Connessioni controcorrente/ Una giornata di teatro civile / “Nel mio paese”: ribaltare le prospettive per fare chiarezza
Dalle 14.30 di mercoledì pomeriggio, la III Giornata di teatro civile, parte del progetto Connessioni Controcorrente (che vede impegnati Teatrogruppo Popolare, Arci Xanadù e Arci ecoinformazioni con il contributo di Fondazione Cariplo e il patrocinio del comune di Como e della regione Lombardia) al circolo arci Xanadù è proseguita con uno spettacolo a cui hanno assistito alcune classi di scuola secondaria di secondo grado: Nel mio paese, versione integrale del monologo di Gianpietro Liga che è parte della sceneggiatura di Sconfinati destini. (altro…)
Approvato definitivamente il 12 aprile alla Camera il Decreto della vergogna. Da oggi in Italia in vigore le leggi razziali di Minniti e Orlando. Umiliato il diritto,l’umanità, la giustizia e la civiltà. Prima dell’inevitabile annullamento che arriverà dalla Corte costituzionale del provvedimento mostruoso e razzista, oltraggio non solo ai migranti ma anche alla memoria di tutte le vittime delle leggi speciali, costruite per colpire una parte della popolazione, ci saranno centinaia di vittime. L’Arci nazionale: «impatti nefasti sulla vita di migliaia di uomini, donne e bambini».
Esplicitati i termini della nuova politica di blocco alla frontiera sulla linea ferroviaria per Chiasso: «Gli individui dalle fattezze africane o nord-orientali sprovvisti di documenti saranno prelevati dai vagoni, tradotti negli uffici della polizia di frontiera e sottoposti a interrogatorio e perquisizione integrale». Così un documento firmato Regione Lombardia, Trenord, Rampinini, Tilo e Canton Ticino che precisa: «Le operazioni di rastrellamento prenderanno alcuni minuti, Ci scusiamo per il disagio e ringraziamo per la cortese indifferenza».
Mentre ancora nessuno spiraglio si apre a livello governativo per provvedimenti che assicurino in Italia il rispetto dei Diritti umani e un’accoglienza giusta e civile e mentre trovano nel Comune di Como difficoltà incomprensibili anche proposte di accoglienza a totale carico di privati (come quella presentata da Como senza frontiere per l’area ex Stecav), sembra che la soluzione scelta sia quella del periodico svuotamento della città dai migranti non accolti dalle istituzioni, da caricare su autobus che li riporti a Taranto.
L’ultima iniziativa di una serie, forse troppo affollata, di incontri per la Giornata della memoria, ha riempito completamente la sala Lissi a Rebbio.



Il fantasma del razzismo si è materializzato ancora una volta ieri in Canton Ticino. Niente di nuovo si potrebbe dire. Così come non meraviglia il sondaggio pubblicato oggi da Repubblica: gli italiani sono a favore della chiusura delle nostre frontiere. Esattamente come gli abitanti del Canton Ticino voglio impedire ai lavoratori italiani transfrontalieri di attraversare liberamente il confine italo svizzero. 




