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31 marzo/ Arciwebtv/ Händel e la musica sull’acqua

Dalle 16/ Dagli archivi di ecoinformazioni: playlist completa di Händel e la musica sull’acqua con l’Orchestra da Camera Franz Terraneo, maestro concertatore Beppe Costa, il 30 agosto 2019 a Villa Olmo. L’orchestra – attiva negli anni Ottanta e Novanta – si è ricostituita nel 2018 per un concerto in ricordo di Maria Fonticoli Terraneo, moglie del musicista e didatta comasco d’adozione, e a sua volta didatta e giornalista. Leggi l’articolo di Gianpaolo Rosso su ecoinformazioni.com.

Gli altri programmi del 31 marzo.

Tutta la programmazione di Como Arci webtv.

20 giugno/ inizia Parolario 2019

Al via la kermesse ormai tradizionale che come ogni anno trasforma molti spazi comaschi in librerie con incontri, dibattiti e tanta letteratura. La sede principale sarà Villa Olmo, il tema è La Curiosità, incarnata nell’animale guida del gatto, che la usa per conoscere meglio la realtà e migliorare le sue capacità cognitive, proprio come noi esseri umani. L’inaugurazione si terrà presso la sede principale alle 17, con una serata ricca di incontri e spunti di riflessione.

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Svolta civica/ Villa Olmo: fare chiarezza sulla nuova gestione

35530605_10216154225867887_915816460641632256_nIl gruppo consiliare di Svolta civica per Como esprime preoccupazione per la mancanza di un progetto noto di gestione per il parco botanico di Villa Olmo, recentemente ristrutturato. Di seguito il comunicato stampa:

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7 ottobre / Dacia Maraini incontra gli studenti del Liceo Volta

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Sabato 7 ottobre alle 11, nella Grand’Aula del Liceo Volta di Como, Dacia Maraini, notissima scrittrice e giurata del Premio internazionale di letteratura Città di Como, incontrerà gli studenti che lo scorso anno scolastico hanno affiancato la giuria tecnica del premio, nell’ambito di un progetto nato da una sinergia tra il Liceo e il territorio.

Durante l’incontro, al quale parteciperanno anche gli studenti maturandi, la scrittrice dialogherà con loro su diversi temi a partire da argomenti sul mondo della scuola e dell’educazione.

Nel pomeriggio, Dacia Maraini interverrà alla cerimonia di premiazione della quarta edizione del Città di Como che si terrà alle 16 a Villa Olmo. Con lei anche il giornalista Ferruccio de Bortoli.

È stata questa un’edizione da record che ha contato 2.100 partecipanti (l’elenco con tutti i nomi è disponibile sul sito www.premiocittadicomo.it) tra i quali la prestigiosa giuria ha selezionato oltre cento finalisti, suddivisi tra le sezioni narrativa edita, narrativa inedita, poesia edita, poesia inedita, saggistica, multimediale, reportage e teen.

Il Premio internazionale di letteratura città di Como è organizzato con il contributo e il patrocinio del Comune di Como.

Con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Como, Comune di Erba, Camera di Commercio di Como, Università degli Studi dell’Insubria, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Como, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.

In collaborazione con La Provincia, Associazione Italiana di Cultura Classica, Amici di Como, Centro Studi Casnati, Ubik Como, Parolario, Espansione Tv, Hotel Metropole Suisse, Alberto Terminus Como, Concorsifotografici.com, Gli amanti dei libri, Tessabit, Associazione italiana per l’Aforisma, Palace Hotel, Sheraton Lake Como Hotel, Hotel Barchetta Excelsior, Best VistoinTv.

Sponsor tecnici: Comolake.com, Partners, Como Città Medioevale, B&B on Lake Como.

 

 

Per informazioni

info@premiocittadicomo.it

http://www.premiocittadicomo.it

Facebook: facebook.com/premiocittadicomo

Twitter @PremioCittàComo

 

16 giugno/ Parolario/ Diamo i numeri!

La seconda giornata di Parolario offre una lunga serie di iniziative per tutte le età dislocate tra le ville del lungolago che collega Como a Cernobbio. Nel primo pomeriggio saranno proposti due laboratori a Villa Olmo: Arm Knitting per gli adulti alle 15,30 e Festa dei bambini con origami alle 16, per bambini e bambine dai 7 ai 12 anni. Alle 17 avrà luogo l’intervento Le nuove tecnologie: etica, società e potere a cura di Paolo Bellini. A seguire La sinfonia dell’infinitamente piccolo, con cui Michela Prest ci invita a concepire la fisica da un punto di vista completamente nuovo grazie alla collaborazione di Teatro Sociale di Como AsLiCo. Sempre alle 17, a Villa Sucota si parlerà di valorizzazione dei beni culturali nello sviluppo economico attraverso un dialogo tra Cludia Taibez della Fondazione Antonio Ratti, la direttrice del museo di Palazzo Reale a Genova Serena Bertolucci e il direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori. Alle 18 poi, all’Ordine degli Architetti di Como in via Sinigaglia sarà presente Alberto Ferlenga con l’intervento Città e memoria: come strumenti del progetto. Di nuovo a Villa Olmo sarà messo in scena alle 18,15 uno spettacolo dal titolo Si calvi chi può. Commedia d’amore surreale in atto unico, proposto da Andrea Vitali e dagli ospiti della comunità riabilitativa di Piario in val Seriana. Presso lo spazio The Art Company di via Borgovico 163  sarà inaugurata alle 18,30 la mostra di Claudio Villa Sciur capitan, dedicata al cantautore comasco Davide Van De Sfroos. Alle 18,30 sarà anche inaugurato un ciclo di incontri a Villa Bernasconi a Cernobbio da Nicoletta Sipos, che presenterà il suo nuovo libro La promessa del tramonto. Un altro libro sarà presentato dalla sua autrice alle 19,30 a Villa Olmo: Buone ragioni per restare in vita di Anna Savini, che narra delle vicende di un malato di cancro. Il fisico  Guido Tonelli, tra gli scopritori del bosone di Higgs, sarà invece presente a Villa Olmo alle 20,30 per presentare il suo volume Cercare mondi. Per concludere la ricca giornata sarà proiettato il film Spider del regista canadese David Cronenberg, con Ralph Fiennes e Miranda Richardson. [T.G., ecoinformazioni]

16 giugno/ L’alchimia delle sette note a Villa Olmo

Venerdì 16 giugno alle 17  a Villa Olmo avrà luogo il secondo incontro del ciclo  L’alchimia delle sette note, organizzato dal Teatro Sociale di Como e dal Centro speciale di scienze e simbolica dei beni culturali e inserito nel contesto dell’iniziativa Aspettando Ettore Majorana.  (altro…)

Si amplia il chilometro (della conoscenza)

A partire da domenica 10 aprile il chilometro della conoscenza sarà, se non più lungo, più ampio: il sistema di parchi delle ville Olmo, Grumello e Sucota è ormai quasi completamente restaurato e quindi fruibile dal pubblico.

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In un’affollata conferenza stampa, seguita dall’escursione lungo i percorsi del parco di Villa Sucota, l’ultimo in ordine di tempo ad essere stato pienamente valorizzato, i responsabili dell’operazione hanno tenuto a sottolineare l’importanza di questo ulteriore arricchimento del patrimonio storico, artistico, naturalistico e turistico della città. Annie Ratti, presidente della Fondazione Antonio Ratti, e Paolo De Santis, presidente dell’Associazione Villa del Grumello, hanno ricordato le diverse tappe del chilometro, dalla prima messa a punto dell’idea nel 2005, e come queste si intersechino naturalmente con l’attività della Fondazione. In sostanza, l’obiettivo del chilometro è quello non solo di valorizzare la conoscenza del passato, ma anche e soprattutto di produrne di nuova, attuale e attiva.

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Annie Ratti e Paolo De Santis durante la conferenza stampa

 

 

 

 

 

A mostrare la ricchezza dei nuovi spazi fruibili, ci hanno pensato Emilio Trabella, noto conoscitore di ogni più minuto aspetto botanico e florovivaistico del Comasco, e Bartolomeo Pietromarchi, curatore di arte contemporanea. Così, tra una serra e un’opera di Richard Nonas, tra un albero di Sophora japonica e un padiglione di giardino, tra un belvedere e un’installazione sonora di Liliana Moro, il tutto – ovviamente – sullo strabiliante sfondo del primo bacino del Lario e della città di Como, si capisce l’entusiasmo dei promotori e le non comuni possibilità che tale complesso di parchi, ville, serre e varie altre amenità offre al pubblico.

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Emilio Trabella e Bartolomeo Pietromarchi all’inizio della visita guidata

 

 

 

 

 

Assai ricco il programma di attività e iniziative in occasione della giornata di inaugurazione domenica 10 aprile 2016, dalle 10 alle 18.

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Un momento della visita

 

 

 

 

 

 

Tre visite guidate botaniche esploreranno entrambi i parchi di Villa del Grumello e di Villa Sucota: alle 10 la visita sarà guidata da Emilio Trabella, paesaggista botanico della Società Ortofloricola Comense, mentre alle 15 e alle 16.30 la visita sarà a cura degli alunni della Scuola Agroambientale San Vincenzo di Albese. Il ritrovo è presso il ponticello pedonale all’ingresso del parco di Villa del Grumello, lungo il Chilometro della Conoscenza.

La Serra della Villa del Grumello sarà dedicata all’alimentazione bio e di filiera corta e al tema della sostenibilità ambientale, con attività organizzate in collaborazione con la Rete comasca Corto Circuito. Sempre nella Serra si terrà un’esposizione di sculture vegetali.

Nella Villa del Grumello, l’Associazione Battito d’Ali proporrà dei laboratori aperti di educazione ambientale per bambini e bambine della scuola dell’infanzia e per ragazze e ragazzi a partire dalla scuola primaria.

Nel parco e nel parterre della Villa del Grumello si susseguiranno piccole performance artistiche di danza e musica, a cura di eXcomo ballet, del gruppo musicale Der Gasn Nigun, di Daniel Collet alle percussioni e voce, dei chitarristi Flavio Minardo e Maurizio Aliffi, che alle ore 15.30 nel parterre della Villa presenteranno brani tratti prevalentemente dal repertorio di Django Reinhardt.

A Villa Sucota (Fondazione Antonio Ratti), sarà visitabile per tutto il giorno al piano terra della villa la mostra “Textilities…Once Removed”, a cura di Gregorio Magnani in dialogo con Rike Frank. La limonaia ospiterà il laboratorio creativo per bambini “Crea la tua T-shirt” e la lezione aperta “Le erbe aromatiche”.

Per tutta la giornata sarà inoltre possibile vedere le opere d’arte installate nel parco: “Yona Friedman Museum” sul piazzale della Villa, Gerry Bibby e Jimmie Durham nell’area della limonaia, Richard Nonas lungo la passeggiata verso il belvedere, Liliana Moro al Belvedere.

I Parchi della Villa de Grumello e della Villa Sucota, legati dal progetto del KM_C, saranno poi accessibili al pubblico ogni domenica dal 27 marzo al 2 novembre e per tutto il mese di agosto dalle ore 10 alle ore 18, salvo diverse indicazioni.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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L’albero di Sophora japonica

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L’opera Bones di Richard Nonas

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Il belvedere

Assegnato l’appalto per Villa Olmo

Vista da sud senza legendaI lavori per il parco storico e l’orto botanico partiranno in primavera.

 

«Il Comune di Como ha assegnato in via definitiva l’appalto di 2 milioni e 470 mila euro al gruppo di imprese che ha ottenuto il punteggio più alto nel bando indetto per la riqualificazione del parco di Villa Olmo: Tecnica Verde (divisione di San Benedetto Group) di Peschiera del Garda, Cartocci Strade e Larioelettra). I lavori rientrano nel maxi progetto Tra ville e giardini del lago di Como: Navigare nella conoscenza cofinanziato da Fondazione Cariplo, Comune di Como, Provincia di Como e Camera di Commercio di Como. Si è trattato di un appalto integrato poiché l’amministrazione comunale ha messo a gara non solo la progettazione ma anche la realizzazione dell’intervento. I lavori dureranno un anno a partire dalla prossima primavera – spiega una nota –. Il progetto vincitore prevede la riqualificazione e il restauro delle aree di parco esistenti oltre all’organizzazione di nuove aree ovvero: il “parterre” (il giardino geometrico antistante la villa, affacciato sul lago), il retrostante parco storico “all’inglese”, l’area delle serre e del laghetto che, prima della realizzazione della strada Regina che tagliò in due la proprietà, oggi collegata dal ponte del Chilometro della conoscenza, erano in continuità col parco stesso».

«Il progetto ha lo scopo ultimo di recuperare gli elementi costitutivi originari del parco aggiungendo però nuove forme e funzioniPanoramica dall'alto davanti alla villa -DOPO a integrazione e valorizzazione di quelle esistenti, sulla base delle esigenze di fruibilità attuali – si spiega –. I professionisti incaricati dalle imprese vincitrici sono l’architetto Angelo Dal Sasso per i contenuti dell’architettura del paesaggio, l’agronomo Giuseppe Logiudice per i contenuti agronomici e botanici, l’ingegner Paolo Butti per gli impianti idraulici e meccanici e l’ingegner Paolo Grisoni per l’impiantistica elettrica. Il progetto è stato assegnato in via definitiva e nel corso delle prossime settimane seguiranno tutti gli adempimenti amministrativi tra cui l’esame della CommissiOrti panoramica -DOPOone paesaggio, la valutazione della soprintendenza e la validazione del progetto e l’approvazione da parte della giunta. La definizione di questi aspetti è prevista entro fine mese».

«Il cantiere del nuovo parco sarà realizzato a porzioni che a rotazione verranno aperte al pubblico – viene precisato –. Verrà comunque garantita la percorrenza principale tra le varie parti del parco, permettendone la fruizione a chi pratica la corsa o a chi usa il parco per gli spostamenti tra un’area e l’altra della città».

Un nuovo sito Internet www.villaolmocomo.it permetterà di vedere l’avanzamento dei lavoratori: «Una volta che il cantiere sarà chiuso e tutti i lavori terminati, il sito si trasformerà nel sito ufficiale di Villa Olmo e del progetto complessivo».

 

«I lavori previsti includono:

  1. Il parterre a lago di Villa Olmo

Il progetto prevede la ricomposizione spaziale del parterre della villa con alcune modifiche finalizzate a una maggiore fruibilità per il pubblico oltre che a un recupero del rapporto più diretto con l’acqua. Sarà infatti ricostituito il prato calpestatile circostante la darsena, ombreggiato dai due olmi esistenti che inquadrano dal lago la fParterre verso il parco -DOPOacciata della villa. La fontana neo-barocca di Olofredi sarà per contro liberata dall’aiuola circondata da bosso che attualmente ne penalizza la fruizione, aumentando lo spazio calpestabile davanti alla villa. Oggi, da un punto di vista funzionale, il parterre, pur se visitatissimo, è di scarsa fruibilità conseguente alla eccessiva estensione delle parti in ghiaia. Nel progetto definitivo verranno per questo inseriti più spazi di prato calpestabile. Il parterre è situato su un terreno pianeggiante e presenta un impianto geometrico di aiuole disposte simmetricamente rispetto alla facciata della villa. Il tutto è caratterizzato dalle forme regolari del giardino formale all’italiana che verranno mantenute. I due grandi Olmi (Ulmus glabra), che incorniciano la villa sono in buono stato di salute, per i quali è da predisporre una leggera potatura di riforma, allo scopo di restituire un corretto equilibrio alle chiome. I grandi cespugli di Tasso comune (Taxus baccata L.), potati in forme regolari, verranno mantenuti e integrati.

  1. Parco storico di Villa Olmo

Il progetto prevede il rinnovo dell’intero parco storico che siOrto botanico -DOPO estende nella parte retrostante la Villa (parco all’inglese), sul lato settentrionale della Villa fino alla strada per Cernobbio (parco romantico prima parte) e oltre il ponte del Chilometro della conoscenza (parco romantico seconda parte, serre e laghetto). Il progetto permetterà di ricostituire l’architettura vegetale, i disegni dei percorsi e delle superfici verdi, sulla base della documentazione archivistica disponibile, evidenziando le caratteristiche dei parchi all’inglese e romantici lariani. In tal senso si prevede la riqualificazione paesaggistica della Roggia Valeria, della collinetta della grotta, del dosso del tempietto: un nuovo padiglione belvedere e l’apertura di viste privilegiate sul lago e sui monti. La morfologia del parco risulterà nel complesso percettivamente fluida e continua nelle sue parti, alternando spazi ombrosi e racchiusi a radure aperte e soleggiate. L’imitazione della natura e le forme sinuose del giardino “all’inglese” caratterizzeranno gli interventi di conservazione e le nuove piantumazioni. Opportuni interventi di protezionGazebo interno -DOPOe dell’apparato radicale verranno adottati per la conservazione del monumentale Cedro del Libano che campeggia oggi sul tappeto erboso con una dimensione di oltre 20 metri di altezza e una larghezza della chioma di oltre 30 metri.

  1. Orto botanico

Il progetto prevede la realizzazione di un orto botanico all’interno del parco di Villa Olmo, con collezioni di specie caratteristiche dei giardini storici e delle coltivazioni del lago di Como. Tale intervento consente di rinnovare la porzione nord del parco in corrispondenza del ponte del Chilometro della conoscenza e delle serre, trasformandolo in un elemento qualificante dal punto di vista ambientale e vegetale, luogo di attrazione grazie alla grande varietà delle fioriture, stagionalmente diversificate a garanzia di un costante rinnovo del giardino. L’Orto Botanico fornirà una chiave interpretativa del paesaggio delle ville lariane e verrà realizzato in sinergia con il Centro di documentazione sulle ville e i giardini del lago di Como dedicato ai giardini storici del Lario e alle coltivazioni tipiche del territorio del lago, collocato nel Casino Nord di Villa Olmo. Il valore scientifico della collezione botanica di Villa Olmo non risiede nella rarità delle singole specie in termini assoluti, ma nella combinazione e nel significato della raccolta nonché nella qualità degli esemplari forniti e messi a dimora. Tra gli obiettivi delle raccolte botaniche è stata individuata anche la conservazione di specie locali, finalizzataRododendri - DOPO alla biodiversità e alla prevenzione dall’estinzione. Le raccolte botaniche sono state suddivise in cinque settori tematici, caratterizzati da contenuti tematici chiari e fortemente connessi con la storia di Villa Olmo e con il sistema delle ville e dei parchi lariani, con una forte valenza didattica per le categorie di utenza legate alle scuole e alla ricerca: 1. “Gli elementi del parco paesaggistico romantico” (arbusti ed erbacee tipici dei parchi lariani) 2. “Dalla natura al parco” (rododendri delle montagne lariane e da collezione, tra ‘700 e ‘800) 3. “Dalla agricoltura al parco” (vegetazione agricola che diventa elemento decorativo nei giardini (sono previste raccolte di fichi antichi, di ciliegi, di olivi storici tipici del territorio lariano oltre ad altre piante da frutto di particolare qualità estetiche e botaniche) 4. “La componente produttiva del parco” (verdure e primizie protette, fiori da taglio) 5. “Le piante acquatiche nel parco” (igrofite, idrofite ed elofite). L’apparato informativo, componente fondamentale dell’orto botanico, dovrà permettere al visitatore di comprenderne i contenuti e i significati, sia in termini storico-culturali-architettonici generali, sia in termini botanico-scientifici in relazione alle collezioni esposte.
La cartellinatura delle piante è il metodo tradizionale utilizzato per questo scopo, ma saranno necessari anche pannelli informativo-didattici, appositi stampati forniti all’ingresso o scaricati dal sito internet del parco, la numerazione di riferimento per audioguide. I cartellini e l’audioguida potranno ePiazza orto botanico -DOPOssere integrati da QR code. L’orto botanico, in linea con i criteri di gestione largamente utilizzati nelle maggiori istituzioni scientifiche nazionali ed estere, sarà una realtà in costante divenire. Le piante fornite e messe a dimora nell’ambito dell’anno di cantiere previsto dall’amministrazione non possono che essere il nucleo di partenza di una raccolta che potrà svilupparsi nell’arco di decenni.

  1. Serre, lettorini e vasche

La strada Regina che costituisce una frattura dell’unità originaria del parco, è solo parzialmente compensata a livello funzionale dal nuovo ponte del Chilometro della conoscenza. Con la riqualificazione dell’area delle serre e dei lettorini si recupererà una continuità perduta e si restituirà un significato funzionale e paesaggistico a questo settore di parco abbandonato o sottoutilizzato da tanti decenni. Serre: Le serre risalgono all’intervento di ristrutturazione generale di Villa Olmo e delle sue pertinenze eseguito su progetto deSerre -DOPOll’architetto Emilio Alemagna a partire dal 1883 dopo l’acquisto della proprietà della Villa da parte dei Visconti di Modrone. L’elegante struttura in ferro e vetro rappresenta uno degli esempi più significativi di serre storiche del territorio lariano. Il progetto paesaggistico prevede la riqualificazione dell’area circostante e il recupero e la valorizzazione della funzione originaria quale parte produttiva del parco. Nei lettori verranno coltivati ortaggi e primizie. Vasche: Il rettangolo sopraelevato dell’ex-depuratore, realizzato negli anni ’70, è una intrusione che altera l’assetto funzionale ed espressivo dell’area: le due vasche saranno quindi riutilizzate come bacini idrici per l’irrigazione, in rete con il laghetto ubicato ancora più a monte; saranno in parte coperte, al fine di rendere fruibili gli spazi soprastanti per la didattica e la ricreazione. In esse è prevista una raccolta di piante acquatiche a completamento della collezione di vegetazione tipica dei parchi lariani». [md, ecoinformazioni]

1 ottobre/ Più non sai dove il lago finisca. I poeti di Europa in versi e il lago di Como

011015 poesiaPresentazione dell’antologia poetica con i poeti Fabrizio Bernini, Pietro Berra, Donatella Bisutti, Rosa Maria Corti, Gilberto Isella, Tomaso Kemeny, Lorenzo Morandotti, Giorgio Prestinoni, Carla Saracino, Andrea Tavernati, Wolfango Testoni e la fotografa Daniela Ray, proiezione del video dell’antologia, curato da Daniela Ray e Dan Mulford, intermezzi musicali a cura dell’associazione Petite Société, giovedì 1 ottobre alle 18.30 a Villa Olmo, in via Cantoni 1 a Como, nell’ambito di Com’è viva la città. Art & the City 1913-2014. Per informazioni e-mail lacasadellapoesiadicomo@gmail.com, Internet www.lacasadellapoesiadicomo.it.

Com’è viva la città/ la mostra a Como

La terza mostra della trilogia “sulla città”, voluta dall’amministrazione comunale di Como a Villa Olmo, è pronta e da domani 18 luglio fino al prossimo 29 novembre sarà a disposizione del pubblico.

MostraComèvivalacittà-00 Giacinto di Pietrantonio (curatore della mostra), Silvia Magni (vicesindaca di Como), Luigi Cavadini (assessore alla cultura del Comune di Como), alla conferenza stampa di presentazione della mostra

 

 

 

 

 

L’anteprima dedicata alla stampa ci ha permesso di vederla e di trarne qualche riflessione.

Cominciamo dal titolo, estrapolato da “una nota canzone di Giorgio Gaber del 1969” – come recitano le note di accompagnamento dell’esposizione. Se non la ricordate con precisione, consiglio di riascoltarla qui, in una registrazione televisiva da Canzonissima del 1969-1970, per apprezzarne l’autentica intonazione. In effetti, la canzone – al di là della banale citazione di un pezzo del suo testo – ha una caratterizzazione caustica, ancora più che ironica, che dev’essere sfuggita al curatore e agli organizzatori. Com’è viva la città sta a significare, nella fattispecie, il dubbio che sia vero l’esatto contrario…

Causticità e ironia difettano totalmente all’esposizione, che è celebrativa dei fasti della città. Nonostante le dichiarazioni di principio secondo cui “oggi la città non è più la ‘terra promessa’ dei futuristi, o di altre avanguardie, ma un organismo complesso e multiforme, non più una città con un centro, ma con più centri, che ha subìto una profonda trasformazione dovuta al fatto che siamo immersi nella società dello spettacolo, Debord, della comunicazione, McLuhan, liquida, Bauman, dei non luoghi, Augé, dell’industria culturale, Morin, dei conflitti, Morelli”, la visione della città proposta è piuttosto tradizionale. E, nonostante la dichiarazione di aver “scelto opere che sono rappresentazione della loro rappresentanza, il ritratto del loro esserci ed essere immagine di città come cittadinanza”, l’immagine delle persone che l’abitano risulta piuttosto edulcorata.

La suddivisione in sezioni tematiche (trasporti, tempo libero, sport, strada, distruzione, manifestazioni, commercio e mercati, emblemi, interni) è assai schematica e certo poco attinente alla “liquidità” del fenomeno urbano. Del resto i brevi testi introduttivi alle diverse sezioni non rendono giustizia all’altisonante elenco di autori proposto in apertura, riducendosi a volte a semplificate “unità didattiche” di sapore un po’ troppo scolastico.

Ciò non significa che alla mostra manchino motivi di interesse e – soprattutto – opere degne di essere viste e meditate. Scegliendo in base alla sensibilità personale, segnalerei un fantastico Roy Lichtenstein, i tre quadri specchianti di Michelangelo Pistoletto, le fotografie di Daido Moriyama, il dipinto di Giorgio de Chirico Calco dell’antico con guanto di gomma (per quanto un po’ decontestualizzato, così com’è collocato nella sezione “interni”, ma perlomeno vicino all’altrettanto notevole opera del fratello Alberto Savinio Annunciazione) e, per finire, l’inevitabile Comizio di Giulio Turcato.

Nella scelta di aprire l’orizzonte sull’arte internazionale, la valorizzazione del patrimonio comasco  ne ha inevitabilmente sofferto. Le citazioni comasche sono ridotte a tre: i Riflessi in vetrina di Baldassare Longoni del 1929, il grande dipinto di Mario Radice con La partita di pallone del 1933, e una bella fotografia di Bruno Campagna (Nabil), Tracce di Razionalismo # 15, dedicata al mercato coperto di via Sirtori (ma bisognerebbe anche ricordare che quell’edificio, lungi dal portare tracce razionaliste, venne fortemente osteggiato dagli architetti moderni comaschi e da Terragni in primis). Forse, sul tema della città e del suo uso da parte dei cittadini, una qualche opera di Ico Parisi poteva essere utilmente inserita (anche lasciando da parte le assonanze di alcuni disegni di Apocalisse gentile con il dittico esposto di Maja Bajevic sull’11 settembre).

Pur con qualche dubbio, delle tre mostre dedicate alla città, quest’ultima, curata da Giacinto di Pietrantonio, risulta la più stimolante e forse anche la più popolare. Comunque degna di essere visitata e discussa.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

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La sezione della mostra dedicata alle “manifestazioni”.

 

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L’assessore Luigi Cavadini con una giornalista davanti all’opera di Alfredo Jaar Milan, 1946.

 

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Michelangelo Pistoletto, Prost. n. 4, con una visitatrice dell’anteprima.

 

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Michelangelo Pistoletto, Manifestazione.

 

 

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