“Scatti migranti”/ Marcello Carrozzo e la sua Itaca
“Un fotoreporter sociale”: così si definisce Marcello Carrozzo. Il suo intervento [evidentemente poco atteso nonostante la vastità del ventaglio degli organizzatori, nella grande sala, quasi vuota, dello Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù] la sera di venerdì 18 maggio (dopo essere intervenuto in mattinata all’istituto “Gabriele Castellini” e poi al liceo classico-scientifico “Alessandro Volta”), seguito alla presentazione di Leonardo argentieri (Aifo), ha animato l’iniziativa di Aifo, Arci ecoinformazioni e Il settimanale della Diocesi di Como, realizzata in collaborazione con la Caritas diocesana, il centro socio-pastorale “Cardinal Ferrari” di Como, il Csv Insubria, la rete Como senza frontiere e l’Opera Don Guanella: un corso, di fotografia sociale legata alla migrazione, articolato in quattro lezioni a cadenza settimanale (a partire da sabato 9 giugno) tenute da fotografi, fotoreporter e giornalisti già attivi sul territorio di Como in questo stesso ambito. (altro…)






Il dormitorio, ospitato nella struttura dei Padri comboniani di Rebbio, aprirà domenica 9 luglio. Saranno ospitati senza fissa dimora e migranti: richiedenti asilo che hanno perso il diritto all’accoglienza nei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) ma con l’iter ancora in corso, migranti in transito (in possesso di qualche documento regolare) o migranti che hanno già ottenuto la protezione internazionale ma si trovano senza un alloggio. Gli ospiti saranno esclusivamente uomini; le donne potranno accedere al dormitorio di via Napoleona. Il nuovo dormitorio potrà fornire solo qualche decina di posti, ma costituisce un primo intervento concreto. [Nelle foto alcuni ambienti della struttura prima dei lavori avvenuti nel mese di giugno 2017]
Nel tardo pomeriggio di martedì 7 febbraio Como senza frontiere ha incontrato, all’oratorio di Rebbio con don Giusto della Valle, Maurizio Marmo, direttore della Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo, venuto a Como per valutare la situazione di frontiera e confrontarla con quella della città ligure. Presente anche una delegazione di Medici senza frontiere. Durante l’incontro, un dialogo durato circa un’ora, sono emerse differenze tra la situazione ventimigliese e quella comasca, molte riguardanti il diverso rapporto tra Caritas, l’associazionismo e l’autorità prefettizia.

