spettacolo

3 febbraio – 26 maggio/ Cantù / Spettacolo!!!, La rassegna teatrale di Arci Mirabello

18738504_917679768364179_5806598701660795248_oDopo il successo dello scorso anno il circolo Arci Mirabello di Cantù (via Tiziano 5),  in collaborazione con l’associazione culturale Libera officina, presenta Spettacolo!!!,  la nuova rassegna di teatro 2018. Sei appuntamenti vedranno alternarsi diverse compagnie teatrali per un palinsesto ideato dal nostro direttore artistico, il maestro Stefano Sergeant.

(altro…)

19 e 20 gennaio/ “Ettore Majorana -cronaca di infinite scomparse – the immersive film”

littleplanet7.jpgContinua la collaborazione tra Teatro Sociale di Como e ComoNext, con la proiezione, venerdì 19 e sabato 20 gennaio, di Ettore Majorana. Cronaca di infinite scomparse – the immersive film.

(altro…)

27 gennaio/ Cantù/ “Chi ama brucia. Discorsi al limite della frontiera”

26850610_1806387979373860_6465359459165539819_o.jpgIn programma per le 21 di sabato 27 gennaio al Teatro comunale San Teodoro di Cantù (via Corbetta, 7) lo spettacolo di Alice Conti Chi ama brucia. Discorsi al limite della frontiera, uno spettacolo sui “campi di accoglienza” per migranti stranieri, tratto dalle interviste originali a lavoratori ed ex-reclusi di un C.i.e. italiano. Al termine dello spettacolo è previsto un momento conviviale con alcuni dei richiedenti asilo ospitati a Como, organizzato in collaborazione con l’associazione Como Accoglie.

(altro…)

17 dicembre/ Alchimie e trasformazioni per un mondo di pace

ALCHIMIE_modificato-1.jpg

Domenica 17 dicembre, alle 17, nella Sala Musa dell’istituto Giosuè Carducci (via Cavallotti 7 a Como), due allieve del Corso di teatro per ragazzi di Teatroarte – Orizzonti inclinati terranno la conferenza Alchimie e trasformazioni per un mondo di pace. L’ingresso è libero; le offerte raccolte saranno devolute a MaRac (Associazione malattie rare Como).

 

(altro…)

16 dicembre/ “Sconfinati destini”

24993592_865416956916775_200438085289946962_n.jpg

Sabato 16 dicembre alle 18,30, alla Piccola Accademia di TeatroGruppo Popolare, in via Castellini 7 a Como, torna Sconfinati destini. Storie di vite in cammino, spettacolo realizzato da TeatroGruppo Popolare e Kibaré Onlus per ragazzi richiedenti asilo a Como. All’esibizione seguirà un aperitivo. Si tratta di un’iniziativa di raccolta fondi a sostegno del laboratorio teatral-musicale interetnico condotto dalle due associazioni proponenti.

(altro…)

14 e 16 dicembre/ La “Cenerentola” di Rossini al Teatro Sociale

unnamed

A duecento anni dalla prima rappresentazione al Teatro Valle di Roma, il capolavoro buffo di Rossini affascina ancora per il minuzioso gioco di contrasti ed equivoci, in cui i personaggi sono inseriti in vicende folli e quasi al limite dell’assurdo, dove «chi sviluppa, più inviluppa, chi più sgruppa, più raggruppa». Al Teatro Sociale di Como giovedì 14 e sabato 16 dicembre La Cenerentola arriva nel nuovo allestimento di Arturo Cirillo. Sul podio, la giovane Lin Yi-Chen, che ha già debuttato in Italia al Rossini Opera Festival 2016.

(altro…)

29 novembre – 20 dicembre / CircoLIamo

24129721_873912766112156_2105539581671376063_n#NonSoloCirco: Da mercoledì 29 novembre a mercoledì 20 dicembre, alle 20,15 e a cadenza settimanale, l’oratorio di San Bartolomeo a Como (via Rezia, 4) ospiterà CircoLIamo, uno spazio di espressione aperto agli artisti del territorio. 
(altro…)

21 ottobre / “Come farfalle…quando la vita diventa un volo”

Brochure.jpg

Alle 21 di sabato 21 ottobre, Teatroarte Orizzonti Inclinati al Teatro nuovo di Rebbio (via A. Lissi, 9) lo spettacolo di Miriana Ronchetti Come farfalle… quando la vita diventa un volo. Di seguito il comunicato stampa:

Come farfalle …quando la vita diventa un volo (60′)
Teatro Nuovo di Rebbio, sabato 21 ottobre, ore 21

Storia teatrale di Miriana Ronchetti che racconta le vicissitudini di una figlia alle prese con la cura quotidiana alla madre affetta da demenza. L’evento è finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche relative alla demenza senile e la malattia di Alzheimer, organizzato da Progetto Sociale onlus Cantù in collaborazione con Associazione Asylum Camerlata.

Il costo del biglietto è 10 euro.
Per informazioni : tel. Progetto Sociale  031 715310  oppure  teatroarte: cell 329.3817686

Qui un video di presentazione dello spettacolo.

La storia
Una donna, a un certo punto della sua esistenza, inizia a tralasciare tutte le sue abitudini, il lavoro, gli affetti, le giornaliere faccende per occuparsi solo di farfalle. Non riesce a fare altro. Le farfalle non sono impegnative, non richiedono pensiero…le segui e basta. Qui inizia la sua nuova vita fatta di assenze e di “apparenti vuoti”. Il marito e la figlia inizialmente non capiscono e non accettano quel suo “stare” così diverso sebbene i medici abbiano spiegato loro che si tratta di una malattia. Decidono così, di non seguire esempi e consigli, ma di fare a modo loro applicando regole rigide e rimproveri. Il risultato è un grande insuccesso. La figlia decide di affrontare quella strada così difficile che la porterà a creare, dopo anni di incomprensioni, un vero rapporto di intesa con la madre ammalata. Fra errori e tentativi, scatti di rabbia e sconforti, arriva a scoprire un mondo di sensazioni create non dalle parole bensì da sguardi, giochi, affinità, azioni quasi assurde, ritorni all’infanzia, merende consumate alla luce del sole, con le dita nei vasetti di marmellata. Quella è la strada…scopre l’amicizia in colei che da madre, un tempo le dettava solo regole. Ore, giornate intere a guardare le farfalle sulla riva di un fiume che altro non è che un catino colmo d’acqua. Aspettare la luna e veder sorgere il sole. Saltare le regole della vita per vivere fino all’ultimo e intensamente quel rapporto che è fonte di grande gioia e pienezza. Il tempo degli altri non esiste più. Esiste solo il loro tempo. I ruoli si invertono; la mamma diventa la bambina e la bambina, a volte diventa la mamma e altre volte ancora l’amica, la sorella…a secondo del ruolo che serve. Non c’è una fine alla storia. Di proposito non esiste la fine perché in realtà ci sono le trasformazioni. Ogni spettatore avrà il piacere di crearsi la fine che desidera. Non esiste fine all’amore.

In una recensione dal titolo Quando l’Alzheimer diventa teatro, Luciana Quaia, psicologa, scrive così dello spettacolo:

Molto spesso l’attenzione rivolta a una persona malata di demenza è più focalizzata sul comportamento, piuttosto che sulla sua soggettività.

Si parla così di mutazioni che riguardano le funzioni cognitive, la memoria, il sonno e che innescano aggressività, apatia, manifestazioni imprevedibili e insensate, stravaganze di pensiero.

Sono molte le persone che imparano sulla propria pelle cosa significa stare accanto a chi pian piano sbiadisce nel tempo, trascinando nell’oblio l’essenza di sé. Molte di queste persone trovano la forza di raccontarsi attraverso diari, storie, romanzi, poesie, perché succede che le parole scritte restituiscano un significato profondo a qualcosa che pare scivoloso come un piano inclinato.

E’ tutt’altro che semplice ricercare un senso in una malattia che procede per sottrazione: il familiare che se ne prende cura difficilmente resta esente da sgomento, smarrimento, senso di colpa, disorientamento.

Sul palcoscenico, nello spettacolo “Come farfalle” la regista e interprete Miriana Ronchetti tenta, in una rapida e coinvolgente successione di scene, di rappresentare gli altalenanti vissuti che contraddistinguono ogni famiglia che si trovi improvvisamente in contatto con la malattia che causa la progressiva perdita dell’identità.

Le due attrici e la rappresentazione scenica arrivano a noi attraverso la dimensione poetica.

Lo fa apposta, non darle retta, è sempre stata un’eccentrica” sono le parole del padre che, distante, trasmetterà alla figlia dall’altro capo del telefono.

Una figlia (interpretata da Anna Lucati) che tenta, nella più totale solitudine, di dare retta ai suggerimenti paterni e di correggere quella bizzarra madre che strappa in minuscoli pezzi i giornali, indossa la sottoveste sopra la gonna, chiede un catino chissà perché ….

I risultati non sono quelli attesi. Nella rinuncia al progetto matrimoniale per non abbandonare a se stessa l’anziana donna, la figlia si accorge che le parole smarrite non vanno respinte, ma accolte e amate insieme a quei sguardi, baci, carezze che lei per prima dalla madre ha ricevuto e che ora è giunto il tempo di restituire.

Non è contrastando la volontà del malato che se ne può migliorare l’esistenza, ma è esattamente l’opposto che creerà una nuova relazione tra le due donne.

Certo un po’ stramba, come quelle farfalle indicate dalla donna che però non si riescono a vedere.

Ma perché ostinarsi a credere che non esistano?

Il male non ha mai l’ultima parola, se lo sguardo va oltre ciò che appare.

Per la donna malata, sognatrice smemorata ma madre attenta e premurosa, l’orologio si è fermato a quel tempo in cui, per soddisfare i desideri della sua bambina, un catino pieno d’acqua diventa il mare in cui pescare.

E anche adesso, quando il tempo non ha più importanza, quel gioco può ritornare a essere un dono prezioso, perché l’amore non svanisce mai e, nel buio che avanza, madre e figlia lo possono illuminare gettando nell’acqua canne luminose e cullando i loro sogni in un abbraccio senza fine.

Attori: Miriana Ronchetti, Stefania Pastore

Voci registrate: Alessandro Quasimodo – Anna Scialoja

Idea Scenografica Testo e regia: Miriana Ronchetti

 

12 e 13 ottobre / Liliana Cavani porta in scena la “Madre Coraggio” Filumena Marturano al Teatro Sociale

DSC_5951ok approvata

Giovedì 12 e venerdì 13 ottobre alle 20,30 comincia al Teatro Sociale di Como la stagione dedicata alla grande prosa: in scena la “Madre Coraggio” Filumena Marturano, commedia in tre atti scritta da Eduardo De Filippo nel 1946.

Nel ruolo di Filumena e Domenico due grandi protagonisti della scena italiana: Mariangela D’Abbraccio che ha iniziato la sua carriera diretta da Eduardo nella Compagnia di Luca De Filippo e Geppy Gleijeses, allievo prediletto di Eduardo che per lui nel ’75 revocò il veto alle sue opere.

A dirigere la commedia la più grande regista cinematografica italiana, Liliana Cavani, che con questo allestimento ha debuttato nella Prosa.
Consulta la scheda di approfondimento sullo spettacolo
Consulta cast, date, orari e tariffe e prenota i biglietti dal sito web del Teatro sociale di Como

26, 28, 30 settembre / “Ettore Majorana, Cronache di infinite scomparse” debutta al Teatro Sociale

download

Un’opera giovane – in ogni senso – Ettore Majorana. Cronache di infinite scomparse (opera in n variabili), vincitrice del concorso Opera Oggi promosso da OperaLombardia (che dell’opera è dunque promotrice), che debutterà per la sua prima assoluta al Teatro Sociale di Como – di cui aprirà la stagione notte 2017/18 –  tra martedì 26 e sabato 30 settembre, prima di partire in tournée in Italia e in Europa, passando per Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia, Trento, fino ad arrivare a Magdeburg nell’autunno 2018 e a Valencia nella primavera del 2019. L’opera è stata anticipata da Focus Majorana, un ciclo di eventi collaterali, gratuiti e aperti a tutti, sostenuti da enti e associazioni cittadine (Biblioteca comunale, Fondazione Alessandro Volta, Università degli studi dell’Insubria, Festival della Luce – Lake Como 2017, Ostello Bello Lake Como,  Allineamenti, Quartetto Artemisia e lo stesso Teatro Sociale),  inerenti alle tematiche da essa trattate, e in particolare sul connubio tra musica e scienza. Proprio la scienza, del resto, sarà il Leitmotiv della stagione teatrale 2017/18 del Teatro Sociale,

Giovani, giovanissimi, il librettista Stefano Simone Pintor, il compositore Roberto Vetrano, lo scenografo Gregorio Zurla e il direttore d’orchestra Jacopo Rivani (già alla pedana del Sociale con il Nabucco dei 200.com 2016/2017), tutti al di sotto dei 35 anni. Giovane il cast, composto dai vincitori del LXVIII concorso AsLiCo per giovani cantanti lirici d’Europa: Alessandra Masini (la Cantante, una Madre), Davide Paciolla (la Particella ombra), Federica Livi (la Fisica, parte condivisa tra Livi e Monica Tiberia Naghi), Lucas Moreira Cardoso (Majorana), Pietro Toscano (Dio, il Generale, il Frate), Roberto Capaldo (il Barbone), Ugo Tarquini (l’Antimajorana).

Giovane il protagonista di quest’opera “totale” a tinte noir che coniuga scienza, musica, bel canto e recitazione, il celebre fisico catanese Ettore Majorana, autore di importanti studi di fisica nucleare e meccanica quantistica (nonché uno dei “ragazzi di via Panisperna” a cui è dedicato l’omonimo film di Gianni Amelio), scomparso ad appena 31 anni sulla rotta marittima Napoli-Palermo (questa la versione più accreditata, ma le ipotesi della sparizione sono parecchie, spesso romanzate e assai improbabili). Correva l’anno 1938: da quel mese di marzo, di Majorana fu persa ogni traccia.

Alle soglie degli ottant’anni dalla sua prematura e misteriosa scomparsa – cita la pagina del sito web del Teatro Sociale dedicata all’opera imminente, il grande fisico siciliano assurto a mito nella scienza come nell’arte (tanto da ispirare un libro di Leonardo Sciascia) diventa il soggetto di questo progetto musicale totale, vincitore del concorso Opera oggi per la stesura di una nuova opera contemporanea. Un progetto ambizioso, ricco di effetti visivi ed uditivi (fisici, appunto!) molto particolari che porteranno l’ascoltatore a una dimensione ‘altra’ per far rivivere le infinite possibilità del ‘caso Majorana’, tutt’oggi ancora vivo e apertissimo.

Nelle parole degli autori dell’opera ‘Se è vero che il ‘900 ci ha portati verso il concetto di ‘frammentazione’, dove ci sta portando il XXI secolo? La nostra risposta a queste questioni è andata verso la nozione di ‘realtà aumentata’. In un mondo in cui il progresso tecnologico ci ha immerso in una realtà che va oltre a quella fisica classica che conoscevamo, non potevamo certo scegliere di fare un’opera che parlasse al pubblico odierno senza tenere conto di questo fondamentale aspetto della nostra contemporaneità. Proprio da questa considerazione derivano le nostre scelte, in primis quella del soggetto del nostro racconto: Ettore Majorana’.

Guarda qui il video d’anteprima dello spettacolo.

Ai giovani, infine, è dedicata “la prima delle prime”, prevista per la sera di martedì 26 settembre alle 20,30: il pubblico di questa rappresentazione comprenderà infatti ragazze e ragazzi rigorosamente under 30; mentre le successive serate – giovedì 28 e sabato 30saranno aperte a un pubblico di ogni età.

Per tariffe e agevolazioni, oltre che per l’acquisto di biglietti, si può consultare il sito del Teatro Sociale o recarsi personalmente alla biglietteria negli orari d’apertura (indicati alla stessa pagina).

[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza