MIA 2022/ Il futuro è cooperazione e co-sviluppo
Ecoinformazioni era a Cecina, in provincia di Livorno, per la ventottesima edizione di MIA – Meeting internazionale antirazzista di Arci, i giorni martedì 5 e mercoledì 6 luglio. Questa edizione ha visto ventotto appuntamenti, tra dibattiti, formazioni, seminari, focus group, presentazioni di libri e laboratori; senza dimenticare le iniziative culturali e musicali, soprattutto in serata.
Nella prima giornata si sono esplorate numerose tematiche, come quelle discusse nella presentazione Reti e sistemi regionali della solidarietà internazionale: quali scenari per la cooperazione territoriale: le diverse crisi che viviamo ci colpiscono tutte e tutti, dentro e fuori il territorio italiano, e non c’è un modello “magico” d’implementazione universale per uscirne. Come costruire allora soluzioni efficienti?


Molte le persone intervenute all’incontro indetto da ecoinformazioni la sera di giovedì 11 novembre alla sala del Cna, La prossima Como – il sogno, introdotto da Fabio Cani, co-direttore della testata. A ognuno dei relatori e delle relatrici sono stati lasciati circa cinque minuti per esporre le proprie considerazioni sull’impatto dell’amministrazione uscente e le proprie aspettative sul futuro di questa città, intesa come urbs – cioè nella sua dimensione spaziale – e anche, soprattutto, come civitas, ossia come comunità al contempo aggregata e pluriversale: una distinzione concettuale che Cani, citando le Etimologie di Isidoro da Siviglia, ha voluto sottolineare.
Il mese prossimo, la
La sera di venerdì 4 novembre, l’istituto Enaip Lombardia di via Dante 127 è rimasto aperto al pubblico per presentare quattro itinerari di turismo responsabile in Senegal, realizzati nel quadro del progetto Alimentare lo sviluppo in Senegal, che ha coinvolto, oltre ai ragazzi della II e poi III T (indirizzo operatore turistico) dello scorso anno scolastico e ai loro docenti, anche l’associazione italo-senegalese


Sono 250 mila in tutta Italia i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative sociali che attendono da 27 mesi il rinnovo del contratto nazionale, scaduto a fine 2005. La trattativa con le controparti ha portato ad un’offerta inadeguata a parere dei sindacati e neanche al tavolo del Ministero del lavoro la frattura si è ricomposta.
