Caritas Como

“Scatti migranti”/ Marcello Carrozzo e la sua Itaca

 “Un fotoreporter sociale”: così si definisce Marcello Carrozzo. Il suo intervento [evidentemente poco atteso nonostante la vastità del ventaglio degli organizzatori, nella grande sala, quasi vuota,  dello Spazio Gloria del circolo Arci Xanadù] la sera di venerdì 18 maggio (dopo essere intervenuto in mattinata all’istituto “Gabriele Castellini” e poi al liceo classico-scientifico “Alessandro Volta”), seguito alla presentazione di Leonardo argentieri (Aifo), ha animato l’iniziativa di Aifo, Arci ecoinformazioni e Il settimanale della Diocesi di Comorealizzata in collaborazione con la Caritas diocesana, il centro socio-pastorale “Cardinal Ferrari” di Como, il Csv Insubria, la rete Como senza frontiere e l’Opera Don Guanella: un corso, di fotografia sociale legata alla migrazione, articolato in quattro lezioni a cadenza settimanale (a partire da sabato 9 giugno) tenute da fotografi, fotoreporter e giornalisti già attivi sul territorio di Como in questo stesso ambito.  (altro…)

22 maggio/ “Repubblica centrafricana: la pace e la convivenza sono un sogno impossibile?”

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Martedì 22 maggio dalle 20,45, il centro “Cardinal Ferrari” (viale Battisti 8 a Como) ospiterà un incontro dal titolo “Repubblica Centrafricana: pace e convivenza sono un sogno impossibile”?, organizzato da Il Settimanale della Diocesi di Como, dalla Caritas di Como e dal centro missionario diocesano di Como, in collaborazione con  Amici del Centrafrica onlus. Interverrà come testimone Padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano  e direttore della Caritas di Bouar.
Per informazioni, telefonare allo 031 267421. [AF, ecoinformazioni]

6 maggio/ “Dove vanno le nuvole”: proiezione, dibattito e incontro con il regista

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Domenica 6 maggio alle 20,45, al centro “Cardinal Ferrari” di Como (viale Battisti 8), sarà proiettato il docufilm “Dove vanno le nuvole”, di Massimo Ferrari e Gaia Capurso. Il film parla di accoglienza e inte(g)razione dei migranti a partire dalle storie di chi ha trasformato la paura in opportunità, costruendo modelli di convivenza sorprendenti. 

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28 e 29 gennaio/ Persone in cerca di pace – Giornata della Pace 2018; Cecilia Strada presenta “La guerra tra noi”

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Ogni anno, nel mese di gennaio, diverse associazioni del territorio desiderano portare all’attenzione della cittadinanza il grande desiderio di Pace.
Si inizierà domenica 28 gennaio al cinema Astra (viale Giulio Cesare 3), con la visione del film L’altro volto della speranza (Toivon tuolla puolen, 2017, 98′) di Aki Kaurismäki, racconto di incontri e ricerche di pace fra persone apparentemente così diverse ma profondamente simili, film premiato al festival di Berlino 2017.
La giornata proseguirà con la consueta marcia che si snoderà per le vie della città portando testimonianza della ricerca di pace di ciascuna persona.Lunedì 29 gennaio alle 20,45, sempre presso il cinema Astra, Cecilia Strada, già presidente di Emergency, presenterà il suo libro, La guerra tra noi (Rizzoli, 2017).

Organizzano le iniziative di domenica 28 e lunedì 29 gennaio all’Astra: Caritas diocesana, Como senza frontiere, Social Giovio, Parrocchia di San Martino di Rebbio, Parrocchia di San Bartolomeo, Azione Cattolica, Missionari comboniani, Coordinamento comasco per la pace, Pastorale sociale e del lavoro, Git Banca etica Como, associazione I Ponti ed altre realtà del territorio.
[Coordinamento comasco per la pace]

 

 

Emergenza freddo/ Nuovi posti letto al Centro Cardinal Ferrari

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Quaranta nuovi posti letto  – distribuiti in tre tendoni riscaldati – uno spazio di aggregazione e alcuni (pochi) servizi igienici e docce sono stati  ufficialmente messi a disposizione a partire dalla notte di martedì 5 dicembre. Lo hanno dichiarato Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana, Bruno Corda, prefetto, Mario Landriscina, sindaco, e Roberto de Angelis, questore di Como, nel corso della conferenza stampa lunedì 4 dicembre al centro socio-pastorale Cardinal Ferrari (viale Cesare Battisti 8), alla quale è intervenuta anche Laura Fontana Legnani, direttora della Fondazione Centro Cardinal Ferrari. Era invece assente Alessandra Locatelli, vicesindaca e assessora alle politiche sociali. Probabile dal 5 dicembre lo sgombero dell’area dell’autosilo Valmulini nella quale una sessantina di migranti aveva trovato rifugio grazie alle tende di Como accoglie.

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2 dicembre/ Procedure amministrative nella gestione dei flussi migratori: problemi e prospettive

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Sabato 2 dicembre, dalle 9,30 alle 12,30 all’Opera Don Guanella in via Tomaso Grossi 18 a Como, si terrà la tavola rotonda Procedure amministrative nella gestione dei flussi migratori: problemi e prospettive.
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18-25 ottobre/ “Minerali clandestini”

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È stata inaugurata mercoledì 18 ottobre Minerali clandestini. L’altra faccia dei nostri smartphone, mostra itinerante che sarà presente a Como da mercoledì 18 a mercoledì 25 ottobre; alla Fondazione cardinal Ferrari (via C. Battisti, 8) nei giorni feriali e in piazza Grimoldi durante il weekend. «L’intento [di questa doppia collocazione] è quello di portare questi temi all’attenzione di tutta la città», ha sottolineato Michele Luppi de Il settimanale della Diocesi di Como alla presentazione, avvenuta alle 20 di mercoledì 18 alla Fondazione Cardinal Ferrari, alla quale è intervenuta anche Donata Frigerio Bianchi, referente dell’associazione Chiama l’Africa e curatrice dell’aspetto “documentaristico” dell’esposizione.

«Questa mostra non intende colpevolizzare nessuno», ha chiarito subito Luppi «tutti noi facciamo costante uso di smartphone e altri apparecchi tecnologici con componenti minerali, che sono oggi praticamente imprescindibili per chiunque. L’obiettivo è piuttosto quello di informare il pubblico della provenienza di tali materie prime, che arrivano fino a noi attraverso una filiera lavorativa, produttiva e commerciale che spesso vìola i confini dell’etica e della legalità».
Entrano più nello specifico i pannelli orizzontali che compongono la mostra («una scelta ben precisa, che costringe visitatori e visitatrici a guardare a terra, da dove i minerali incriminati provengono», ha puntualizzato Frigerio Bianchi; completano la mostra due specchi verticali su cui figura, accanto al nostro riflesso, la mezza silhouette di una donna ed un uomo africani con smartphone in mano, a ricordarci un’analogia con una zona del mondo che tendiamo a percepire come remota, perfino antitetica alla nostra, in parte a ragione, in parte no). Su ognuno di essi, è descritto il metodo estrattivo e distributivo di un diverso materiale, il più delle volte legato a sfruttamento, pericolo, drammatiche sperequazioni sociali, contrabbando, crimine, guerra.

Uno dei centri nevralgici dell’estrazione mineraria mondiale è la Repubblica Democratica del Congo, vastissimo paese africano a cui Frigerio Bianchi è assai legata. Proprio in Congo, vuole la leggenda, Dio disperse i minerali che portava in un secchio, che lì sarebbero rimasti. E come già discusso nell’intervista a Emanuele Pini (qui il link alla versione sintetica, qui il settimanale con l’intervista completa, pp. 22-29), le miniere congolesi sono concentrate nelle zone marginali del paese, e sono legate a doppio filo alla corruzione, alle disparità socio-economiche, all’instabilità e alla pressoché totale assenza di welfare nel paese, il cui indice di sviluppo umano figura tra gli ultimissimi al mondo.

Di questi tempi, ci preoccupiamo molto dell’origine di ciò che mangiamo, in termini di produzione e di distribuzione. Eppure, non poniamo altrettanta attenzione sulla provenienza di altri tipi di beni dei quali facciamo uso quotidiano, e in particolare dell’alta tecnologia. Questa è la lacuna che Minerali clandestini intende colmare, invitando a una riflessione approfondita sulle nostre abitudini di consumatori e di cittadini e, auspicabilmente, all’adozione di provvedimenti più equi e responsabili a livello internazionale: alcune misure sono già state adottate ma, perché possano avere ricadute positive, ci sarà bisogno di incoraggiare l’attenzione e la responsabilità del grande pubblico. L’invito è perciò quello di prendersi una mezz’ora di tempo per visitare la mostra e riflettere sui suoi contenuti, e sulle implicazioni di essi.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Promuovono l’allestimento di Minerali clandestini a Como: Aifo Como, Asci Don Guanella onlus, Caritas diocesana di Como, Centro missionario guanelliano, Centro missionario diocesano di Como, Il settimanale della Diocesi di Como, Coordinamento comasco per la pace, Fondazione cardinal Ferrari, Medici con l’Africa Como onlus, Cooperativa Garabombo.

Orari e luoghi di visita: 9-12,30, 14-18,30 da mercoledì 18 a venerdì 20 e da lunedì 23 a mercoledì 25 ottobre alla Fondazione cardinal Ferrari di Como (ingresso a offerta libera), via C. Battisti 8; sabato 21 e domenica 22 ottobre la mostra sarà visibile al pubblico in piazza Grimoldi, dalle 10 alle 17.

Per info e prenotazioni:  telefono 031 296787 ‐ 333 9299792, e‐mail: ascicomo.segreteria@guanelliani.it.

Apre il nuovo dormitorio Caritas dai Comboniani di Rebbio/ Servono volontari/e

Il dormitorio, ospitato nella  struttura dei Padri comboniani di Rebbio, aprirà domenica 9 luglio. Saranno ospitati senza fissa dimora e migranti: richiedenti asilo che hanno perso il diritto all’accoglienza nei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) ma con l’iter ancora in corso, migranti in transito (in possesso di qualche documento regolare) o migranti che hanno già ottenuto la protezione internazionale ma si trovano senza un alloggio. Gli ospiti saranno esclusivamente uomini; le donne potranno accedere al dormitorio di via Napoleona. Il nuovo dormitorio potrà fornire solo qualche decina di posti, ma costituisce un primo intervento concreto. [Nelle foto alcuni ambienti della struttura prima dei lavori avvenuti nel mese di giugno 2017] (altro…)

Ventimiglia e Como/ Accoglienza a confronto

giustomarmotavoloNel tardo pomeriggio di martedì 7 febbraio Como senza frontiere ha incontrato, all’oratorio di Rebbio con don Giusto della Valle, Maurizio Marmo, direttore della Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo, venuto a Como per valutare la situazione di frontiera e confrontarla con quella della città ligure. Presente anche una delegazione di Medici senza frontiere. Durante l’incontro, un dialogo durato circa un’ora, sono emerse  differenze tra la situazione ventimigliese e quella comasca, molte riguardanti il diverso rapporto tra Caritas, l’associazionismo e l’autorità prefettizia.
Già on line sul canale di ecoinformazioni i video di Elisa Scardino.
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Profughi in rivolta?

salesianum tavernolaUna bufala. Nessuna protesta a Tavernola per i vestiti come scritto dal Giornale d’Italia smentita dall’associazione Il Focolare.

«Nei giorni scorsi Il Giornale d’Italia, giornale on-line fondato e diretto da Francesco Storace, ha pubblicato una notizia intitolata Neanche i vestiti vanno bene. E li gettano in strada. A Como l’ennesima “azione di protesta” dei sedicenti profughi che l’Italia accoglie. I residenti: ‘Potrebbe scoppiare una bomba sociale – precisa il Comune di Como –. Quanto riportato dal quotidiano – che fa riferimento ad una struttura di un ente religioso in un quartiere a nord di Como – è smentito dall’associazione Il Focolare, l’ente che in collaborazione con Caritas Como per conto della Prefettura si occupa della gestione dei profughi e che da sei giorni gestisce la struttura di proprietà dei Salesiani a Tavernola».

«È una notizia falsa e priva di alcun fondamento – dichiara Giovanni Mazzoleni dell’associazione Il Focolare –. Quello che succede da sempre, dappertutto, è che per motivi igienici i vestiti con cui i profughi arrivano, vengono tutti buttati. I sacchi, però, non vengono messi in strada, mai. Qui a Tavernola [dai Salesiani] li abbiamo portati nella nostra area di raccolta rifiuti, che è all’interno del parco. Nessuna azione di protesta, quindi e nessun vestito gettato in strada. Quanto alle persone che sono state viste in giro si recano, a piedi, in Questura per i documenti e all’Asl per le vaccinazioni».

L’assessore alla Politiche sociali di Palazzo Cernezzi aggiunge: «Premesso che la gestione dei profughi è in capo alla Prefettura e non al Comune, l’associazione ci ha confermato che è normale prassi che all’arrivo nei centri di riferimento, accoglienza e smistamento, per motivi igienico-sanitari i vestiti dei profughi siano buttati. Quanto alle bombe sociali, la civiltà, la cultura e il senso di responsabilità dei nostri concittadini non ci lasciano immaginare questi scenari ma piuttosto gesti di attenzione e solidarietà». [md, ecoinformazioni]

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