Razzismo

Video/ Gli zingari e la soluzione finale

Fabio Cani mostra una "grida"(circolare di polizia) del 1687 per la repressione degli zingari.
Fabio Cani mostra una “grida”(circolare di polizia) del 1687 per la repressione degli zingari.

GiornoMemoria2016soluzionefinalezingariCon l’introduzione di Fabio Cani per gli organizzatori, Anpi Comitato provinciale di Como e Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta di Como, si  è aperto in Biblioteca  a Como il 23 gennaio pomeriggio l’incontro Gli Zingari e la soluzione finale. Sala affollata da un pubblico di tutte le età per il video Porrajmos. Una persecuzione dimenticata (prodotto da Opera Nomadi per la regia di Paolo Poce e Francesco Scarpelli) e le relazioni di Giorgio Bezzecchi, figlio di sopravvissuti alla persecuzione nazifascista, consulente del Consiglio d’Europa – Programma Romact, e di  Maurizio Pagani, presidente dell’Opera Nomadi di Milano ed esperto in etnie nomadi. Alle relazioni è seguito un partecipato dibattito per approfondire il tema e per attualizzarlo nella cronaca di oggi italiana e comasca. 

[nella foto Fabio Cani mostra  una “grida”(circolare di polizia) del 1687 per la repressione degli zingari]

 

Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

10 dicembre/ Il CcP definisce orizzonte politico e questione migranti

Coordinamento_comasco_paceL’assemblea degli aderenti al Coordinamento comasco per la Pace del 10 dicembre a Palazzo Cernezzi, in Sala Stemmi alle 18, non casualmente posta nella Giornata mondiale dei Diritti umani, si annuncia importante. Esaurita la formalità  dell’approvazione del Bilancio 2015, associazioni e amministrazioni comunali lariane potranno esaminare le idee proposte dal Consiglio di amministrazione (si chiama  così l’organo direttivo del CcP, presieduto da Mario Forlano) che dovrebbero fornire la necessaria  bussola per la sua attività politica.

Il documento Linee guida del Coordinamento sarà proposto  discusso e votato nell’assemblea e potrà diventare un importante strumento per dare al sodalizio un maggiore attivismo nel contrasto alle culture belliche e della violenza in questo momento di forte crescita nel territorio, insieme a razzismo e xenofobia, con il rischio che comuni aderenti al Coordinamento si assoggettino a diventare  città aperte alla riorganizzazione del nazifascismo italiano e  europeo.

Altrettanto importante il secondo punto che pone in discussione la proposta di un gruppo si associazioni  (Arci, Acli, Medici con l’Africa, ecoinformazioni) che chiede si tessano più solidi fili di azioni comuni per i diritti migranti, superando la miope e ingiustificata idea dell’emergenza, evitando la delega incondizionata delle scelte,  la scarsa trasparenza e l’assenza di controllo democratico delle risorse investite e mettendo ben in chiaro che non si tratta solo di profughi,  ma di tutte e tutti coloro che fuggono da guerre, violenza e povertà .

Conclusa l’assemblea, si svolgerà l’incontro aperto a tutti Riaccendiamo i Diritti – 67° anniversario della Dichiarazione universale Diritti umani, organizzata dal Comune di Como in collaborazione con il Coordinamento nazionale Enti locali per la Pace e i Diritti umani e il Coordinamento comasco per la Pace.

Presto su ecoinformazioni il programma dell’iniziativa.

9 novembre/ Khalid Chaouki a Cantù con il Pd contro i razzismo nazifascista

nazicestinoPrima risposta del Pd lariano alle iniziative razziste dell’estrema destra nazifascista che negli ultimi giorni hanno attaccato il deputato Pd  Khalid Chaouki e le sedi del partito anche nella provincia di Como. Lunedì 9 novembre, proprio Khalid Chaouki sarà al Centro Civico di Vighizzolo in via San Giuseppe a Cantù per rispondere al vergognoso attacco subito e all’altrettanto indecente comportamento dell’assessore canturino alla sicurezza. L’iniziativa si svolgerà con la partecipazione  anche di Chiara Braga e di Bilel Akkari, per presentare la nuova legge sullo ius soli e la cittadinanza ai giovani cittadini nati in Italia.

Dario Fo e Florina Cazacu in fabbrica per la giustizia

IMGP1481dariofoirinacazacuUn libro in una fabbrica. Una ragazza rumena vittima del razzismo che le ha letteralmente bruciato il padre spiega, andando molto al di là del suo dolore, cosa deve fare l’Italia per essere civile. Un premio Nobel che denuncia, argomenta, urla, si infiamma, predica, racconta e spiega che in Italia ci sono gli schiavi e contro chi massacra i diritti e le persone «anche qui, proprio qui in Lombardia, proprio qui vicino» non si fa nulla e agli assassini si accodano nella colpa gli indifferenti.

AgostinelliGiannangeliUn ex segretario della Cgil della Lombardia che c’era alla prima manifestazione per denunciare l’orrore dell’uccisone di un lavoratore – Ion Cazacu bruciato vivo per aver tentato di reclamare diritti per sé e per i suoi compagni – nella quale i manifestanti furono attaccati dalla violenza leghista e c’era ancora oggi perché per i diritti del lavoro la situazione è ora peggiore di allora. E c’era l’avvocato impegnato dalla parte della famiglia per evitare che alla tragedia si aggiunga la beffa e la totale mortificazione della legge. A Veniano nella sala delle assemblee della Parker all’incontro organizzato dalla Rsu della fabbica, con il sostegno dell’azienda, dei dariofogiannageliflorinacazacucomuni della zona e di tanti e tante, alle 16 di sabato 31 ottobre si è parlato con gli autori Dario Fo e Florina Cazacu, del loro libro Un uomo bruciato vivo. All’incontro, coordinato da Armando Carusilio, ha partecipato un centinaio di persone e sono intervenuti anche l’ambientalista, già segretario della Cgil Lombardia Mario Agostinelli e Ugo Giannangeli, difensore della famiglia Cazacu nel processo contro Cosimo Iannece, autore dell’atto mostruoso  commesso 15 anni fa  quando cosparse di benzina il suo dipendente Ion Cazacu e gli diede fuoco. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] Presto on line sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa e un breve commento di Fiorina Cazacu.

Guarda sul canale di ecoinformazioni tutti gli altri video dell’iniziativa.

31 ottobre/ Dario Fo e Florina Cazacu a Veniano

fovenianoLa Rsu Parker H. M. invita, sabato 31 ottobre alle 16,  nella Sala Rsu Ion Cazacu, alla presentazione, con gli autori Dario Fo e Florina Cazacu, del loro libro Un uomo bruciato vivo. All’incontro parteciperanno anche Mario Agostinelli e Ugo Giannangeli, difensore della famiglia Cazacu nel processo contro Cosimo Iannece, condannato per l’atto mostruoso  di avere 15 anni fa cosparso di benzina il suo dipendente Ion Cazacu che aveva reclamato per sé e i suoi compagni diritti e stipendio. Scarica e diffondi la locandina. Per artecipare è indispensabile la prenotazione entro il 27 ottobre. Presto on line su ecoinformazioni.

ecoinformazioni on air/ Zingari Rauss

razzistimercatopostawebIl servizio del 16 settembre di Gianpaolo Rosso per Radio popolare. Ascolta il servizioManifesti verdi con una grande scritta gialla «vogliamo il Mercato di Como libero da abusivi, zingari e falsi mendicanti». Firmati Confesercenti e affissi nel Mercato comunale coperto di Como sbattono in faccia a chi  passa un messaggio razzista con quella parola “zingari” usata per condannare un intero popolo e volerlo ancora una volta cacciare, discriminare.  Immediata l’indignazione della Como civile e la richiesta del Prc al Comune che i manifesti vengano immediatamente rimossi evitando a Como l’oltraggio di vedere in uno spazio comunale messaggi che sarebbero piaciuti ai nazisti.  Lascia senza parole la giustificazione del presidente di Confesercenti di Como che, intervistato da Como zero, ha affermato di aver usato “zingari”  per indicare  «in maniera “rustica” e generica la persona senza fissa dimora». Per il presidente Claudio Casartelli c’è stata solo una violazione del bon ton. [Gianpaolo Rosso ecoinformazioni]

 

Con Seve contro la violenza razzista

severinoIn un momento in cui le persone peggiori si nascondono dietro il “non sono razzista ma…” non stupisce l’attacco a Severino Proserpio, fondatore del Clas (Coordinamento lavoratori stranieri) della Cgil, impegnato in Italia e in Senegal per la solidarietà ai bambini e alle bambine di Kelle. Severino, Abbondino d’oro di Como,  è persona generosa e forte e la sua lotta per la costruzione di un nuovo mondo possibile non sarà certo indebolita dalle sciocchezze scritte con violenza su facebook dove è stato oggetto di insulti gratuiti e stupidi. (altro…)

Con la Polizia sicurezza senza razzismo e strumentalizzazioni

silpIl Sindacato italiano lavoratori polizia della Cgil censura la campagna di disinformazione in corso sul tema della doverosa ospitalità offerta a Como a poche decine di profughi. La questione ha animato polemiche strumentali e dato la stura a dichiarazioni xenofobe e razziste alimentate dall’ignoranza e dal tentativo di trarre vantaggio elettorale dalla mortificazione dei diritti di persone in gravi difficoltà. Contro la campagna in corso il sindacato di polizia della Cgil prende posizione nettamente: « Noi diciamo No alla speculazione sulle paure della gente: si deve invece far sapere che tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato del Comasco stanno svolgendo un grande lavoro su tutti i fronti sicuramente con enormi difficoltà. Noi diciamo No a polemiche per recuperare qualche tessera o fare la sponda a parti politiche che usano la questione dei profughi per fare propaganda». Leggi il comunicato.

Arci/ Nonviolenza per il reinserimento sociale dei razzisti nostrani

arcicomoSabato 27 giugno, una piccola squadra di molestatori ha manifestato contro l’accoglienza di profughi nella ex caserma dei Carabinieri di via Borgovico, prevedibile e vergognoso l’armamentario di luoghi comuni posti a fondamento della loro proposta indecente di respingerli. La risposta dell’Arci di Como: Restiamo umani con la forza della nonviolenza  per tutti e tutte noi e anche per i razzisti. Leggi il comunicato.

«Sempre difficile aiutare qualcuno, farlo a casa sua ancora più arduo. La cittadinanza attiva e l’Arci, per la sua parte, dovranno ancora intensificare il lavoro per accogliere i pochi, ma non per questo meno pericolosi, profughi dalla civiltà che, ancora una volta, sabato 27 giugno, hanno manifestato contro di noi, contro tutti e tutte noi, contro la storia del nostro territorio, contro la cultura e l’umanità che è parte imprescindibile dell’identità di ciascuno. Si sono scagliati contro la decisione, giusta, opportuna e ragionevole, presa dalle istituzioni comasche di dare un provvisorio riparo a un microscopico gruppo di migranti che chiedono e hanno diritto ad avere rifugio da guerre, violenze e povertà, spesso conseguenti proprio di culture di egoismo e sopraffazione analoghe a quelle dei rozzi razzisti nostrani.

Se la saggia decisone di mettere a disposizione dell’accoglienza, nobile intervento umanitario, alcune stanze della ex caserma dei Carabinieri in via Borgovico, abbandonata da anni, sembra a un residuale gruppo politico locale e ai suoi pochi seguaci un oltraggio, noi dell’Arci ci impegneremo perché i manifestanti contro la nostra civiltà possano essere reinseriti nell’alveo della società civile lariana. Sappiamo che essi ora costituiscono un costoso problema di ordine pubblico e danno del territorio lariano un’immagine mostruosa e per certi versi grottesca. Sappiamo che essi sono ancora abbarbicati a piccoli segmenti di potere ottenuti con un populismo rivoltante. Sappiamo che spesso all’incultura si accompagna anche ostilità alla democrazia ed estraneità alle comuni radici europee e non solo. Ci impegneremo per aiutarli a casa nostra che è anche loro (purtroppo) con forza e disponibilità.

Capiscano che i fuochi di ieri notte sul Lario non costituivano, come nei loro sogni, una revival comasco dei falò del Ku Klux Klan. Sappiano che a contrastare la loro violenza, esercitata senza ritegno contro persone in gravissima difficoltà, c’è la superiore forza della nostra nonviolenza che neutralizzerà ogni loro tentativo di portarci indietro nella storia con un’involuzione della specie malvagia e anacronistica. Restiamo umani per i/ le migranti, per noi, per loro. [Arci provinciale Como]

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