Il Consiglio comunale di Como del 20 aprile 2009

cernezzi1Nella seduta bocciati quasi tutti gli emendamenti proposti dalle opposizioni, passa solamente una dichiarazione di principio sulla vita indipendente per i disabili. Gli extracomunitari continueranno a non poter fare “assembramenti” nei parchi cittadini.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di lunedì 20 aprile Silvia Magni, Pd, ha chiesto la sistemazione della segnaletica orizzontale all’incrocio fra le vie Acquanera e Canturina; «Approvate il bilancio» è stata la risposta fuori microfono dell’assessore Caradonna. «Giovedì scorso ho ricevuto il catalogo della mostra, la lettera del sindaco e sei biglietti omaggio per la mostra di Villa Olmo – ha dichiarato Donato Supino, Prc, – per coerenza non li voglio tenere ma omaggiare il personale che ci ha assistito fino alle 5 del mattino quando c’è stata la discussione sulla mostra». Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto chiarimenti sulla rimozione dei portapubblicità sparsi per la città. «Non c’è ancora l’ordinanza del sindaco per il ritiro» gli ha risposto l’assessore Peverelli. Domenico Serrentino, Fi, ha rinunciato a prendere la parola dato che avrebbe voluto interloquire con l’assessora Sosio, non presente in aula. Il Consiglio ha quindi affrontato i 21 emendamenti prodotti al documento del Bilancio, tutti tranne uno presentati dalle opposizioni. Sostanzialmente assente il dibattito che si è ridotto, salvo un paio di sporadici casi, ad una presentazione del primo firmatario della proposta e ad una risposta del sindaco per il parere di Giunta. L’unico emendamento proposto dai banchi della maggioranza è stato ritirato, «dopo le assicurazioni del sindaco» dal suo primo firmatario Carlo Ghirri, Gruppo misto. I suggerimenti di modifica di Bruno Magatti, Paco, per eliminare dalla Relazione previsionale e programmatica una frase ritenuta «limitante rispetto alla delibera di indirizzo sul ritiro dei rifiuti umidi anche per le utenze private», e per riformulare o togliere la frase contro gli assembramenti di extracomunitari; contrario il sindaco perché saranno operazioni coordinate con le forze di polizia con tutte le garanzie. Bocciata anche la proposta del capogruppo pachista di censire gli alberi monumentali, nata dopo il rischi del taglio delle essenze di Villa Feloi. «Il censimento delle piante pubbliche è già stato fatto» gli ha risposto il sindaco. Fallito pure il tentativo di aprire una discussione sulla cessione, per 99 anni, di un terreno in via Rimoldi sopra l’ex casa dell’Anas che diventerà un posteggio per la stessa. Anche le proposte di Mottola, per la ristrutturazione almeno parziale degli spogliatoi del campo di calcio di via Artaria, dotare di più automezzi e moto la polizia locale, L’esponente del Pd ha poi ritirato un emendamento sulla bonifica dall’amianto del centro civico di Sagnino dopo che il sindaco ha affermato che «entro l’anno interverremo» e «non c’è pericolo al momento per nessuno». Non sono passate nemmeno le proposte di riattivazione delle piscine delle scuole medie di Sagnino e Lora, proposte da Mottola e Mario Molteni, Per Como. Non è stata approvato nemmeno il Parco locale di interesse sovracomunale del Cosia. Mario Lucini, Pd, ha proposto per la seconda volta la proposta di attivare le procedure per istituirlo, così come stanno già facendo i Comuni di Tevernerio, di Albese con Cassano e di Albavilla. Lapidaria la risposta del sindaco «Il parere è contrario rimandando alle motivazioni dell’anno scorso». Un’affermazione che ha fatto sbottare al proponente «mi aspetteri un briciolo di rispetto in più» causando la replica del sindaco «la riproponi ogni anno!». Lucini ha poi proposto di inserire nel Piano previsionale l’intenzione di stilare il Piano reti e servizi per il sottosuolo. Un’opera che sta venendo redatta, seppur con alcune difficoltà, ed «è a buonissimo punto» per l’assessore Caradonna. La Giunta si è espressa comunque in maniera contraria ed il suggerimento è stato bocciato. Così come il posteggio, che ormai da qualche anno dovrebbe essere edificato a Cipiglio, «dobbiamo rifare la valutazione sull’effettiva spesa» ha dichiarato Bruni, interventi per la moderazione del traffico veicolare nei quartieri e la risistemazione del marciapiede vicino al lavatoio di Lora. Bocciata poi la proposta della consigliera Magni per il ridisegno di piazza IV novembre e lo spostamento del monumento ai caduti. Bruni ha assicurato la pulizia della statua, «l’architetto Pappalardo sta già pensando alla ristrutturazione», ma la piazza non è un apriorità. Non è stato poi accettato l’emendamento per la ristrutturazione del centro civico di via Giovane Italia «un intervento che pur essendo necessario, non è tra le priorità» ha spiegato il sindaco, che non si è espresso sulla contrarietà all’acquisizione della ex chiesa di San Lazzaro da parte del Comune. Un intervento che da un paio di anni è indicato come all’interno ad un piano di riqualificazione della zona che però non si è ancora attivato. Non è passata la proposta di risparmiare sulla stampa de Il cittadino, giudicato in maniera molto critica da Lucini «in assenza di contradditorio si magnificano le sorti progressive del Comune di Como», e destinare i soldi risparmiati ad incrementare il fondo anticrisi. «La demagogia regna sovrana in questo emendamento – è stata la risposta di Bruni, che ha aggiunto – difendo questo strumento di comunicazione che può essere migliorato, ma per cui ci siamo impegnati contrattualmente anche con altre istituzioni». Unico dibattito sulla proposta di Roberta Marzorati, Per Como, di istituire dei buoni libro per le famiglie dei ragazzi che iniziano le scuole medie. «Ad esempio a Casnate vengono dati 120 euro a tutti quelli che iniziano le medie e 180 a quelli che vanno in prima superiore» a portato ad esempio la consigliera. Supino ha dichiarato che si sarebbe astenuto per dissociarsi dalle argomentazioni della proponente che aveva citato il fatto che parte dei fondi per le famiglie in difficoltà vadano a famiglie extraconunitari creando risentimento in alcune frange della popolazione italiana. «Verranno promossi e sostenuti i progetti di vita indipendente della persona con disabilità finanziati mediante le risorse rese disponibili dalla legge 162/98» questo è l’unico suggerimento accolto da tutto il Consiglio come modifica alla Relazione revisionale, presentato da Magatti, per cui la Giunta ha lasciato libertà di voto, «in parte è già stato attuato» ha comunque voluto precisare il vicesindaco Cattaneo. La discusione sul bilancio proseguirà lunedì sera prossimo per affrontare quattro ordini del giorno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 16 aprile 2009

 

cernezziLa maggioranza non concorda su un ordine del giorno delle opposizioni per gli aiuti ai terremotati in Abruzzo. Ricompaiono 50mila euro per i buoni libro.

Anche il Consiglio comunale si è interessato dai presunti volontari violenti che nei giorni scorsi hanno aggredito un ragazzino nel centro di Como con una preliminare del consigliere Mario Molteni, Per Como, che ha chiesto maggiore vigilanza nel Consiglio comunale di giovedì 16 aprile. Solidarietà al vignettista Vauro è stata espressa da Donato Supino, Prc.

La discussione è poi proseguita sul Bilancio comunale con Marcello Iantorno, Pd, che ha riproposto il tema della vendita della Ticosa, che blocca le spese previste fino all’effettiva vendita e chiesto che con le vendite programmate di immobili comunali vengano acquisite nuove abitazioni per il fabbisogno di case popolari della città.

Emanuele Lionetti, Lega nord, ha invece ricordato come gli esercizi fino ai 250 metri quadri «possono stare aperti quando vogliono, a parte 5-6 domeniche all’anno» entrando quindi nella polemica per le aperture al 25 aprile ed al primo maggio.

Alessandro Rapinese, Area 2010, ha invece chiesto se ci siano dei conflitti di interessi per quanto riguarda il bilancio e le opere che vi sono previste.

«La mozione sui buoni libro è stata stravolta – ha affermato Molteni che ha chiesto agli esponenti della maggioranza un moto d’orgoglio – l’avete votata anche voi» mentre la sua compagna di gruppo Roberta Marzorati ha aggiunto «Tutti hanno letto sul Cittadino che ci sarebbero stati i buoni libro ed ora ci chiedono spiegazioni».

Il sindaco nelle risposte ha così precisato che dei 500mila euro per affrontare la crisi 50mila andranno ai buoni libro: «qualcosa si potrà fare. Stiamo valutando con l’assessore Veronelli come distribuire questi buoni pensando soprattutto al passaggio dalla quinta elementare alla prima media».

Una sospensiva, per una riunione dei capigruppo per discutere di un ordine del giorno preparato dalle opposizioni per definire atti di solidarietà per i terremotati in Abruzzo, ha solo aumentato le divisioni.

La maggioranza non ha aderito alla proposta «non è che non siamo intenzionati ad agire in tal senso» ha precisato Marco Butti, An, ritenendola, come ha precisato Bruni, «una forzatura» auspicando il «consenso per un percorso condiviso e rapido per portare aiuto alle regioni del centro Italia».

Alla fine della serata il sindaco ha risposto alle domande rivoltegli piccato per gli attacchi di Rapinese, che aveva posto in forse anche l’utilità delle figure di portavoce del sindaco e di capo di gabinetto. «Tutti i capoluoghi di provincia hanno un portavoce del sindaco ed il capo di gabinetto c’è sempre stato in questo Comune» ha risposto il primo cittadino.

Sulla vendita delle scuole di via San Bernardino ha risposto invece l’assessore Cenetiempo come si sia seguito il parere del settore istruzione del Comune che le ha ritenute troppo piccole, avendo la possibilità di ospitare solo una sezione.

Concluse le repliche il Consiglio si ritroverà lunedì prossimo per iniziare ad affrontare 29 emendamenti proposti al Bilancio e 4 ordini del giorno. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

I Consiglio comunali di Como del 7 e 8 aprile 2009

Nei consigli comunali di lunedì 6 e martedì  e 7 aprile si è aperta la discussione sul Bilancio comunale. Ma gatti denuncia: «A pagina 48 del Bilancio è scritto di attuare un maggiore coordinamento fra polizia locale e altre forze dell’ordine per evitare nei parchi pubblici assembramenti di extracomunitari». 

 

Polemiche sulla chiusura festiva per il 25 aprile ed il Primo maggio. Pasquale Buono, Fi: «In quale città turistica nei giorni festivi si trova tutto chiuso? Non è un bel biglietto da visita». «Per le due festività c’è un regolamento regionale – ha ribadito Donato Supino, Prc – se si vuole fare qualcosa di più deve essere una cosa condivisa».

Un minuto di silenzio, chiesto dalla consigliera Silvia Magni, Pd, è stato osservato per le vittime del terremoto in Abruzzo.

L’occasione del Bilancio comunale permette di dare voce sulla politica economica e sociale cittadina a tutti i consiglieri, «se non ora quando noi peones della politica possiamo far sentire la nostra voce» ha chiaramente dichiarato Bruno Saladino, Pd. Infatti le domande di chiarimento e la discussione, che prevede 30 minuti di intervento per consigliere, danno modo soprattutto agli esponenti delle minoranze di esprimere il proprio parere sugli indirizzi del governo cittadino.

I membri della maggioranza, salvo la Lega, sono stati per il momento restii a esprimersi, anche a favore, della deliberazione di Bilancio. Alcune riunioni prima dei consigli hanno visto dibattiti accesi fra i consiglieri che sostengono la Giunta Bruni che non si sono presentati in massa per la discussione del documento principale dell’amministrazione comunale tanto che il 7 aprile ad una verifica del numero legale richiesta da Mario Lucini, Pd, si sono trovai in aula, compreso l’esponente del Pd, solo in 22.

Una querelle sulla consegna di alcuni documenti, aperta dalle minoranze, è sorta nel copro delle due serate ed è stata chiarita solo nella seconda con la disponibilità alla consegna quanto prima.

Dalle opposizioni è stato rilevato come il bilancio sia legato alla vendita delle Ticosa «le risorse non ci sono» ha detto Vittorio Mottola, Pd.

«Si potrebbero rinegoziare i mutui» ha proposto Mario Molteni, Per Como, a cui ha risposto Domenico Serrentino, Fi, «verrebbero cambiati solo con la vendita della Ticosa e quindi verso la fine dell’anno non permettendo di avere introiti per finanziare opere».

Tutto è quindi legato all’area dell’ex Tintoria comense che non dovrebbe essere venduta questo autunno. Soldi, se arrivano, «di cui potremmo disporre solo negli ultimi tre mesi dell’anno» ha sottolineato Lucini. Infatti sono previste alienazioni come quella dell’asilo di via San Bernardino «proprio quando verrà fatto un nuovo insediamento all’ex Consorzio, dove andranno allora i bambini dei futuri residenti?» si è chiesto Lucini.

Una situazione aggravata dal fatto, per Dario Valli di Area 2010, che «stiamo prevedendo solo opere manutentive e riparative, senza un progetto più grande».

In attesa di una svolta, Supino ha parlato anche di lavori socialmente utili per superare la crisi. Il consigliere comunista si è detto pronto ad accantonare le molte riserve sul bilancio «se ci fosse un aiuto sostanziale alle famiglie».

Sulla futura erogazione dei contributi anticrisi ha chiesto chiarimenti Franco Fragolino, Pd, «sarà come il bonus regionale attribuito solo, per gli stranieri, a chi è in possesso della carta di soggiorno e non il permesso di soggiorno, per cui è in corso un ricorso al Tar».

Sui buoni scuola stanziati dal Consiglio comunale e eliminati dal bilancio, i fondi da loro destinati sono stati inglobati nei 500mila euro anticrisi, è ritornata Roberta Marzorati, Per Como, «Come possiamo dire alla gente che il Consiglio comunale non è sovrano?». Sulla riforma Gelmini poi la consigliera ha aggiunto «diminuendo il tempo scuola, tranne in via Fiume, il periodo pomeridiano verrà sostituito con il doposcuola a pagamento un aggravio per le famiglie».

Di opere annunciate già dal bilancio dell’anno scorso, e non fatte, hanno parlato sia Magni che Lucini, per la ristrutturazione del centro civico di Albate.

Il Politeama è stato citato da Emanuele Lionetti, Lega, che ha anche auspicato la depurazione e la balneabilizzazione del primo acino del lago.

Critiche al piano di alienazione del patrimonio immobiliare comunale sono giunte da Bruno Magatti, Paco, contrario alla vendita delle proprietà residuali di condominio «contro la ghettizzazione dell’edilizia residenziale pubblica». Il consigliere ha infatti sostenuto «una ridistribuizione all’interno di strutture di maggiore qualità e diversa composizione sociale».

«Evitiamo almeno cadute di tono – ha poi aggiunto – quando per la sicurezza a pagina 48 del bilancio è scritto di attuare un maggiore coordinamento fra polizia locale e altre forze dell’ordine per evitare nei parchi pubblici assembramenti di extracomunitari. Cosa si farà per le badanti moldave che si trovano nei giardinetti lungo le mura?»

La discussione non è ancora finita d è stata rimandata a giovedì 16 aprile agli atti resterà una frase di Saladino «Per che cosa verrà ricordato il sindaco Bruni, primo sindaco del nuovo secolo?». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

In Provincia non c’è democrazia

Viva protesta dei consiglieri di opposizione nel Consiglio provinciale per una gestione antidemocratica della discussione sul bilancio. 1.100 ragazzi non avranno più sconti per i trasporti. Ostruzionismo forse a rischio i lavori della commissioni provinciali.

Lunedì sera i consiglieri di minoranza a Villa Saporiti hanno abbandonato l’aula, e la discussione sul Bilancio, per protesta contro l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza: «Durante la votazione del nono emendamento (presentato dall’opposizione) riguardo il ripristino e il potenziamento della spesa per il trasporto degli studenti delle scuole superiori – si legge in un comunicato stampa del Pd – la maggioranza ha sottolineato il fatto che la copertura presentata prevedesse l’utilizzo di 10mila euro già stanziati per il Monte Goi (emendamento precedentemente passato), chiedendo ai consiglieri di presentare un subemendamento ad hoc, la cui presentazione avrebbe dovuto essere ammessa dal revisore dei conti. Revisore dei conti che non era presente alla discussione». Per questo non è stato discusso divenendo la goccia che ha fatto traboccare il vaso per la pazienza delle minoranze che si sono viste bocciare gli emendamenti al Bilancio salvo poi ritrovarsene tre tramutati in ordini del giorno proposti dalla maggioranza: per uno stanziamento di 150mila euro al Cfp di Monte Olimpino, per un aumento dell’organico del Centro per l’impiego e per un aumento dei fondi per la cultura.

«Al di là dei singoli episodi è evidente che non ci fosse la volontà di discutere il bilancio provinciale dove, è bene ricordarlo, non sono previsti precisi stanziamenti per fare fronte alla difficile congiuntura economica, mentre per la cultura sono stanziati solo 0,30 centesimi per cittadino» ha dichiarato Mauro Guerra, Pd.

«In un momento di crisi sono stati tolti i sussidi per i trasporti degli studenti – ha aggiunto Renato Tettamanti, Prc – erano previsti sconti fino al 40 per cento, per 1.100 ragazzi».

«Il problema è anche quello del ruolo del Consiglio provinciale – ha proseguito Tettamanti – che viene esautorato dei suoi poteri tramutando degli emendamenti vincolanti in ordini del giorno che danno solo un indirizzo».

Per questo i consiglieri di opposizione hanno annunciato che, per protesta, si asterranno dal presentarsi alle Commissioni, «escluse quelle di rilevanza particolare per il territorio»; una forma di ostruzionismo che potrebbe mettere in difficoltà la maggioranza di cui non si potrà ammalare nessun esponente o verrà a mancare il numero legale nelle stesse.

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 30 marzo 2009

 

cernezzi5La maggioranza approva nella seduta di lunedì 30 marzo le modifiche statutarie a Csu per permettergli la distribuzioni di merci in città murata.

Dopo le entusiastiche affermazioni sulla nascita del Popolo della libertà di Gianluca Lombardi, Fi, Vincenzo Sapere, Socialisti, ha ricordato la figura di Gigi Meroni, usciere comunale per cui è stato poi osservato un minuto di silenzio.

È così iniziato il consiglio del 30 marzo sull’ordine del giorno presentato da Stefano Rudilosso, Fi, sul cambiamento di statuto di Como servizi urbani per poter permettere all’azienda comasca di gestire anche autotrasporti.

Una modifica in previsione della creazione di una gestione dei rifornimenti in centro storico con mezzi ecologici per evitare l’ingresso di camion soprattutto in città murata, che già nella seduta precedente aveva scaldato gli animi, con dubbi sull’effettiva possibilità di realizzare il servizio.

La proposta di Rudilosso verteva sul progetto futuro di distribuzione, di cui nella delibera non c’era traccia, per avere una relazione del sindaco, anche perché, dopo l’approvazione pura e semplice della modifica allo statuto, l’iter successivo sarebbe di competenza della Giunta e potrebbe non passare più in Consiglio.

Critiche dalle opposizioni per cui se la delibera trattava dello statuto di quello si doveva parlare e non di altri «è pertinente alla delibera questo ordine del giorno?» ha chiesto al presidente dell’assemblea Donato Supino, Prc, «l’ipotesi di consegna delle merci non è contenuta in questo deliberato» ha aggiunto Mario Lucini, Pd.

La proposta è stata quindi approvata dalla maggioranza, più Valli di Area 2010, con l’astensione delle minoranze ed il voto contrario di Rapinese, Area 2010.

 Una «ulteriore seduta al fine di potere approvare la futura attività di autotrasporto» è stata poi approvata, con un voto contrario e alcune astensioni nella maggioranza, con l’ordine del giorno proposto da Luigi Bottone, Udc, che esplicitava nelle premesse «non è stato premesso un progetto reale sui costi da sostenere, non è stato presentata una linea guida sul regolamento da adottare».

La delibera sulla modifica è quindi stata approvata coi i voti della maggioranza più Valli e l’astensione delle minoranze.

L’assemblea ha poi affrontato, e approvato, la revoca di una permuta di stabili fra Comune e la vecchia Usl 5, a cui sono subentrate Asl e Ospedale Sant’Anna che non essendo d’accordo hanno fatto saltare l’intesa precedente.

Con una inversione dell’ordine del giorno si è quindi affrontato il piano di attuativo per un nuovo palazzo in via Morazzone, angolo via Mentana.

Un progetto presentato dall’assessore Rallo con una panoramica sugli interventi edilizi negli ultimi cento anni nell’area.

Bruno Magatti, Paco, ha chiesto di intendere in maniera differente le nuove urbanizzazioni con la possibilità di «immaginare dentro gli interventi immobiliari, invece che monetizzare gli spazi, alloggi per evitare la ghettizzazione di categorie speciali», come anziani e disabili.

Con un emendamento, per la diminuzione da 10 a 5 anni per la validità del piano di recupero, proposta da Vittorio Mottola, Pd, la delibera  stata approvata, con i voti contrari di Prc e Paco e l’astensione delle altre minoranze.

Su proposta del sindaco è stato posticipata, dopo il bilancio, la discussione sul e quindi approvata all’unanimità una delibera tecnica sulla valutazione delle aree. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Donato Supino coordinatore provinciale del Prc

 

prcPresentato sabato 28 marzo alla stampa il nuovo gruppo dirigente del Prc comasco. Donato Supino coordina la segreteria collegiale e si propone di aumentare in poco tempo gli iscritti. Accuse ai dirigenti che hanno lasciato il partito.

Presentata la nuova dirigenza del Partito della rifondazione comunista comasca. Una nuova segreteria collegiale di cui è diventato coordinatore il consigliere comunale comasco Donato Supino. Dopo le dimissioni di parte della vecchia segreteria «ci siamo trovati di fronte ad una situazione finanziaria che ci ha in parte sorpreso» ha affermato Supino, che ha poi precisato l’ammontare del buco 8 -10mila euro, con alcuni crediti da recuperare dal nazionale. Il nuovo coordinatore ha anche accusato la dirigenza passata di non aver voluto iniziare il tesseramento degli iscritti pensando già all’uscita e al sostegno a quella che è diventata la lista Sinistra e libertà. Una situazione difficile per un partito che aveva 500 iscritti nel 2001 e 193 l’anno scorso.

«I Giovani comunisti sono rimasti tutti all’interno del partito – ha precisato Supino – e questa è la nostra forza e la nostra speranza per il futuro». Il neocoordinatore ha poi rimarcato il riallacciarsi di un rapporto con i sindacati e le reiscrizioni di diversi segretari della Camera del lavoro comasca: «Siamo fiduciosi e pensiamo in poco tempo di raggiungere i 200 iscritti».

Per quanto riguarda le prossime elezioni Rifondazione, per le europee si presenterà assieme ai Comunisti italiani e a Socialismo 2000, mentre per le amministrative guarderà ad un’alleanza a sinistra magari anche col Pd, «purché non cerchi alleanze con la Lega, favorevole alle ronde, mentre noi siamo contrarissimi».

Il programma prevederà interventi comunali per aiutare le famiglie colpite dalla crisi con la sospensione dei mutui e la riduzione delle bollette dal 50 al’80 per cento.

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 23 marzo 2009

Salta per l’ennesima volta la seduta del Consiglio comunale. La maggioranza continua a non essere in grado di garantire la presenza dei propri consiglieri e poter far funzionare l’assemblea di Palazzo Cernezzi.

Dopo gli ultimi interventi per cercare di portare al rispetto dei tempi prestabiliti la maggioranza al Consiglio comunale di lunedì 23 marzo è inciampata nell’ennesima brutta figura. Dopo la solita convocazione alle 20.15, quasi mezz’ora più tardi, sono state fatte due veloci preliminari di Mario Molteni, Per Como, che ha posto il problema del ripristino degli attraversamenti pedonali le cui strisce sono ormai scomparse in via Bellinzona, e di Emanuele Lionetti, Lega, che ha invece ringraziato il sindaco ed il dirigente Saccenti per aver permesso di posteggiare le moto all’interno di Palazzo Cernezzi quando si svolgono le sedute. L’appello è stato quindi fatto alle 20.50, quando molti dei banchi della maggiorana erano vuoti. Le minoranze hanno subito abbandonato l’aula e, nonostante qualche arrivo alla spicciolata e le lentezze ed una specie di contrappello del segretario generale, non si è raggiunto il numero legale con solo 17 presenze su 25 consiglieri della maggioranza. «Quattro delle nostre assenze sono giustificate» ha voluto precisare Pasquale Buono capogruppo di Forza Italia, dato che il suo gruppo ha fatto la parte del leone nel provocare il non insediamento della seduta mancando più di un terzo dei componenti. I quattro giustificati Gelpi, Simone, Arcellaschi e Rudilosso, più due arrivati subito dopo la chiusura dell’appello Lombardi e Caprile. Dichiarata la seduta deserta i consiglieri hanno abbandonato l’aula e tutto è stato rimandato alla settimana prossima. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Per la sinistra a Como

 

associazioneperlasinistraÈ nata sabato 21 marzo con l’assemblea La primavera della sinistra, svolta alla Circoscrizione 6, l’Associazione per la sinistra di Como, un sodalizio che si propone di superare le barriere fra i vari raggruppamenti politici e di porre le basi per l’unità delle sinistre.

 

Un’assemblea di una cinquantina di persone, pochi i giovani, ha dato la vita alla nuova Associazione per la sinistra – Como. «Non potevamo più aspettare – ha detto la presidente onoraria Anna Sacerdoti – Il tempo è adesso. Speriamo che tutte le forze della sinistra riescano ad unirsi innanzitutto per difendere la Costituzione».

L’introduzione dei lavori e l’analisi della situazione economica e sociale attuale con le prospettive e le cause della nascita dell’associazione sono toccate a Giuseppe Calzati. In primo piano la crisi, della sinistra «per la prima volta non rappresentata in Parlamento», e quella economica. La neonata associazione si propone di essere un «luogo di confronto di analisi e proposta con la capacità di esprimersi in un linguaggio comprensibile alle classi popolari». Un associazione, non un partito, è stato rimarcato più volte, per trovare una via nuova al di là di vincolanti appartenenze e degli steccati che i vari partiti della sinistra hanno alzato fra di loro.

L’attenzione dei presenti si è concentrata poi sugli atti fondamentali della nascita dell’associazione con le relazioni, i dibattiti, e l’approvazione della Carta di intenti, spiegata da Nicoletta Pirrotta, e dello Statuto, illustrato da Marco Lorenzini. Eletto il Consiglio direttivo che eleggerà nella prima riunione il presidente, è stata acclamata presidente onoraria Anna Sacerdoti.

Un’assemblea all’insegna della tradizione della sinistra, con la presenza della bandiera rossa (priva di ogni altro simbolo o scritta), che ha però avuto elementi di novità, dal dibattito, meno scontato rispetto a quello delle riunioni di partito, al rinfresco finale con brindisi.

Il Consiglio comunale di Como di giovedì 19 marzo 2009

cernezzi2No all’election day! La maggioranza a Palazzo Cernezzi decide di non votare nello stesso giorno per le europee ed i referendum comunali. Csu: cambiare lo statuto per gestire i rifornimenti nella città murata.

Nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 19 marzo Francesco Pettinano, An, ha dato la propria disponibilità alle dimissioni dal Cda della fondazione La presentazione se ritenuto necessario dal sindaco dopo un chiarimento a seguito dei pareri del segretario generale, Nunzio Fabiano, e del suo vice, Oliviero Emoroso, in cui venivano vanzati dubbi di legittimità circa la designazione di membri del consiglio comunale a “ricoprire incarichi presso enti ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dei relativi comuni”». Sorpresa in aula «Noi non abbiamo visto nessun parere – ha detto Vincenzo Sapere, Socialisti – non facciamo parte del consiglio comunale?». L’ha rassicurato il presidente Pastore che ha dichiarato che già l’indomani sarebbero stati consegnati i materiali ai consiglieri di minoranza. Primo punto all’ordine del giorno la deroga al regolamento comunale per poter votare in unica tornata elettorale, il 6 ed il 7 giugno, per le elezioni europee ed i referendum cittadini per il mantenimento di una cittadella sanitaria nell’area ex Sant’Anna e l’apertura tutto l’anno di un centro per l’accoglienza dei senza tetto. Dopo la presentazione di Marcello Iantorno, Pd, che chiedeva «l’accorpamento per un sensibile risparmio dei costi ed il contenimento della spesa pubblica» ma non solo anche per una gestione migliore delle strutture scolastiche che non dovranno essere chiuse due volte per lo svolgimento delle operazioni elettorali. Precisamente la richiesta era quella di una «deroga in via eccezionale» agli articoli 6 e 12 del Regolamento comunale che impongono altre tempistiche. Dopo di lui nessuno è intervenuto e nessuno ha espresso la propria dichiarazione di voto, così la mozione lampo è stata votata, e bocciata, nel giro di un quarto d’ora con una netta contrapposizione tutta la maggioranza contraria e la minoranza a favore. Differenti le dichiarazioni a margine dei lavori. «I 300mila euro che verranno spesi per le votazioni avrebbero potuto andare ad incrementare il fondo per aiutare chi è in difficoltà per la crisi – ha affermato Donato supino , Prc, che ha poi attaccato il Pd – Se avessero aderito e aiutato nella raccolta firme non ci saremmo dovuti trovare in questa situazione e chiedere una deroga al regolamento». Infatti il sindaco ha dichiarato recisamente «il regolamento o si applica o si cambia». Combattivo Bruno Magatti, Paco, «Se credono che così facendo non si raggiungerà il quorum si sbagliano. Avremo più tempo per sensibilizzare i cittadini e finché saremo in fase referendaria nessun privato s’arrischierà a comprare l’area del Sant’Anna permettendo ai comaschi di esprimere il proprio parere». Iantorno ha sottolineato l’irresponsabilità della votazione e affermato che avrebbe depositato un’altra mozione d’urgenza sull’argomento per poter ottenere la deroga. Il secondo argomento della serata è stato il cambiamento statutario di Como servizi urbani (Csu) a cui aggiungere, fra i vari campi di attività, «autotrasportatore per conto terzi» come ha spiegato l’assessora Molinari. Ne è seguito un dibattito che ha visto schierarsi in maniera trasversale i consiglieri. Una discussione che,come ha detto Mario Lucini, si è concentrata «sull’oggetto occulto della serata al posto che del suo soggetto», valere a dire il progetto di intermediazione per il carico e scarico delle merci da affidare a Csu, con mezzi ecologici, in città murata e nella Convalle in generale. Un’idea proposta dall’assessore Caradonna che è il vero centro della questione anche perché, come affermato dal presidente Pastore, «noi voteremo ora questo cambiamento di statuto e poi l’iter passerà attraverso atti di Giunta e il progetto non lo vedremo più». Sostanzialmente l’idea della Giunta è di fermare i vettori che riforniscono i negozi del centro a Lazzago e da lì proseguire con mezzi ecologici verso il centro città. «Una proposta che interessa sia i commercianti che i trasportatori – ha detto Caradonna – il costo maggiore per i secondi è l’ultimo miglio, una volta usciti dall’autostrada, qui si fermerebbero appena fuori dalla stessa e dopo scaricato potrebbero subito ripartire senza affrontare il traffico del centro». Un progetto che dovrebbe togliere dalle strade cittadine 90-100 camion, seguendo l’esperienza padovana, ma che ha suscitato forti perplessità per la gestione e l’impatto reale. Anche perché come sottolineato da diversi consiglieri non verrebbero interessati l’umido ed i beveraggi, oltre che la grande distribuzione, lasciando quindi da gestire una quota residuale del traffico. Lapidario Alessandro Rapinese, Area 2010, «il Polo delle libertà a livello nazionale predica più privato, meno stato, mentre a livello locale promuove l’esatto contrario». [Michele Donegana, ecoinformazioni]

“La Testata” del Pd

pdNasce La Testata il nuovo mensile del Partito democratico comasco.

Un nuovo giornale fa capolino nel panorama editoriale comasco. Il Partito democratico si è attrezzato con un foglio mensile, inizialmente di 4 pagine, ma con più edizioni: La Testata. Periodico di informazione del PD provinciale di Como. Il giornale affiancherà ad un corpo fisso di tre pagine, dedicate una ai temi nazionali, una ai regionali ed una a quelli provinciali, una prima che cambierà a seconda dell’edizione locale o con alcuni speciali. Per il numero zero si può scegliere fra quella erbese, olgiatese, uno speciale su Bulgarograsso o il tesseramento. Le edizioni saranno per il momento quattro: erbese, comasca, olgiatese e canturina, ma se prenderà piede nulla vieta di aumentarle e aggiungere altre realtà. Il direttore responsabile sarà Maria Teresa Rangheri.

Una mensile a tutti gli effetti, con i colori e i simboli del partito di Franceschini, che non sarà però disponibile nelle edicole. Si potrà trovare in formato pdf sul sito internet del Pd e verrà spedito via e-mail agli iscritti, ad oggi poco più di un migliaio, simpatizzanti, interessati. I circoli potranno stamparlo autonomamente per diffonderlo sul territorio; anche per questo il formato sarà quello A4 per una maggiore comodità nella riproduzione fai da te.

«Un nuovo strumento giornalistico, un organo di informazioni con gli iscritti, i circoli, il territorio – ha detto Luca Corvi, segretario provinciale Pd – Un mezzo, data la periodicità, di riflessione sui temi della politica locale».

Un’opportunità per approfondire il dibattito per il consigliere regionale Luca Gaffuri ed un supporto per aiutare il radicamento delle strutture del partito, di supporto all’attività dei circoli, per la deputata Chiara Braga.

«Stiamo contattando dei fumettisti per disegnare il testone della rivista, ovviamente il doppio senso nel titolo è voluto – ha spiegato Carla Cazzaniga della segreteria provinciale Pd – per prendere a testate le cose che non piacciono».

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