Giusto Perretta, un uomo utile

DSCN0202.JPGNel pomeriggio di venerdì 27 aprile, nella Sala conferenze della Biblioteca comunale di Como, l’Istituto di storia contemporanea di Como “Pier Amato Perretta”, rappresentato da Elisabetta Lombi, Rosaria Marchesi, Giuseppe Calzati (presidente), Patrizia di Giuseppe, Valter Merazzi, Fabio Cani e Francesco Porro, ha organizzato un incontro in memoria di Giusto Perretta, fondatore dell’Istituto da lui dedicato al padre, a dieci anni dalla sua morte. Hanno introdotto l’incontro (a cui hanno assistito circa settanta persone)  i saluti di Mario Landriscina, sindaco di Como, in conclusione sono intervenuti anche Mario Tonghini (nome di battaglia: Stefano), già comandante in capo della Brigata “Perretta”, e Sergio Tozzi.  (altro…)

Video/ 28 e 29 aprile/ Dongo oggi antifascista, domani pure

Domenica 29 aprile dalle 8,45 presidio antifascista indetto dall’Anpi, con l’adesione di forze politiche e associazioni antifasciste, a Dongo in piazza Paracchini. L’iniziativa continua la Manifestazione antifascista fortemente voluta dall’Anpi che si è svolta a Dongo sabato 28 aprile dalle 10 in piazza Paracchini e dalle 14 alla “Casa del Vescovo” con il convegno Ricordare la Resistenza. Presto on line l’articolo sulla manifestazione di Alida Franchi. (altro…)

25, 28 e 29 aprile/ Dongo e la guerra di Liberazione

In occasione della Festa della Liberazione 2018 l’Anpi, con tutte le sue istanze del territorio comasco, si è impegnata per coinvolgere cittadinanza e istituzioni nell’impedire la presenza fascista nelle zone che 73 anni fa hanno visto la fine del fascismo. Manifestazioni il 25 e il 28, presidio antifascista il 29 aprile.

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Festa della Liberazione/ Campo solare rinasce

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Mercoledì 25 aprile a Campo solare si sono celebrate la Liberazione e la Costituzione, in un luogo che è oggi, grazie alle associazioni che se ne sono prese cura, un simbolo di libertà e Resistenza per Cantù e non solo.

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Progetti/ il Politeama sulle nuvole

Alla vigilia del 25 aprile, nella Sala Stemmi del Palazzo Municipale di Como (ora facente funzione anche di aula consiliare), viene convocata in tutta fretta una conferenza stampa sul futuro del Politeama, storico teatro cittadino da parecchi anni ormai dismesso e in via di degrado.

Presenti in sala, oltre al parterre dei giornalisti locali e degli addetti ai lavori, un nutrito gruppo di autorità: il sindaco, la presidente della Provincia, addirittura il prefetto; in mezzo a loro il presidente del Conservatorio di Como, Enzo Fiano.

Caspita! Ci si potrebbe aspettare una qualche succulenta novità, di quelle capaci di scuotere la città. E invece la notizia è di routine: detta in parole povere, si tratta semplicemente dell’accordo tra Comune di Como da una parte e Conservatorio da quell’altra per affidare a quest’ultimo lo studio di un progetto di fattibilità per il recupero del Politeama nell’arco di un anno (o qualche mese di più, non si sa perché, ma questa approssimazione temporale è ripetuta più volte).

C’è nell’annuncio un dato evidentemente positivo: un ente di formazione musicale manifesta l’interesse nei confronti di un edificio storico, sicuramente di pregio e altrettanto sicuramente problematico (non solo per le sue condizioni attuali ma anche per le sue connotazioni originarie). Ma ci sono anche molti elementi negativi, come l’assoluta mancanza di chiarezza sull’obiettivo del progetto, sui costi, sulle condizioni gestionali, sulla stessa adattabilità della struttura a un uso didattico. Più volte si ribadisce che il progetto si limiterà a ripristinare una possibile “agibilità” dell’edificio ma non si porrà il tema di un vero e proprio restauro. E quindi? a cosa potrà servire una scatola “vuota” così complicata?

Di fronte ai molti problemi sollevati (primo fra tutti la condizione attuale della società proprietaria dell’immobile, in liquidazione, e asimmetricamente divisa tra il Comune – all’81% – e un gruppo di eredi privati – al 19% -, tra cui si fatica a trovare un qualsiasi accordo), il sindaco e il presidente del Conservatorio si limitano a ribattere che non è vietato sognare.

Certo che no, ma sarebbe magari utile provare a delineare un progetto complessivo per l’offerta culturale della città, senza indulgere a eccessivi autocompiacimenti (del tipo “siamo tra i primissimi in Italia”) e provare ad approfondire la concreta realtà del Politeama e della sua storia, che anche da queste pagine è stata più volte affrontata (vedi per esempio la scheda di XXCO e le fotografie di Gin Angri).

Ma i sogni, si sa, sono per loro stessa natura campati per aria.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Officina Como si dichiara laboratorio aperto per rilanciare la città

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Un pubblico decisamente numeroso è intervenuto, nel pomeriggio del 20 aprile, alla presentazione del progetto Officina Como in via Piadeni 14. Il proposito dichiarato dell’iniziativa, presentata da Paolo De Santis [già assessore della Giunta Botta (quella delle paratie), già presidente della Camera di commercio, già animatore di tentativi politici e elettorali e sempre citato dai media ufficiali come possibile salvatore della città] e già condivisa da un elenco notevole di personalità molto note in città (tanti i politici, di diverse forze del centro e del centrosinistra, altrettante le personalità affermate della cultura a Como)  è quello di avviare uno spazio di confronto e progettazione condivisa per la Como del futuro, sulla base di una rosa di parole chiave, sul cui significato alcuni dei promotori e promotrici hanno presentato le proprie riflessioni. 

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