la collina sprecata
Notevole e appassionata partecipazione all’iniziativa Domenica Basaglia organizzata domenica 13 dalla Asst Lariana e dell’associazione Oltre il giardino. Nei locali della comunità Arca a San Martino si è ricordato il quarantennale della Legge Basaglia con un programma articolato di documentazione e riflessione sulle prospettive di cura del disagio mentale e contemporaneamente sul destino del grande parco di San Martino, tuttora isolato dalla città, paralizzato dalla persistenza di veti incrociati e interessi contrapposti e da una desolante assenza di progettualità, frutto di una sostanziale indifferenza alle esigenze dei cittadini. Nonostante periodici appelli e le iniziative di associazioni (attività di sostegno alla cura, ricerche, pubblicazioni, convegni, sforzi di vitalizzazione) tutto è fermo, e una grande occasione urbanistica, ambientale, storica, sociale, è scientemente sprecata. (altro…)
Arte/ Tullio Pericoli in libreria
Alla Libreria Plinio il Vecchio in via Vittani a Como è possibile vedere fino al 1° giugno una piccola e stimolante mostra dedicata a incisioni, disegni e acquerelli del grande disegnatore (più noto, forse, un tempo, come vignettista e illustratore) Tullio Pericoli.
Pochi pezzi, ma molto interessanti, che affiancano ad alcuni ritratti di autori famosi (tra cui ben tre Samuel Beckett assolutamente eccezionali) alcuni paesaggi, spinti fino all’astrazione. Interessante anche verificare come le tecniche di incisione utilizzate (dall’acquaforte all’acquatinta alla puntasecca, a volte colorate all’acquerello, ma altre realizzate a colori già con le lastre) contribuiscano a diversificare e ad arricchire il linguaggio comunicativo.
L’esposizione consente così un approccio ravvicinato a uno dei generi che hanno maggiormente contribuito, negli ultimi decenni, ad avvicinare il grande pubblico al linguaggio artistico.
[FC, ecoinformazioni]
30 maggio/ Milano/ “Ero straniero”: un impegno che non scade
Mercoledì 30 maggio l’Auditorium della Casa della carità di Milano, in via F. Brambilla 10 (M2 Cascina Gobba) ospiterà dalle 18 un incontro dal titolo: “Ero straniero: un impegno che non scade”, teso a rilanciare gli obiettivi culturali e politici nell’accoglienza dei migranti.
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Chick Corea a Chiasso: jazz condiviso
Un grande concerto del grande pianista jazz Chick Corea (o come lui stesso ha tenuto a precisare, vantando le origini italiane, Armando Antonio Corea) in un teatro di una piccola città sul confine, Chiasso, nella serata del 12 maggio. Un grande gradimento del pubblico e un grande sfoggio di comunicazione.
Chick Corea sul palco, accanto al grande pianoforte a coda (ma lui è considerato un maestro anche del pianoforte elettrico, il Fender Rhodes), si diverte e si vede. Inizia “accordando” il pubblico, proponendo brevi frasi musicali da ripetere (e sembra una gag gratuita, ma invece – si capirà – è congeniale all’intera serata), richiama e sintetizza grandi autori del passato più o meno lontano e del presente (Domenico Scarlatti e George Gershwin, Chopin e Jobim eccetera), chiacchiera con il pubblico in un americano assolutamente comprensibile (del resto amplificato da una mimica straordinaria), evoca i grandi del jazz (Bill Evans e Theolonius Monk), è assai parco nel mettere in primo piano il proprio contributo jazzistico, continuando a sottolineare la ricchezza e la complessità della musica (e del jazz così come del pianismo) in generale.
Grazie a questo approccio tutt’altro che rituale (persino meno rituale del tipico concerto jazz), nella seconda parte Chick Corea si diverte a coinvolgere il pubblico: prima chiama sul palco chi vuole farsi fare un ritratto musicale (correttamente: un maschio e una femmina), poi evoca un altro gioco della sua infanzia intorno al pianoforte di famiglia, e invita il pubblico a suonare con lui. Incredibilmente (ma non tanto), i volontari abbondano (in questo caso, però, tutti maschi), e Chick Corea si sottopone volentieri a questi duetti improvvisati, fino a limitarsi a tratti a fare “da spalla” a musicisti locali (certo non proprio dilettanti) che – travolti dall’emozione del palco condiviso con un maestro – tendono a rubargli la scena.
La chiusura del concerto è dedicata alla parte più “seria” della produzione di Corea, le sue Children’s Songs, eseguite seguendo la partitura (con solo qualche variazione improvvisata in chiusura).
Dopo i lunghi applausi, il bis torna all’inizio del concerto: suddiviso il pubblico in settori (due per i maschi, tre per le femmine), il musicista dal palco attribuisce a ciascun settore una nota e si fa in questo modo accompagnare per il lungo brano conclusivo. Il pubblico, evidentemente competente, è tutt’altro che stonato e anzi si lascia coinvolgere di buon grado in una sorta di conduction tutt’altro che banale.
Le grandi personalità si riconoscono anche dalle piccole cose.
[Fabio Cani, ecoinformazioni]







