Turismo

Ottobre / appuntamenti a Villa del Grumello

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Decisamente ricche di eventi le domeniche di ottobre a Villa del Grumello (via Cernobbio 11).

Si comincia domenica 1 ottobre in occasione della festa dei nonni organizzata da Ca’ d’Industria in collaborazione con l’associazione Villa del Grumello. La giornata sarà comprensiva di un’esposizione celebrativa per i duecento anni della Fondazione, attività e laboratori. Orari: 10-13 e 14,30. aree interessate: villa, serra e serretta.

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Domenica 8 ottobre il team La senda de la emoción offrirà dalle 11 una “passeggiata sensoriale” alla scoperta del genius loci del Parco del Grumello e, dalle 15, un laboratorio creativo di poesia in lingua spagnola sulla natura per bambini; entrambe le attività saranno organizzate sia in italiano, sia in spagnolo.

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La mattina di domenica 22 ottobre è prevista un’esperienza di “coaching umanistico” a cura di Como Life Coach (prenotazioni: info@comolifecoach.it); il pomeriggio, nella serra, si terrà invece (S)punti di vista – piccoli giornalisti al Grumello, un laboratorio di giornalismo turistico-ambientale a cura di Associazione Villa del Grumello e Viviana Dalla Pria, giornalista, aperto ai bambini dagli 8 ai 12 anni.

Infine, domenica 29 ottobre, avranno luogo animazioni e Quante zampe nel verde del Grumello, quanti fiori in villa Bernasconi, un laboratorio creativo per bambini a cura de gruppo Fata Morgana; contestualmente, si terrà un’iniziativa di bookcrossing in collaborazione con Liberty tutti e Villa Bernasconi a Cernobbio; la mostra Europa in versi e i giovani, curata da La casa della poesia di Como  , realizzata da studenti delle scuole superiori Alessandro Volta, Teresa Ciceri e Enaip di Como e ospitata all’interno di Villa del Grumello in orari pomeridiani.

La prenotazione, effettuabile scrivendo a info@villadelgrumello.it, è consigliabile soprattutto per il laboratorio di poesia del 15 ottobre, per le attività programmate per il 22 ottobre (percorso di coaching umanistico e laboratorio di giornalismo per bambini) e per il laboratorio creativo in data 29 ottobre.

La villa e il parco del Grumello rimarranno chiusi al pubblico domenica 15 ottobre, mentre il parco sarà aperto dalle 10 alle 17 del giorno mercoledì 1 novembre.

10-19 è l’orario di apertura domenicale al pubblico dei parchi di Villa del Grumello e Villa Sucota, situati sul percorlo del Km della conoscenza. Il parco botanico di Villa del Grumello, in particolare, dispone di QR code in corrispondenza di ogni specie, permettendo una visita più consapevole e approfondita. Situato presso la serra, il Bistrot del Grumello propone un menù biologico a filiera corta ;la stessa serra dispne di un’area di lettura dove consultare quotidiani, riviste, e libri sul territorio e sulla natura.

Per ulteriori informazioni, si può scrivere allo stesso indirizzo o consultare il sito web o la pagina Facebook dell’Associazione Villa del Grumello.

23 settembre / Wikigita tra le architetture comasche

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Per il secondo anno di fila, la città di Como sarà scenario di una passeggiata fotografica dedicata alle architetture più iconiche della città, organizzata nel contesto dell’edizione italiana del concorso fotografico internazionale Wiki Loves Monuments, da cui il nome scelto per l’evento: Wikigita. I partecipanti saranno invitati a scattare foto dei monumenti con l’assistenza di un fotografo professionista.

Appuntamento alle 10 di sabato 23 settembre in piazza del Popolo, sede di Palazzo Terragni (noto ai più come “Casa del Fascio”), che il comando della Guardia di finanza aprirà ai partecipanti per l’occasione. Il concorso sarà qui presentato dal team Wikimedia e da Simona Rossotti, assessora per il Turismo e il marketing territoriale del Comune di Como; seguirà una presentazione a cura dell’Archivio Terragni.

La camminata propriamente detta avrà inizio alle 10,30 e toccherà il Broletto, il monumento di Libeskind The Life Electric situato sulla diga Caldirola, il Monumento alla Resistenza europea e l’esterno del Tempio voltiano, prima di raggiungere il Monumento ai caduti, sulla cima del quale sarà possibile salire. Da qui, si proseguirà poi verso l’edificio Novocomum (via Sinigaglia, 1), sede dell’archivio Terragni che sarà pure aperto ai “wikigitanti”. L’itinerario si concluderà per le 12,45.

Per maggiori informazioni, si può consultare la pagina web http://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Wikigita-2017/ .

8 ottobre/ A Parma e Piacenza con Emergency

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Per la giornata di domenica 8 ottobre, il gruppo Emergency di Como ha programmato una gita turistica-culturale-enogastronomica nel Ducato di Parma e Piacenza, più precisamente nel Parco naturale regionale fluviale fossile del torrente Stirone.

Partendo da Como alle 7 di mattina e facendovi ritorno alle 20, l’uscita comprenderà natura e storia. Ai paesaggi della limitrofa Emilia Romagna occidentale, essa combinerà infatti una visita ai luoghi della memoria della Resistenza, e in particolare al Museo di Sperongia di Morfasso, che proprio alla Resistenza è dedicato, oltre ai borghi medievali di Castell’Arquato e Vigoleno; i e le partecipanti potranno inoltre aprire la stagione autunnale con un pranzo all’ostello Il gruccione –  Locanda del tempo ritrovato di San Genesio.

Qui di seguito l’itinerario e il programma della gita, che include una descrizione dei luoghi da visitare e del menù del pranzo (è possibile, al momento della prenotazione, fare richiesta di alternative vegetariane o vegane).

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La quota di partecipazione, comprensiva di trasferta in pullman, pranzo all’ostello e tesseramento a Emergency Como, potrà variare da 50 a 55 euro a testa a seconda del pullman riservato (che sarà da 54 oppure da 30 posti, a seconda del numero di partecipanti). Di questa somma si dovrà versare un acconto di 20 euro, saldando entro l’1 ottobre con la restante cifra. La gita avverrà soltanto se raggiunto il limite minimo di 30 partecipanti, fino a un limite massimo di 54 persone iscritte.

Chi fosse interessato a prendere parte all’uscita può contattare, per informazioni e prenotazioni, la coordinatrice di Emergency Como, Emona Pepaj, via e-mail  a como@volontari.emergency.it o telefonicamente al 329 1233 675.

Beni culturali e sviluppo economico a Parolario

Nel pomeriggio del 16 giugno a Villa Sucota a Cernobbio, sede della Fondazione Ratti, su come i beni culturali italiani e i musei in particolare possano influire sullo sviluppo economico di un territorio. Relatori del dibattito Serena Bertolucci e Mauro Felicori, rispettivamente direttrice del Palazzo Reale di Genova e direttore della Reggia di Caserta, i quali hanno dialogato con Claudia Taibez, responsabile dell’area culturale del Comune di Cernobbio. (altro…)

Now Festival 2017 / Green Jobs. La sostenibilità incoraggia i giovani e il lavoro

La mattina di mercoledì 10 maggio dalle 10 alle 12.30 si è aperta alla Camera di commercio di Como la seconda edizione di Now! Festival del futuro sostenibile. Tema centrale dell’incontro Green Jobs. La sostenibilità incoraggia i giovani e il lavoro era presentare opportunità di formazione professionale aperte ai giovani che si inseriranno in un mercato del lavoro per cui la sostenibilità – economica, sociale, ambientale – è un requisito ormai imprescindibile. Si è trattato di un incontro molto partecipato, soprattutto dagli e dalle studenti delle scuole secondarie superiori comasche direttamente coinvolti in progetti di impresa sostenibile. Ha svolto il ruolo di moderatrice Marilena Lualdi, giornalista de La Provincia.

Primo relatore intervenuto è stato Andrea Trisoglio di Fondazione Cariplo, che ha presentato il bando di concorso Green Jobs, lanciato per la prima volta per l’anno accademico 2015-2016 e riproposto per l’anno in corso. Beneficiarie sono (quest’anno) 180 classi di istituti secondari superiori lombardi, a cui è offerta la possibilità di elaborare un progetto d’impresa sostenibile nel futuro, dato che “è nel futuro che passeremo il resto della nostra vita”, ha ricordato Trisoglio, parafrasando Marx (non Karl, ma Groucho).  In passato, siamo stati abituati a considerare l’innovazione sostenibile come un punto d’onore di alcune aziende virtuose: ora è tempo di cambiare mentalità e adottarla come premessa necessaria, a cui abituarsi fin dagli anni scolastici. Una possibilità nuova e impegnativa per la maggior parte delle e degli studenti italiani, la cui formazione non può più limitarsi alla preparazione accademica e “teorica”. La sfida lanciata alle e ai ai giovani partecipanti non riguarda unicamente l’aspetto progettuale in senso stretto, ma include, cosa più importante, una valutazione della sostenibilità e del vantaggio apportato dalle proposte avanzate. Gli studenti, peraltro, devono essere in grado di definire finalità e destinatari per il proprio progetto, presentare un budget, reperire partner d’impresa ed elaborare una strategia di marketing, entrando così in contatto con la necessità di sinergia e di compromesso che caratterizza l’ambiente lavorativo.

Nel corso della mattinata, è stato dato – giustamente – ampio spazio alle ragazze e ai ragazzi personalmente coinvolti nella progettazione d’impresa sostenibile. Green Jobs è un bando aperto alle classi, i cui studenti definiscono i rispettivi ruoli già nella fase iniziale. Dopo un video che illustrava alcuni progetti presentati nel corso della prima edizione di Green Jobs, sono intervenuti gli studenti delle classi quarte LSA 1 e LSA 2 dell’Isis Paolo Carcano di Como, la prima con la sua app Step App, che combina un contapassi digitale con la possibilità di ottenere sconti nei negozi del centro di Como che hanno aderito al progetto, la seconda con Bin Careful [gioco di parole tra “cestino” e “fate attenzione!”], piano di incentivazione alla raccolta differenziata entro lo stesso istituto Carcano, con la creazione di bidoni a partire da materiale riciclato e la premiazione delle classi più virtuose.
In parte diverso, ma analogo negli obiettivi, è l’approccio di IdeaImpresa, bando lanciato dalla Camera di commercio di Como e presentato al pubblico da Immacolata Tina, responsabile per l’innovazione economica. Ideaimpresa adotta ogni anno dal 2009 un tema diverso e quello di quest’anno, il benessere sociale, si combina felicemente ai principi fondativi dello stesso festival Now. Diversamente che per Green Jobs, competono piccoli gruppi di studenti (3-6 ragazzi e/o ragazze) di istituti superiori della provincia di Como, impegnati in percorsi di formazione metodologica e progettazione che della sostenibilità considerano l’aspetto “trasversale”, dunque relativo ai diversi ambiti del lavoro e della vita, quali la salute, l’alimentazione, il rapporto con l’ambiente . Prova ne sono le testimonianze chi ha aderito alla scorsa edizione del bando, come due team di studenti ed ex-studenti dell’Itis Magistri Cumacini, che hanno elaborato, rispettivamente, una app per aiutare i medici a monitorare casi di una malattia che si manifesta con eruzioni cutanee (Dermascreen) e alcuni dispositivi di assistenza a persone con disabilità, a costi limitati rispetto a quelli venduti sul mercato (Watch team). Il terzo premio ex-aequo per l’anno 2015/2016 è invece stato assegnato a Pocket school dell’Iis Jean Monnet, teso a semplificare l’organizzazione scolastica con l’aiuto del digitale, e a Stillario, progetto di promozione del territorio lariano curato da quattro studenti del quarto anno di Enaip Como. Una squadra della III T  quest’ultimo istituto, infine, ha illustrato il progetto Eau Soleil, un itinerario di turismo sostenibile in Senegal, che si combina ad altri tre progetti analoghi realizzati dai loro compagni e compagne nel contesto dell’iniziativa Alimentare lo sviluppo (leggi l’articolo di ecoinformazioni a riguardo).
Tina ha concluso ricordando l’appuntamento annuale della Giornata dell’innovazione, prevista per martedì 30 maggio al parco scientifico-tecnologico ComoNext di Lomazzo, in occasione della quale si terrà la premiazione dei progetti iscritti all’edizione in corso di Ideaimpresa.

Ultima a intervenire è stata Aurora Magni, docente incaricata di Ecoefficienza, materiali e processi alla Liuc – Università Carlo Cattaneo di Castellanza (VA). Magni ha osservato quanto più facile sia criticare che non elaborare e attuare delle soluzioni concrete ai problemi del nostro tempo, lodando le e gli studenti che si sono messi in gioco per farlo. Il verde, o meglio il green nel linguaggio imprenditoriale del nostro tempo, è il colore che deve e che dovrà essere un fondamento dell’industria “4.0”, la stessa che sarà caratterizzata da una crescente automazione della produzione e della compravendita di beni e di servizi. Anche in una realtà lavorativa ed economica in cui vediamo sempre più macchine e sempre meno personale umano, è tuttavia possibile creare nuove opportunità di impiego all’insegna della sostenibilità. Magni ha portato due esempi di rilievo per il territorio comasco: quello della moda e del tessile, e quello dell’industria chimica, spesso interconnesso con la prima. Oggi, chi opera in questi settori deve sviluppare una maggior consapevolezza dei metodi di produzione, delle tecnologie e dei materiali adottati, in direzione di maggiori riciclabilità e sicurezza (per l’ambiente e per i lavoratori), da un lato, e di una sempre più limitata impronta ambientale (in senso negativo) dall’altra. E a fronte di una scarsa consapevolezza dei consumatori sulle origini dei prodotti sul mercato  – non sempre dovuta alla pigrizia: le etichette sono spesso “opache” in tal senso – sarà altrettanto importante mostrare competenze narrative, per saper descrivere efficacemente ciò che l’azienda ha da offrire, e digitali, per andare incontro a consumatori sempre più consapevoli con prodotti di qualità, rispettosi della natura e del lavoro. E queste, ancora oggi, sono competenze per cui la pur necessaria tecnologia nulla può senza l’intervento umano. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

La prossima Como : il sogno… e la realtà

luca-micheliniMolte le persone intervenute all’incontro indetto da ecoinformazioni la sera di giovedì 11 novembre alla sala del Cna, La prossima Como – il sogno, introdotto da Fabio Cani, co-direttore della testata. A ognuno dei relatori e delle relatrici sono stati lasciati circa cinque minuti per esporre le proprie considerazioni sull’impatto dell’amministrazione uscente e le proprie aspettative sul futuro di questa città, intesa come urbs – cioè nella sua dimensione spaziale – e anche, soprattutto, come civitas, ossia come comunità al contempo  aggregata e pluriversale: una distinzione concettuale che Cani, citando le Etimologie di Isidoro da Siviglia, ha voluto sottolineare.

Numerosi gli interventi, preceduti (oltre che dal breve video introduttivo Bread and Roses, un omaggio al cinema di Ken Loach e alla solidarietà mostrata dalla popolazione comasca nei mesi estivi), dall’introduzione di Cani,  imperniata su sette punti fondamentali: la complessità irriducibile del concetto di città, a cui abbiamo già accennato, i fallimentari – e talvolta decisamente visionari – piani urbanistici del passato, l’impossibilità di pianificare e applicare un modello di città alla di per sé multiforme dimensione urbana, l’irrealizzabile (e inauspicabile) “brandizzazione” di Como verso un modello “monodimensionale”, nella fattispecie turistico, quando è ovvio che una città non è fatta (solo) dei turisti che la visitano; l’apertura della città verso la realtà circostante (ed esterna), a scongiurare l’auto-percezione di una “città-fortezza” che protegge dal resto del mondo senza interagirvi; l’inarrestabile fenomeno dell’invecchiamento (più in generale, della ulteriore diversificazione)  della popolazione urbana, che altrove in Europa ha già portato a una riconsiderazione degli spazi cittadini: un processo che in Italia, o perlomeno a Como, sembra faticare ad avviarsi. Infine, in considerazione della sempre minor distanza spazio-temporale che ci separa dalla “prossima Como”, Cani rimarca la necessità di concentrarsi sul processo, piuttosto che sul risultato finale. La stessa complessità di una dimensione cittadina rende impossibile applicare qualsiasi piano alla lettera, senza aspettarsi sviluppi almeno in parte imprevisti.

Anche Alberto Bracchi, architetto, ha presentato in sette punti le proprie idee relative all’innovazione urbana che potrebbe, e dovrebbe, interessare Como nel prossimo futuro. Processi di rimodernamento dovrebbero riattivare la città intesa, appunto, come organismo complesso. Visto il fallimento delle grandi opere urbanistiche, appare preferibile orientarsi su piccoli progetti diffusi, utili e concretamente realizzabili (opinione condivisa da Gianluigi Fammartino di Paco, anch’egli architetto, che sottolinea come una buona amministrazione urbana si riconosca dalla capacità di rendere utile ciò che ha già ha disposizione), attenti all’ambiente e alle risorse che esso offre, nel rispetto della poliedricità intrinseca della dimensione cittadina (che, peraltro, è in grado di accogliere innovazioni in scala ridotta). La realizzazione di tali “micro-opere” dovrebbe, secondo Bracchi, ricorrere alla sperimentazione, intesa come banco di prova della loro fattibilità e fruibilità e come “antidoto” a quelle che l’architetto definisce “esplosioni di scontentezza”, provenienti o da grandi opere rivelatesi controproducenti, o da opere riuscite, ma essenzialmente superflue, o percepite come tali. Esempi “positivi” potrebbero essere la riqualificazione del cineteatro Politeama, una valorizzazione dello spazio Gloria che è penalizzato da una situazione periferica lungo una via dal traffico piuttosto intenso, o ancora la realizzazione di una stazione unica a Camerlata. Per attuare questi piccoli interventi, certo, è necessario rilanciare la dimensione del dialogo tra l’amministrazione e la cittadinanza: un aspetto essenziale su cui, forse, non si è sufficientemente insistito nel corso degli ultimi quattro anni.

In effetti, nel corso dell’incontro, diverse persone hanno denunciato, in varie declinazioni, un diffuso senso di esclusione che colpisce soprattutto le aree periferiche, con particolare incidenza su alcune categorie sociali. Gli studenti, rappresentati la sera di venerdì da Lorenzo Baldino, sono un esempio: il ponte recentemente realizzato all’incrocio tra via Badone e via Pasquale Paoli, non sembra soddisfare una reale necessità, tanto più che è stato realizzato senza un precedente confronto con i diretti interessati; spostandoci dal particolare al generale, Como appare carente in termini di welfare studentesco: i trasporti sono scarsi, la tessera “Io Studio” offre in pratica scarsi vantaggi, la specificità degli studenti è complessivamente tenuta in scarsa considerazione. Tutto questo non aiuta a tamponare il tasso di abbandono precoce dell’istruzione scolastica (17,33%), un record negativo in Lombardia, conclude Baldino. Ida Sala (Como dal Basso) mette in luce un’analoga situazione di esclusione per quanto riguarda le persone con disabilità, alle quali (ancora troppo spesso) sono negati l’accesso e la fruibilità di spazi aperti al pubblico, come nel caso del multisala (per non ripetere l’esempio del ponte di Rebbio). Soluzioni o situazioni ghettizzanti nei confronti di persone con disabilità fisiche o mentali non devono e non possono essere ammissibili, e devono essere superate dove, ad oggi, sussistono. Questo imperativo diventa ancora più pressante tenendo in considerazione il rapido invecchiamento della popolazione cittadina, non soltanto a Como, come ha affermato, dati Oms alla mano, Manuela Serrentino: o si interviene tempestivamente per rendere lo spazio urbano più accessibile, o questo si rivelerà gravemente inadeguato in un futuro non molto lontano. Due giorni dopo l’elezione di Donald J. Trump negli Stati Uniti (certo non il primo populista eletto negli ultimi anni, e probabilmente non l’ultimo), i rischi politici di un’emarginazione diffusa appaiono evidenti, come ha constatato Enzo d’Antuono (Arci): bisogna prevenire o contrastare lo scontento che spinge gli “esclusi” a votare “con la pancia”, spesso in modo miope.
E gli “invisibili” a Como sono tanti, hanno osservato Luca Michelini e Manuel Tavares Azevedo. Troppi, per rimanere tali, riapparire nei momenti di maggior criticità ed essere, erroneamente, identificati come “fonte di problemi”. Il picco di migrazioni che ha interessato la nostra città nell’estate 2016 non ha introdotto a Como la questione migratoria, che esisteva da tempo: semmai, ha contribuito a svelare una prolungata negligenza nei confronti di essa. Una débacle non indifferente che, nonostante la buona volontà e i concreti risultati delle centinaia di persone intervenute a sostegno dei e delle migranti, tradisce la persistente resistenza verso il confronto, il dialogo e l’inclusione. Pessimista Bruno Saladino, che fa riferimento alla frustrazione accumulata intorno alla questione delle paratie e a una difficoltosa, insufficiente interazione tra la giunta e la cittadinanza. Una condizione già esistente nel 2012, beninteso, ma che l’amministrazione Lucini non ha saputo cambiare di segno.

Bruno Magatti, assessore alle politiche sociali e all’ambiente, ammette la disparità che sussiste tra la domanda e l’offerta di welfare a Como. Tuttavia, non solo di amministratori è fatta una città, ma anche di strutture pubbliche (da riadattare) e capitale umano (da valorizzare). C’è molto su cui è ancora necessario intervenire, e intervenire in modo puntuale, in particolare sul fronte lavorativo. Allo stato delle cose, però, i mezzi appaiono limitati, messi alla prova da poche, impegnative sfide.
L’uscente amministrazione Lucini, è pur vero, ha registrato anche alcuni importanti successi: pensiamo per esempio al settore ambientale. La giunta uscente ha introdotto importanti innovazioni in tal senso, quali l’ampiamento della Ztl, la messa a disposizione di un servizio di bikesharing e, soprattutto, l’introduzione della raccolta differenziata in città nel 2014. Partendo da un 78° posto  tra le città italiane più attente all’ambiente, Como ha guadagnato nel 2015 la quarantacinquesima posizione in classifica, riporta Chiara Bedetti, a capo del presidio Legambiente Angelo Vassallo, facendo riferimento al rapporto ecosistema urbano emanato da Legambiente lo scorso anno. Un progresso significativo, afferma Bedetti, che evidenzia tuttavia la necessità di investire maggiormente sui trasporti pubblici, ancora poco o per niente vantaggiosi per chi abita in quartieri periferici come Sagnino e, in mancanza di autobus, si trova di fatto costretto a fare affidamento sull’auto per raggiungere Como in serata. «Nella loro “inconsistenza”, i sogni mettono tutti d’accordo», osserva Bedetti, «ben più difficile è parlare di ambiente in modo concreto». Se Como intende raggiungere un punteggio ancora migliore, pertanto, bisognerà prefiggersi obiettivi raggiungibili in pratica, e non soltanto in teoria.

Concordi nella sostanza con Bedetti, Riccardo Gagliardi e Stefano Martinelli differiscono però nell’approccio, molto più propenso all’immaginario e al “sogno”, verso la Como del prossimo futuro.
Secondo Gagliardi, che ha paragonato la realtà urbana di Como a quelle “analoghe” di Verbania e Lugano, le idee non sono meno importanti delle risorse materiali e finanziarie nel portare avanti un progetto e, da questo punto di vista, Como ha mostrato segnali incoraggianti e innovativi. Si potrebbe addirittura pensare, azzarda Gagliardi, di traslare il modello della “grande Lugano” al territorio di Como e limitrofi; per farlo, però, si ripresenta la necessità di potenziare i servizi pubblici di una città che non si esaurisce nello spazio della città murata. L’obiettivo è ambizioso ma, secondo Gagliardi, più ancora che il raggiungimento degli obiettivi conta la tensione verso di essi. Dello stesso parere Martinelli, che ha ricordato l’importanza dei sogni propriamente detti, anche quelli dei bambini, che non conoscono le barriere del materiale e del razionale, re-insegnando agli adulti a guardare oltre e a riacquistare la speranza nel futuro.

Ultimo ma non ultimo l’intervento (video) di Francesco Vignarca, coordinatore della Rete nazionale per il disarmo. Secondo lui, una città non può limitare la propria azione entro i confini municipali: bisogna guardare oltre, come fece a suo tempo Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, invitando i primi cittadini di grandi e importanti metropoli a dialogare per la pace internazionale. Le città sono contemporaneamente attrici e destinatarie della guerra o della pace: un esempio calzante ne è la situazione dei migranti che ha coinvolto “frontalmente” Como, anche in conseguenza di una risposta politica (non solo locale, non solo italiana) polarizzata sull’aspetto della sicurezza. Una scelta che non penalizza soltanto il settore dell’accoglienza in senso stretto, ma anche il welfare in senso lato, nel momento in cui le risorse economiche vengono canalizzate verso le spese militari. La città di Como non è rimasta chiusa in se stessa, e può davvero giocare un ruolo decisivo nel cambiamento, non soltanto (ma anche) in termini di amministrazione locale. L’augurio con cui Vignarca ha concluso il ciclo di interventi di venerdì è quello che la futura amministrazione comasca non sottovaluti il ruolo che questa città può rivestire, attivamente, nello scenario internazionale. [Alida Franchi, ecoinformazioni]

Guarda i video di tutti gli interventi

Quinto week end nel medioevo lariano: di scena la Valle Intelvi

La prima edizione dei 5 week end nel medioevo lariano si avvicina alla conclusione: tra giugno e luglio le persone interessate hanno avuto modo di visitare e conoscere monumenti e situazioni presenti a Como (3, 4 e 5 giugno), in Tremezzina (17, 18 e 19 giugno), nel Canturino (2 e 3 luglio) e nel Triangolo Lariano (16 e 17 luglio).  L’ultimo week end (23 e 24 luglio) è dedicato alla Valle Intelvi.

La forza della proposta culturale presentata sta nella capacità dimostrata dai soggetti coinvolti di riuscire a lavorare insieme e di fare sintesi per approfondire e promuovere un tema noto, quale è il Romanico in provincia di Como, con l’intento di migliorare l’offerta culturale e rafforzare la potenzialità turistica in termini di attrattività sia per i visitatori che per le comunità residenti.

 

Questo il programma dettagliato del quinto e ultimo week end (per il programma in PDF clicca qui)

ATTENZIONE: il programma di domenica 24 luglio ha subìto una leggera variazione

 

VALLE INTELVI

Valle degli Artisti: le case e le chiese

23-24 luglio 2016

 

Apertura monumenti

Claino • S. Vincenzo • sabato 23, ore 9.00-11.00, con Giuseppe Gervasini, Gianfranco Botta

Osteno • SS. Pietro e Paolo • sabato 23, ore 10.30-12.00, con Giuseppe Gervasini, Claudia Pasquini

Ponna Inferiore • S. Gallo • domenica 24, ore 10.30-11.30, con Nicoletta Maldini

Ponna Media • S.Bartolomeo • domenica 24, ore 9.00-10.00, con Claudio Malcotti)

Ponna Superiore • S. Giacomo • domenica 24, ore 9.30-11.30, con Francesco Bartesaghi

Ramponio • S. Pancrazio • sabato 23, ore 15.00-17.00, domenica 24, ore 15.00-17.00, con Delia Righi, Renzo Benaglio

Scaria • S. Maria • sabato 23, ore 12,30-16,30, con Celi Conti

Scaria • SS. Nazaro e Celso • sabato 23, ore 14.00-15.00, con Celi Conti, Edio Pozzi

sabato 23 luglio

ore 9.30 • Claino con Osteno, l’antica chiesa di S. Vincenzo a Claino e il contesto di un doppio paese, percorso con visite, con Brian Subinaghi (ore 9.30-10.30, Osteno, borgo storico e chiesa dei SS. Pietro e Paolo; ore 10.30-11.00 da Osteno a Claino; ore 11.00-12.30, Claino, chiesa di S. Vincenzo e borgo storico) • costo euro 6.00

ore 15 • Il medioevo a Scaria tra chiese e croci, percorso con visite, a cura di Valeria Fognini, don Remo Giorgetta (ore 15.00-16.00, chiesa dei SS. Nazaro e Celso; ore 16.00-16,30, da SS. Nazaro e Celso al Museo Diocesano; ore 16.30-18.00, Museo Diocesano) • costo euro 6.00

domenica 24 luglio

ore 9.30 • Tre paesi in uno con una chiesa medioevale nel mezzo, percorso con visite, a cura di Livio Trivella, Vittorio Peretto (9.30 ritrovo dei partecipanti davanti alla chiesa di S. Gallo a Ponna Inferiore; partenza da Ponna Inferiore alle ore 10.00 circa; dopo la visita alla chiesa, spostamento a Ponna Media con auto propria; ore 11.00 circa visita a Ponna Media, oratorio di S. Bartolomeo; ore 11.30 visita a Ponna Superiore, borgo e chiesa di S. Giacomo, dopo la Messa delle ore 11.00) • costo euro 6.00

ore 12,30 • A Ponna Superiore si festeggia il patrono S. Giacomo: c’è la Festa del formaggio e la possibilità di rifocillarsi con polenta, formaggi e altro

Per i percorsi con visite ai monumenti vallintelvesi prenotazione obbligatoria, numero minimo 5 prenotati, tel. 339 1153094, Mondo Turistico

 

 

Partner

Provincia di Como Settore Cultura

Iubilantes

 

con la collaborazione di

Comune di Como

Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Como

 

con il contributo di

Cassa Rurale ed Artigiana – BCC Cantù

 

Hanno partecipato all’organizzazione del week end in Valle Intelvi;

Appacuvi, Archivio Cattaneo, Museo Diocesano di Scaria

Si ringraziano le Comunità Pastorali di Lanzo, Scaria e Ramponio Verna; e le parrocchie di Claino con Osteno, Ponna

 

 

 

 

 

Terzo week end nel medioevo lariano: di scena il Canturino

Open Day Romanico. 5 week end nel medioevo lariano

è la nuova iniziativa culturale promossa e realizzata dalla Provincia di Como con Associazione Iubilantes per rendere accessibili e visitabili, nei week end di giugno e di luglio, architetture e luoghi del medioevo lariano, con particolare attenzione ad alcuni edifici generalmente chiusi o poco conosciuti e con l’intento di affiancare a monumenti celebrati autentiche scoperte. Il progetto, condiviso e attivamente partecipato da enti e operatori culturali pubblici e privati, si declina in 5 weekend tematici che coinvolgono, in un’ottica di valorizzazione, gran parte del territorio provinciale. Un comune calendario mette in circuito numerosi appuntamenti quali aperture coordinate e visite guidate, mostre e conferenze, passeggiate organizzate che si snodano tra borghi storici, chiese, castelli e antiche vie, per raccontare la storia e la ricchezza di un patrimonio culturale diffuso e la specificità dei luoghi e dei paesaggi di riferimento. L’ascolto del racconto si arricchisce spesso dell’esperienza diretta di visita dei beni, con l’intento di farli conoscere anche attraverso specifici momenti di approfondimento storico-architettonico e artistico e di educazione al territorio. La forza della proposta culturale presentata sta nella capacità dimostrata dai soggetti coinvolti di riuscire a lavorare insieme e di fare sintesi per approfondire e promuovere un tema noto, quale è il Romanico in provincia di Como, con l’intento di migliorare l’offerta culturale e rafforzare la potenzialità turistica in termini di attrattività sia per i visitatori che per le comunità residenti.

 

I week end in programma

I primi week end tematici, organizzati nel mese di giugno, hanno interessato la città di Como e la Tremezzina, con un apprezzabile riscontro di interesse da parte dei numerosi partecipanti.

Per il week end in programma il 2 e 3 di luglio si presenta il CANTURINO Borghi e comunità: fra antiche pievi e grandi monasteri. Questo il programma nel dettaglio:

 

Aperture monumenti

Brenna • S. Adriano di Olgelasca • sabato 2, ore 15.00-17.00, con Associazione Amici di S. Adriano

Cantù • complesso Galliano • sabato 2, ore 9.30-12.00, 15.00-18.30, domenica 3, ore 9.30-12.00, 15.00-18.30, a cura famiglia Novati

Mariano Comense • Battistero • sabato 2, ore 15.00-19.00, a cura parrocchia di Mariano

sabato 2 luglio

ore 15.30 • Brenna, S. Adriano di Olgelasca, visita guidata, con Giuseppe Longhi / Castrum Porrorum, al termine Da S. Adriano a Mariano attraverso il parco della Brughiera Briantea, passeggiata, con Francesco Porro / Iubilantes e Giuseppe Longhi

ore 17.30 • Mariano Comense, Battistero, visita guidata, con Giancarlo Montorfano

domenica 3 luglio

ore 15.30 • Metamorfosi di una città: da S. Antonio a Galliano, passeggiata guidata, con Francesco Porro e Giuseppe Longhi (ritrovo 15.20 S. Antonio)

ore 17.00 • Galliano, visita guidata, con Francesco Pavesi

CFP agli architetti con prenotazione obbligatoria su im@teria

ore 18.00* • Galliano, presentazione della guida Il complesso monumentale di Galliano prodotta da Iubilantes con il contributo di Provincia di Como e BCC Cantù • saluti delle autorità e degli enti promotori; interventi di Massimo Pavanello, responsabile Turismo Religioso Arcidiocesi di Milano e Lombardia, e di Silvia Fasana, autrice; approfondimenti di Liliana Martinelli Perelli, Università degli Studi di Milano (Galliano e Ariberto: alla ricerca di una sintesi di tanti studi) e Livia Fasola, Università di Pisa (A Galliano cent’anni prima di Ariberto); coordina Ambra Garancini (Iubilantes)
In omaggio al pubblico copia della nuova guida e video promozionale

 

* Si segnala, per l’iniziativa di presentazione della guida “Il complesso monumentale di Galliano”, la modifica di data e orario

13 maggio/ presentazione Meet! New Skills

Venerdì 13 maggio alle 17 in Camera di commercio sarà presentato il bando Meet! New Skills sul turismo innovativo, un’opportunità diretta ai giovani fra i 16 e i 35 anni promossa dalla rete locale De.Com e co-finanziato da Regione Lombardia che intende riconoscere e premiare le idee innovative e le competenze per lo sviluppo di nuovi modelli di attrazione turistica applicabili al territorio lariano.

Dalle 17 interverranno Dario Galetti, respponsabile della cooperativa Mondovisione, che presenterà il bando e modererà gli interventi, Carlo Venturini, direttore dell’Azienda sociale Centro Lario e Valli, che presenterà il progetto e la rete De.Com, Mauro Visconti, dirigente della sede territoriale di Regione Lombardia; Andrea Camesasca, referente della Camera di commercio di Como, che racconterà l’esperienza territorio in ambito di turismo: dati, lacune, declinazione esperienze innovative; Sara Vitali, giovane consulente nell’area del turismo sostenibile, Non solo Lago; Alessio Brunialti, giornalista e critico comasco, che parlerà della nuova esperienza del portale culturale BiBazz, in ottica di cultura, giovani e turismo; Maddalena Colombo, imprenditrice e commerciante di oggettistica lariana da lei ideata e prodotta attraverso la linea De Comm Design e Rosa Giuffrè, affermata professionista e formatrice in ambito turismo e formazione, consulente per la comunicazione, digital coach e blogger.

Alle 19 un rinfresco conclusivo.

Bando disponibile qui.

Mondeando/ Un’avventura in giro per il mondo

mondeando

Il 15 aprile partiranno con volo da Milano Mapensa a Beijing (prima tappa) per il loro giro del mondo il Tito e la Ila, ovvero Alberto e Ilaria.

Ilaria è dirigente del circolo Arci Guernica di Bulgarograsso e fa parte del consiglio direttivo di Arci Como. Con Alberto, varesino di nascita ma comasco di adozione affronteranno un’avventura lunga un anno attraverso quattro continenti. Per raccontarla “in diretta” hanno creato un blog: Mondeando.

«Se c’è una cosa di cui non smetteremmo di parlare – e voler sentire raccontare – è di viaggi. Le cose viste, fatte ed apprese mentre si viaggia hanno un fascino particolare, un qualcosa in più. Forse è proprio per il fatto che in viaggio tutto sembra nuovo ed imperdibile, anche le cose più comuni, che non abbiamo potuto trattenerci dal dare un nome e un volto a questo progetto: ed è nato Mondeando. Con Mondeando vogliamo puntare a raccogliere (ed accogliere) momenti di viaggio di tutti quelli che li vorranno condividere per dimostrare che quella meta è raggiungibile, che quel percorso è fattibile, quel sogno è realizzabile. Che non bisogna aver paura di abbandonare il proprio guscio protettivo, la propria casa o un posto di lavoro fisso. Per tentare tutto ciò Ila e Tito si metteranno in gioco in prima persona: hanno lasciato i loro posti di lavoro e la loro casa perchè condividono il desiderio di intraprendere il giro del mondo , e vogliono riuscire a raccontarvi tutto quel che vivranno (grazie anche al supporto di un efficiente team che li affiancherà dal Belpaese). Perciò zaino in spalla! Quello che ci auguriamo è che il nostro diario digitale possa ispirarvi, stuzzicarvi, perchè vi sentiate a vostro agio anche a raccontare su questa piattaforma i vostri vagabondaggi, di ieri, di oggi o di domani. Vi basterà scriverci usando l’apposita sezione dalla homepage. Sarà anche grazie al vostro prezioso contributo che Mondeando potrà crescere ed arrivare in futuro ad essere una fonte di ispirazione e organizzazione di nuove idee. Compartir es vivir!»

«Attraverseremo l’area centro-orientale della Cina per circa un mese, cercando di prendere sempre mezzi di terra come treni od autobus che viaggino di notte per coprire le lunghe distanze, così da poter risparmiare un pernottamento. Oltre Beijing e le attrattive circostanti, visiteremo Pingyao, Xi’an (dove si può ammirare l’esercito di terracotta) e Shanghai, sino ad arrivare a Hong Kong passando per la costa sud-est oppure per Guilin. Ad Hong Kong prenderemo il volo successivo il 15 maggio, con destinazione Hanoi.

Atterrati ad Hanoi intraprenderemo un percorso di due mesi, per quattro stati del sud est asiatico: Vietnam, Laos, Cambogia e Thailandia. L’itinerario non è ancora definito al 100% per cui non sappiamo ancora se attraverseremo un Paese per volta oppure faremo un po di zig-zag da nord a sud, sarà comunque un’avventura. Il Paese a cui dedicheremo maggior attenzione sarà probabilmente il Vietnam, su cui abbiamo già ricevuto molti consigli.

Il passo successivo sarà il volo che il 13 luglio ci porterà da Bangkok a Bali, Indonesia, in cui resteremo tre settimane per visitare l’intera isola.

Nuova partenza da Bali il 3 agosto con destinazione Adelaide, Australia! L’obiettivo è quello di attraversare quest’area via terra (in bus, autostop, soluzioni low cost) toccando Melbourne e giungendo a Sydney. Avremo a disposizione un mese di tempo, anche se la ripartenza da Sydney è fissata per il 13 settembre. Questo nella speranza che nei dieci giorni restanti potremo concederci qualche momento di relax in Tasmania o… perché no… alle Fiji!

Da Sydney si volerà poi alla volta della Nuova Zelanda, dove compiremo un tour dell’isola a nord, da Auckland a Wellington.

Dalla Nuova Zelanda prenderemo il volo più lungo in assoluto di tutto il viaggio, quello che ci porterà in sud America, precisamente a Buenos Aires, il 9 ottobre.

L’obiettivo principale qui è visitare la Patagonia e la Terra del Fuoco quindi intraprenderemo una discesa su strada (o barca…) sino a Ushuaia. Se ottobre si rivelerà essere un mese troppo freddo per raggiungere la destinazione aspetteremo novembre inoltrato, quando inizia il disgelo, per riuscire ad arrivarci senza intoppi. Nel frattempo ci dedicheremo a Buenos Aires, Montevideo e le magnifiche cascate di Iguazù.

Da Ushuaia prevediamo di risalire con un volo interno che ci porti o fino a Salta (Argentina) , oppure a Santiago (Cile).

Da qui comincerà un’ eroica risalita del continente Latino Americano sino al Messico, per cui passeremo Cile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia.

L’itinerario del Centro America non è ancora impostato definitivamente. Per ora nelle nostre idee ci sono Panama, Costa Rica, Belize e Cuba.

Il nostro ultimo punto di approdo sarà comunque il Messico, dove prenderemo il volo finale di rientro per l’Europa a metà Aprile 2017. Se il tempo ci sarà amico ne approfitteremo per visitare il territorio, dallo Yucatan a Città del Messico.» [da Mondeando.com – Il Tito e la Ila]

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