Università popolare Auser/ Ricco programma ottobre – gennaio

Solo posti in piedi, il 10 ottobre pomeriggio al Carducci a Como per l’apertura dell’anno accademico 2017/2018. Sono stati presentati i corsi del primo quadrimestre, che prenderanno avvio mercoledì 11 con la prima conferenza di Bruno Magatti, dedicata alle scienze fisiche nella realtà. (altro…)

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Ovviamente Catalogna nel numero 592 di ecoinformazioni con la dichiarazione dell’Arci contro la repressione attuata dal governo di destra spagnolo: «Il fatto che, per la attuale Costituzione spagnola, il referendum fosse illegale in alcun modo giustifica la violenza contro una grande e nonviolenta espressione di partecipazione popolare. I problemi politici si risolvono con la politica».

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10 ottobre/ Donatella di Pietrantonio all’Ubik presenta “L’arminuta”

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Martedì 10 ottobre alle ore 18 presso la libreria Ubik, in piazza San Fedele a Como, la scrittrice Donatella di Pietrantonio presenta il suo ultimo libro. 

“L’arminuta” è il titolo dell’ultimo libro di Donatella di Pietrantonio, con il quale la scrittrice abruzzese quest’anno ha vinto la cinquantacinquesima edizione del premio Campiello. Il romanzo, ambientato nella terra natia della scrittrice, approfondisce il tema del rapporto madre-figlio. Anche il titolo richiama le origini abruzzesi della scrittrice: “arminuta” infatti è un termine dialettale traducibile in italiano standard con “la ritornata”.

Mariano Comense / corso di lingua araba

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A partire dall’ultima settimana di ottobre, la sede dell’associazione italo-senegalese di mediazione interculturale Teranga Onlus  terrà a Mariano Comense (via Don L. Sturzo, 46) un ciclo di dieci lezioni di arabo standard moderno, tenute da Silvia Mascheroni, studente di Lingue e Culture per la Cooperazione internazionale all’Università degli Studi di Milano con esperienza nella didattica di italiano, inglese e arabo.

Dalla pagina Facebook dell’iniziativa:

Il corso prevede una durata di 40 ore.
Le lezioni saranno dedicate all’alfabetizzazione, per conoscere e riconoscere lettere e suoni arabi, all’apprendimento delle forme comunicative di base, per utilizzare attivamente e fin da subito la lingua, e infine al consolidamento delle strutture grammaticali e del vocabolario di base.
Il percorso si propone di rendere gli studenti il più possibile partecipi, lavorando sia sulla comprensione che sulla produzione attiva – in entrambi i casi, sia orale che scritta.

Durante il corso, inoltre, verranno affrontati approfondimenti legati alla lingua araba come veicolo di storia e cultura: quali parole arabe sono entrate nella lingua italiana per una storia condivisa? Quali espressioni arabe sentiamo spesso riportate dai media in relazione a manifestazioni e fenomeni culturali islamici? Come orientarsi tra le varietà dialettali proprie di diversi Paesi e aree geografiche?

L’obiettivo del corso è quello di raggiungere, al termine delle 40 ore, un grado di conoscenza della lingua pari al livello A1 del Quadro Comune Europeo di riferimento.
In particolare, l’ultima fase del corso sarà dedicata alla specifica preparazione al conseguimento della Certificazione Europea della lingua araba (Certificazione ILA), il cui esame potrà essere sostenuto, dagli studenti che desidereranno tale certificazione, in modo autonomo presso l’ente specifico.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione agli studenti che avranno frequentato almeno il 75% delle lezioni.

La quota di iscrizione è 200 €, che include tutto il materiale didattico necessario alla partecipazione al corso (che si terrà solo se raggiunto un congruo numero di iscritti).

Per info e iscrizioni: pagina facebook Teranga Onlus Como o al numero 339 892 2242

VIII Festival della fotografia etica a Lodi. Impressioni quasi-istantanee

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Si è aperto sabato 7 e si concluderà domenica 29 ottobre il Festival della fotografia etica di Lodi, giunto quest’anno alla sua VIII edizione. Qui un accorato invito a posteriori a visitare l’evento:

Operatori e analisti del mondo dei media concordano nel riconoscere all’immagine il primato dell’impatto comunicativo in questa fase storica segnata, per non dire “governata”, dalla tecnologia del tempo reale. Tra campagne politiche condotte a raffiche incrociate di tweet, videostorie effimere sui social media e intere relazioni  – professionali o affettive – condotte sulle piattaforme di messaggistica istantanea, i contenuti si avvicendano rapidamente e senza soluzione di continuità. Per mantenere alta l’attenzione, diventa imperativo condensare “tutto e subito”, cercando – ottimisticamente – di trovare un punto di equilibrio tra la qualità e la quantità, tra la frequenza e la persistenza dell’informazione. Evitando, nel frattempo, spiacevoli fraintendimenti.

E l’immagine come medium comunicativo è, quasi per definizione, più accessibile del linguaggio verbale, parlato e soprattutto scritto.  I sensi, generalmente, processano uno stimolo esterno più velocemente dell’intelletto. Perciò, un’economia della comunicazione centrata sull’immagine rischia (intende?) cominciare ed esaurirsi in essa, assorbendo tutta l’attenzione, riducendo al minimo – intenzionalmente o meno –  la rielaborazione razionale, la ricerca di implicazioni che l’immagine suggerisce, senza mostrare apertamente, o viceversa veicolando significati estranei alla realtà.

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Un’iniziativa come il Festival della fotografia etica parte da tali presupposti per restituire coerenza nella relazione tra ciò che si vede e ciò che realmente è, attirando l’attenzione dell’occhio con fotografie tanto schiette ed eloquenti quanto esteticamente raffinate, consolidando la consapevolezza con la parola scritta, e avviando un percorso di riflessione, e magari di impegno personale, anche a osservazione avvenuta.
Questo il fil rouge che mette in relazione tra loro autori le cui estrazioni e sensibilità etica e artistica sarebbero altrimenti assai differenti le une dalle altre; autori tra cui vanno inclusi non soltanto i fotografi in quanto tali, ma anche chi si è occupato della documentazione didascalica dei lavori presentati nelle sedi del festival (le didascalie sono parte integrante e per nulla subordinata della rassegna) e di chi è stato capace di creare un percorso coerente nella sua ampiezza geografica, cronologica e tematica, che parte da un reportage sui “voli della morte” di cui furono vittima migliaia di desaparecidos argentini negli anni di dittatura militare per arrivare fino ai drammi contemporanei dell’individuo, del gruppo e della società, con qualche più raro e prezioso momento di felicità. Si tratti di appassionata denuncia o intima condivisione, l’obiettivo fotografico e la descrizione didascalica riescono, quasi senza eccezione, a creare un legame di empatia tra osservatore e soggetto, attraverso l’invisibile ma presente medium del fotografo.

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Impossibile riassumere in un elenco i reportages , i concorsi tematici e gli scatti (con didascalia) “più impressionanti”  (qui il programma completo di quest’anno), per evidenti questioni di quantità, equità e soggettività nel giudizio. Inammissibile la possibilità di osservare  – e ascoltare, poiché anche di incontri e di dibattiti si compone l’iniziativa – i contributi senza uscirne emotivamente e razionalmente scossi, senza il bisogno di denunciare e di correggere per quanto possibile i torti subìti dalla giustizia e perfino dalla logica ovunque nel mondo. Imperdibile l’evento, che val bene una giornata a Lodi, bella cittadina a meno di due ore da Como. Anche nella nostra città, peraltro, il concetto di “fotografia etica” ha trovato, soprattutto in tempi recenti, ampie e ammirevoli possibilità di espressione, a ulteriore incoraggiamento per una visita a questo meritevole “fuori porta”.
[Alida Franchi, ecoinformazioni – la foto a metà articolo è tratta dal reportage Destino Final di Giancarlo Ceraudo, in esposizione al festival di quest’anno]

Qui le informazioni su raggiungibilità, biglietti e tariffe

Qui i contatti utili

 

La cooperativa “Il seme” festeggia trent’anni di attività

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Un gruppo in continua crescita che in trent’anni ha assunto 420 persone, di cui 85 disabili, e ha dato opportunità lavorativa a 140 persone diversamente abili.

Questa l’analisi conclusiva dei primi trent’anni di attività della Cooperativa sociale Il Seme, presentata dall’ex presidente Vittorio Pozzi e dall’attuale presidente, Marina Bernasconi, in occasione della celebrazione d’anniversario che si è tenuta sabato scorso nella sua sede (via Varesina 103).

La cooperativa Il Seme è nata nel 1987, con lo scopo di favorire l’inserimento lavorativo di persone disabili, sostenuto dalle Acli di Como con il supporto e l’attenzione dell’ente locale.

Iniziato con i servizi di pulizia, proseguito con la produzione artigianale di pasta fresca, con laboratori di assemblaggio tessili e di componenti elettrici, con l’aiuto di tanti volontari; sono seguiti la partecipazione alla costruzione di Sol.co Como con tante altri componenti della cooperazione sociale comasca e la nascita de Il Biancospino, cooperativa di supporto per le famiglia, l’apertura di uno sportello lavoro accreditato da Regione Lombardia, un progetto di OrtoGiardino, luogo di incontro nel quartiere.

Una lunga storia con un obiettivo: segnalare e favorire sempre più il valore del lavoro per tutti, specie per le persone più fragili.

Un sogno che, nonostante tanti momenti difficili, Il seme ha realizzato in questi suoi intensi trent’anni.

10-15 ottobre/ Lugano: IV Film festival diritti umani

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“L’obiettivo è quello di sensibilizzare un ampio pubblico attraverso un programma cinematografico di qualità e momenti di approfondimento e discussione, arricchiti da un’importante presenza di ospiti. Il Festival pone un accento speciale sulla partecipazione dei giovani, dedicando loro degli spazi privilegiati, proponendo giornate destinate agli allievi delle scuole medio-superiori, delle scuole professionali e degli istituti universitari del Cantone.”
Questo si legge alla voce festival del sito del Film Festival Diritti Umani Lugano che si presenta come luogo di dibattito sulle tematiche dei diritti umani.

Arrivato alla IV edizione, il festival luganese apre martedì 10 ottobre (alle 20,30 presso il Cinema Corso, via G. B. Pioda, 4 ) con Plastic China (2016, 82′) di Jiu-liang Wang.
Il documentario racconta uno dei tanti non-luoghi cinesi costruiti attorno al recupero della plastica. Una bambina di undici anni, cresciuta in questa realtà, che gioca con le pubblicità di marche e prodotti di mondi lontani, è la protagonista del filmato.
Plastic China ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali; in Italia ha ottenuto il premio della sezione Documentari Internazionali di CinemAmbiente 2017 a Torino, il più importante festival italiano di film a tematica ambientale, e la menzione Ambiente e società assegnata dalla Cooperativa Arcobaleno, che si occupa della raccolta carta in Piemonte.

La proiezione è in lingua originale (mandarino), sottotitolata in italiano e inglese. Seguirà un dibattito al quale interverranno Marco Borradori, sindaco di Lugano, e Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport (Decs). Il festival prosegue fino a domenica 15 ottobre con una programmazione sia diurna, sia serale.

9 ottobre / i lunedì del cinema / “La vendetta di un uomo tranquillo”

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Quarto appuntamento della rassegna I lunedì del cinema dello Spazio Gloria / Circolo Arci Xanadù in programma per le 21 di lunedì 9 ottobre. Sarà proiettato La vendetta di un uomo tranquillo (Tarde para la ira, 2016, 92′), film spagnolo firmato dal regista esordiente Raúl Arévalo, anche autore della sceneggiatura. Premiato per il Miglior film, miglior regista esordiente, migliore sceneggiatura e miglior attore non protagonista ai premi Goya 2016.

Madrid, agosto 2007. Curro è l’unico di una banda di quattro criminali che viene arrestato per una rapina in una gioielleria. Otto anni più tardi, la sua fidanzata Ana e il loro figlio sono in attesa che lui esca di prigione. José è un uomo chiuso e solitario, che non sembra trovare il suo posto nel mondo. Una mattina di inverno si reca nel bar gestito da Ana e da suo fratello e da quel giorno la sua vita si intreccia con quella degli altri frequentatori abituali del bar, che lo accolgono come uno di loro. In particolar modo, è Ana a vedere nel nuovo arrivato una speranza per la sua penosa esistenza. Scontata la pena, Curro viene rilasciato e nutre la speranza di iniziare una nuova vita con Ana. Tornando a casa, però, Curro trova una donna confusa e insicura e dovrà affrontare un uomo che, distruggendo le sue aspettative, cambierà tutti i suoi piani.

Ha detto il regista:
Non volevo fare nulla di originale, esistono già mille ottimi film di vendetta, io volevo esprimere un punto di vista. La violenza fa parte dell’essere umano, per questo c’è qualcosa che ci attrae nel cinema di vendetta. Come spettatore mi piacciono i film nello stile di Tarantino, quelli che mi fanno sfogare l’adrenalina che non sfogo nella vita di tutti i giorni, ma per il mio di film non volevo un violenza spettaco- lare, la volevo brutta e cruda come nella realtà come vediamo nei film di Audiard, dei Dardenne o di Matteo Garrone.

La vendetta di un uomo tranquillo segna l’esordio alla regia del 36enne Raúl Arévalo, attore molto noto in Spagna, che in Italia abbiamo visto in Ballata dell’odio e dell’amore e ne Gli amanti passeggeri, ma soprattutto in quel La isla mínima, di cui era coprotagonista, predecessore evidente del suo debutto dietro la cinepresa: stesso rigore, stessa tensione noir, stesso sguardo rivolto al cinema americano ma anche stesso radicamento nel territorio e nella cultura spagnoli.

Ingresso riservato ai soci Arci 7 euro, – Ridotto (under 21, over 65) 5 euro.

Visita il sito web dello Spazio Gloria / Circolo Arci Xanadù

14 e 28 ottobre / Oltre lo sguardo / “Essere donna”

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Essere Donna è il tema scelto per la rassegna cinematografica di Oltre lo sguardo per il mese di ottobre 2017. Due appuntamenti previsti alla sede di Enfapi a Lurate Caccivio (largo Caduti per la pace, 2), nelle date di sabato 14 e sabato 28 ottobre, alle 21. 

Sabato 14: Il diritto di contare di Theodore Melfi (Hidden Figures, USA, 2016, 127′)
L’incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary
Jackson, tre brillanti donne afroamericane che – alla NASA – lavorarono ad una delle più
grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, un obbiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa
allo Spazio, galvanizzando il mondo intero.
Relatrice: Sara Introzzi, mediatrice familiare.

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Sabato 28: La pazza gioia di Paolo Virzì (Italia, 2015,
Beatrice Morandini Valdirana è una chiacchierona istrionica, sedicente contessa e a suo
dire in intimità coi potenti della Terra. Donatella Morelli è una giovane donna tatuata, fragile e silenziosa, che custodisce un doloroso segreto. Ospiti di una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, classificate come socialmente pericolose. Il film racconta la loro imprevedibile amicizia, che porterà ad una fuga strampalata e toccante, alla ricerca di un po’ di felicità in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani.
Relatrice: Antonella Mundo, arteterapeuta.

Ingresso: adulti 5 euro con tessera valida per l’intera rassegna e acquistabile direttamente prima di ogni incontro. Gratuito per i ragazzi fino ai 16 anni.

La rassegna è organizzata dal Coordinamento comasco per la Pace, in collaborazione con: Comune di Lurate Caccivio, Biblioteca, Associazione InTerragire, Comunità pastorale SS. Ambrogio e Carlo, Encuentro, Enfapi, Associazione Parco Ubuntu.

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