Tessile/ 1: in mostra la tintura naturale

Il Museo della Seta di Como, insieme a casa Clementina e Augusto Panini dedica una mostra a una fase della produzione tessile, quella della tintura, e lo fa affrontando i “fondamentali”, ovvero i principi che per migliaia di anni hanno retto i procedimenti di colorazione dei tessuti con agenti “naturali”, prima dell’avvento dei coloranti di sintesi, protagonisti dell’ultimo secolo, poco più, poco meno.

La mostra, più ancora che “didattica” – come è stata definita durante l’inaugurazione – è “evocativa”, poiché sollecita a recuperare, partendo dalle informazioni e dagli oggetti in esposizione, le storie e le pratiche (e anche le curiosità) di queste tecniche antiche.

L’allestimento è introdotto dalle iconografie antiche delle tecniche e dei materiali della tintoria (le tavole dell’Encyclopedie di Diderot e D’Alembert sono un vero e proprio “manuale” della tintoria, così come gli erbari contengono un “catalogo” di tutto quanto si poteva utilizzare a quesi scopi), e si sviluppa poi in una serie di ambienti in cui i diversi agenti coloranti naturali sono “testati” su differenti fibre – altrettanto naturali, si intende – per renderne evidente l’effetto; i risultati parlano da soli, ed è facile comprendere come la tintura con metodi naturali sia una questione di sensibilità e competenza, dove gli “standard” non hanno alcun senso.

L’evidenza visiva, quindi, ha anche riflessi storici, poiché – anche per questo settore, che ha fatto la storia manifatturiera e industriale di Como e del suo distretto – è importante rendersi conto che quello che oggi si dà per scontato era realizzato ieri con logiche e risultati del tutto diversi (a questo proposito si possono ricordare anche gli straordinari volumi dedicati negli ultimi anni dal grande storico francese Michel Pastoureau sui colori).

L’esposizione al Museo della Seta si propone così di sollecitare una riconsiderazione a tutto campo, attraverso un percorso che affianca materiali godibilissimi a informazioni precise. Secondo questi intenti, il piccolissimo “catalogo” è più un promemoria che un contenitore di approfondimenti, mentre nei prissimi mesi (l’eposizione dura fino al 28 febbraio 2018) si svolgeranno laboratori didattici e verranno ospitati conferenze, workshop, presentazione di libri e attività culturali varie.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Naturalis tinctoria
a cura di Museo della Seta, Casa Clementina e Augusto Panini

5 ottobre 2017 – 28 febbraio 2018

Como, Museo della Seta, via Castelnuovo 9

Orari: martedì-venerdì 10-18, sabato 10-13

Ingresso: con il biglietto del museo

Info:  tel. 031 303180, www.museosetacomo.com

7 ottobre / “Paesaggi dipinti”. Inaugurazione mostra di Massimo Gabaglio

21688427_1927124350887658_5263393501839720296_o

Prevista per sabato 7 ottobre alle 19 allo Spazio Parini a Como (via Parini 6) l’inaugurazione della mostra Paesaggi dipinti, realizzata dal fotografo Massimo Gabaglio. Sarà presente per l’occasione don Giusto Della Valle, a cui il ricavato della mostra sarà interamente devoluto.

(dalla pagina Facebook dell’evento):
Massimo Gabaglio, fotografo per passione e tradizione familiare (il padre Sandro, detto Sandrino, fu pittore e raffinato fotografo a sua volta) espone al pubblico una scelta delle sue realizzazioni fotografiche. Paesaggi dipinti non è soltanto un titolo ma anche il modo più sintetico ed immediato per definire uno stile fotografico, un percorso di immagini che restituisce un racconto interiore. Le immagini proposte sono frutto di un intimo dialogo tra obiettivo fotografico e forme della natura, da cui l’autore attinge
atmosfere poetiche che appaiono dipinte. Accordi cromatici, geometrie essenziali e contrasti di luce: il paesaggio perde la sua naturale identità per diventare immagine grafica, un non luogo in cui ciascun osservatore può ritrovare se stesso. Un effetto seduttivo che appare il frutto più dello sguardo pittorico, che di un pur sapiente uso di capacità tecnica.

La mostra fa parte della rassegna Territori Migranti ideata dall’Associazione culturale territori, di Como, che propone alla cittadinanza, sin dal 2010, appuntamenti volti a favorire occasioni di conoscenza e scambio fra la città, il territorio circostante e le persone migranti appartenenti alla comunità lariana.
L’Associazione culturale territori intende con questa rassegna offrire il suo contributo all’integrazione, alla socialità ed al buon vivere collettivo.

La mostra fotografica Paesaggi dipinti è allestita e curata dagli organizzatori insieme ad alcuni ospiti stranieri di comunità di accoglienza del comasco che hanno scelto di contribuire a questo progetto. Sarà possibile acquistare le fotografie esposte e il ricavato sarà totalmente devoluto a don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio, per sostenerlo nell’impegno di accoglienza dei migranti che transitano e vengono ospitati in parrocchia.
Le foto in vendita possono essere richieste in formati differenti da quelli esposti.

Ingresso libero.
Orari della mostra: da lunedì a venerdì 16-20, sabato e domenica 10-12.30 e 15-19.

 

7 ottobre/ XXCO a Cantù

Sabato 7 ottobre, alle ore 16, nell’ambito della Fiera del Libro di Cantù, in contemporanea alla Festa del Legno, vengono presentati i due volumi di XXCO, l’opera dedicata all’architettura nel Novecento in provincia di Como e pubblicata quotidianamente durante il 2016 con 366 schede pubblicate online su https://xxcoecoinformazioni.wordpress.com.

L’incontro, a cui partecipa oltre all’autore Fabio Cani, anche il docente di storia dell’arte Francesco Pavesi, si tiene nel salone di Villa Calvi, a Cantù, in via Roma.

Dal 6 ottobre / “Ammore e malavita”

21993132_1475879085831617_326064057487668386_o

Da venerdì 6 ottobre a domenica 15 ottobre sarà in proiezione allo Spazio Gloria / circolo Arci Xanadù Ammore e  malavita dei Manetti Bros, uno dei film più applauditi alla Mostra del cinema di Venezia 2017. Consulta il sito dello spazio Gloria per il calendario delle proiezioni.

I due fratelli del cinema italiano uniscono commedia e azione, cliché estremi e guizzi d’ingegno in un film che conquista. Dopo Song’e Napule, un nuovo kolossal delle risate in cui il malaffare si sposa con la musica neomelodica. Con molte sorprese…

Due mondi distanti si incontrano nella pellicola partenopea di Marco e Antonio Manetti, Ammore e malavita. Ciro (Giampaolo Morelli) è un temuto killer di Napoli, una delle due “tigri” – accanto a Rosario (Raiz) – al servizio di don Vincenzo (Carlo Buccirosso) detto “o’ re do pesce”, e dell’astuta moglie donna Maria (Claudia Gerini).
La giovane infermiera Fatima (Serena Rossi) è una ragazza onesta e sognatrice, finita per sbaglio in una situazione pericolosa. Ciro riceve l’incarico di sbarazzarsi di quella testimone indesiderata che “ha visto troppo”, ma le cose non vanno come previsto. I due si trovano faccia a faccia, si riconoscono e riscoprono l’uno nell’altra, l’amore mai dimenticato della loro adolescenza. Per Ciro c’è una sola soluzione: tradire don Vincenzo e donna Maria e uccidere chi li vuole uccidere. Inizia così una lotta senza quartiere sullo sfondo degli splendidi scenari dei vicoli di Napoli e il mare del golfo. Tra musica e azione, amore e pallottole.

Ingresso riservato ai soci Arci 7€ intero, 5€ ridotto (under 18, over 65, studenti)
Il mercoledì 5€.
Solo venerdì 13 ottobre alle 15:30 6€ intero, 4€ ridotto over 60, 5€ ridotto under 18 e studenti.

 

12 ottobre/ Lo scienziato ambientale nel terzo millennio



Chi è e cosa fa uno scienziato ambientale? Rappresentanti del mondo accademico e del lavoro ne dibatteranno giovedì 12 ottobre 2017, nell’aula magna del chiostro di Sant’Abbondio a Como (via S. Abbondio 12), dalle 9 alle 16,30, al convegno  Lo scienziato ambientale nel terzo millennio: esperienze a confronto. Incontri e sinergie tra il mondo produttivo, dei servizi e dell’innovazione con la ricerca e la formazione nel settore ambientale.

Interverrà Costanza Rovida, Reach Mastery (Project Manager)

Lo scienziato ambientale moderno è un professionista con una forte propensione alla risoluzione dei problemi complessi e al lavoro multidisciplinare basato su competenze ecologiche, naturalistiche, chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche, geologiche. Compie procedure di valutazione di impatto ambientale e del rischio chimico, di gestione e valorizzazione della biodiversità, oltre che di valutazione della pericolosità geologica cui è esposto un sempre più  fragile territorio.

Il convegno, organizzato dai corsi di laurea triennale in Scienze dell’ambiente e della natura, e di laurea magistrale in scienze ambientali dell‘Università degli studi dell’Insubria di Varese e Como, a cui prenderanno parte dei rappresentanti del mondo imprenditoriale locale (Chemservice, Comodepur, Team Mastery, Tecnologie d’Impresa, GRAIA, La Filippa, Shelter e OsGEO), si pone l’obiettivo di istituire un tavolo di confronto e di scambio, volto a creare un canale di comunicazione tra i giovani e la realtà produttiva, che tenga conto e delle aspettative e dell’evolversi del mercato del lavoro e delle esigenze che esso pone.

L’incontro, quindi, si configura come un reale momento di confronto e scambio utile per chiarire le prospettive di impiego professionale per i giovani in formazione presso i corsi a indirizzo ambientale, corsi caratterizzati da una formazione, di tipo problem solving, che rende lo scienziato idoneo alla gestione dei rischi ambientali.

L’iniziativa si propone infine di rafforzare la collaborazione tra l’Università degli studi dell’Insubria con le realtà produttive, e con gli Istituti e le Associazioni sia nazionali (Ispra – Istituto superiore per protezione e la ricerca ambientale, Aidii – Associazione italiana degli igienisti industriali, Sci– Società chimica italiana, Aisa – Associazione italiana scienze ambientali), sia internazionali  (Setac Italian Branch – Society of Environmental Toxicology and Chemistry) patrocinanti l’evento, al fine di proseguire nell’opera di costante adeguamento dell’offerta didattica, in particolare in campo ambientale, per offrire agli studenti l’opportunità di poter usufruire di percorsi formativi sempre all’avanguardia e rispondenti alle esigenze del mondo produttivo, delle imprese e dei servizi.

L’ingresso è gratuito al pubblico.

Per informazioni rivolgersi ai membri del comitato organizzativo dell’evento:

Dr. Franz Livio franz.livio@uninsubria.it

Prof.ssa Ester Papa ester.papa@uninsubria.it

Dr. Andrea Cattaneo cattaneo.andrea@uninsubria.it

Prof.ssa Nicoletta Cannone nicoletta.cannone@uninsubria.it

Sig. Graziano Rilievo grilievo@studenti.uninsubria.it

 

 

 

 

Libera Como/ A proposito dei fatti della scorsa settimana a Cantù

Featured Image -- 64631

Si trasmette in forma integrale il comunicato emanato dal coordinamento Libera di Como:

La zona nera che è quella della criminalità organizzata, quella dove si fanno affari sporchi e dove si delinque. La zona bianca è quella dei buoni esempi. Quella di chi denuncia le malefatte altrui. Quella di chi non fa affari con la mafia e delle persone corrette che lottano tutti i giorni per un mondo migliore. La zona grigia è la zona che rappresenta chi, con il suo comportamento, favorisce l’insediarsi della criminalità organizzata. E’ il luogo dove tutti tacciono.”
Raffaele Cantone

Cari cittadini,
a seguito dei recenti avvenimenti abbiamo deciso di inviarvi questa lettera: non vogliamo tanto commentare quanto accaduto, quanto riflettere sullo stile che riteniamo necessario tenere di fronte agli atteggiamenti mafiosi che ogni giorno incontriamo ma non riconosciamo.
Sarebbe troppo semplice in questo momento arrabbiarsi e scendere in piazza dimenticando che la Mafia si deve combattere quotidianamente informandosi, ricordandosi di scegliere da che parte stare e testimoniandolo con gli atteggiamenti. Vi invitiamo ad informarvi per cercare di capire; vi invitiamo a non smettere di parlare di quanto accaduto in modo costruttivo, per far sì che sempre più persone si rendano conto di queste dinamiche; vi invitiamo a partecipare attivamente avendo a cuore il bene comune: solo in questo modo potremo cambiare le cose! Ci auguriamo che la vostra presenza possa essere numerosa ad incontri e occasioni che divulgheremo per approfondire l’argomento.

Stefano Tosetti, referente del coordinamento di Libera Como, aggiunge:

Dobbiamo riconoscere, una volta per tutte, che l’arma più potente che abbiamo è quella di essere cittadini informati e consapevoli. Informati per poter leggere la realtà che ci circonda e consapevoli che sono le nostre scelte quotidiane, anche quelle più semplici e apparentemente irrilevanti, a creare la società che abitiamo. Ciascuno con le proprie responsabilità, a seconda del proprio ruolo, è necessario che tutti abbiano una nuova consapevolezza della società in cui vivono a cominciare dalle classi dirigenti politiche, imprenditoriali e sociali. Solo così saremo in grado di contrastare efficacemente fatti gravi come quelli che oggi ci hanno sconvolto e indignato.

Coordinamento di Libera Como e Presidio “Gianluca Congiusta e Lollò Cartisano” di Libera in Cantù

Minori non accompagnati: presentato in Tribunale il corso di formazione per tutori

DKp-Ct3WsAASDUy

Partecipatissima – quasi 80 presenze registrate – la presentazione del corso per tutori volontari di minori stranieri non accompagnati [profilo introdotto e regolamentato dalla legge del 7 aprile 2017, ndr], tenutasi mercoledì 4 ottobre nella sala Biblioteca del Tribunale di Como (largo Spallino 5). 
Tale iniziativa corona un percorso intrapreso già dal mese di maggio e portato avanti in sinergia dal Tribunale di Como (in interfaccia con il giudice tutelare), Avc-Csv, Osservatorio per i diritti del migrante e Comune di Como, con la collaborazione tecnica della ong internazionale Defence for Children (nell’ambito del progetto Elfo, co-finanziato dal programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza della Commissione europea) e la partnership transfrontaliera con Service social international Suisse. Un percorso frutto di un’attenta riflessione sulle dinamiche territoriali locali in merito alla gestione del fenomeno migratorio, che gli enti proponenti intendono condividere e sviluppare insieme alla comunità locale.


Nello specifico, il programma di formazione vuole risolvere un aspetto particolarmente critico, a Como come in altre località: l’assistenza a migranti minorenni. La formazione di tutori consapevoli della specificità territoriale e individuale vuole prevenire l’assorbimento di questi giovani in un vuoto istituzionale, normativo e sociale, evitando che il compimento del diciottesimo anno comporti per loro una perdita non solo de facto, ma anche de iure, dei diritti di cui essi erano stati almeno formalmente titolari. Maria Luisa Lo Gatto, giudice e referente per i rapporti con il territorio del Tribunale di Como, ha perciò rimarcato in apertura all’incontro (introdotto dai saluti di Anna Introini, presidente del Tribunale) la necessità per i futuri tutori e tutrici di acquisire una conoscenza approfondita del contesto in cui si apprestano a operare. Fissato un chiaro obiettivo comune nella tutela dei diritti dei migranti minorenni da parte della comunità e dell’ente che li ospitano  – ed è quest’ultimo, per legge, a farsene carico  –  è opportuno che queste persone creino una rete operativa, non soltanto per ragioni di assistenza e di reciproco sostegno, ma anche per mantenere una relazione dialogica e costruttiva con l’amministrazione e la giustizia locali, chiamati ad assistere tutori e migranti con le proprie specifiche competenze e responsabilità.

Tale percorso di crescita, in cui ciascuno può imparare e insegnare qualcosa dagli altri,
spiega l’approccio transdisciplinare e “sperimentale” del corso presentato, orientato al confronto e all’interazione peer-to-peer, più che a una formazione di tipo frontale. La struttura di questa opportunità formativa, aperta per il momento a una classe di 25 persone, è stata illustrata più nello specifico da Pippo Costella, direttore di Defence for Children Italia. Previsti (a metà del mese di novembre 2017) tre giorni consecutivi di formazione focalizzati su quattro obiettivi: la conoscenza del contesto, la comprensione dello stesso (e del/la minore da tutelare) per poter elaborare e perfezionare pratiche ad hoc, l’applicazione di tali pratiche, e il “posizionamento” di migrante e tutore/tutrice rispetto alla realtà operativa. Non sono attesi particolari requisiti o competenze dai partecipanti al corso, se non quello di poter garantire al(la) minore preso/a in cura stabilità, reperibilità e costanza. Proprio per questo è previsto che a ogni tutore sia assegnato un unico individuo.

Nel 1991 – ventisei anni fa – la Convenzione internazionale dei diritti del fanciullo è stata adottata dall’ordinamento giuridico italiano: secondo l’art.2, di tale documento, ogni minorenne  – cittadino/a o meno dello Stato – è titolare dei medesimi diritti, libertà, obblighi e divieti, che gli Stati firmatari si impegnano a garantire.
Nel caso dei migranti minorenni, ciò non avviene in pratica: si pone l’accento sull’entrata e permanenza illecita nello Stato ospite, piuttosto che sulle violazioni subite dalla persona del migrante, magari da parte dello Stato stesso. Tuttavia, «garantire tutela ai migranti minorenni non è un atto di pietismo», ha chiarito Costella «ma in primo luogo un’opportunità e anzi un dovere civico, l’applicazione concreta dei princìpi di uno Stato di diritto che, pur chiaramente sanciti dalla Costituzione italiana, vengono spesso “accantonati” in situazioni dette, a volte impropriamente, “emergenziali”».

Fornire assistenza a soggetti doppiamente isolati  – come migranti e come minorenni non accompagnati – diventa così il gesto di accoglienza e umanità più importante che si possa compiere nei loro confronti. Di questo parere è Lanciné Camara, mediatore culturale di origini ivoriane giunto in Italia nel 2011, oggi operativo nell’accoglienza per minori a Genova, dove collabora con Defence for Children Italia . Facendo riferimento al proprio vissuto, Camara (che ha chiesto e ottenuto l’asilo in Italia) ha parlato positivamente del ruolo svolto dalla comunità e dai tutori nell’assisterlo nel processo di integrazione, incoraggiando il pubblico a intraprendere un percorso formativo in tal senso.
Camara ha anche fatto riferimento al consistente turnover dei ragazzi ospitati nella struttura per la quale lavora. È infatti ben diverso occuparsi di una persona che intende rimanere in Italia (nella fattispecie) e avviarsi all’integrazione, oppure di un(a) migrante in transito che vorrebbe invece raggiungere altri Stati. In questo secondo caso, diventa fondamentale per i soggetti dell’accoglienza e dell’assistenza di migranti intraprendere e mantenere relazioni transfrontaliere e transnazionali che, nel caso di Como, interessano in primo luogo la vicina Svizzera. Proprio un’operatrice di Service social international Suisse intervenuta alla presentazione, Élodie Antony, ha riportato l’impatto positivo dei tutori assegnati a 200 migranti minorenni oltreconfine, ribadendo il bisogno per questi  di persone affidabili su cui poter contare e la necessità, per chi accoglie, di insistere maggiormente sull’aspetto del ricongiungimento familiare.

Con la formazione di figure tutoriali, l’accoglienza e l’integrazione di migranti in Lombardia potranno beneficiare dell’esempio “pioniere” (in sede regionale) di Como, «dove, già l’anno scorso, cittadinanza attiva e volontariato comaschi hanno dato una splendida risposta in tal senso», ha ricordato Elena Zulli, responsabile progetti per Avc-Csv, segnalando il percorso gratuito di 40 ore – distribuite tra la fine di ottobre 2017 e gennaio 2018 – messo a punto da Avc-Csv per fornire strumenti di formazione e conoscenza territoriale agli operatori/trici dell’accoglienza e del volontariato; a questo seminario si aggiunge poi Le sfide del fenomeno migratorio: chiusura o accoglienza?, un corso di educazione allo sviluppo, organizzato da Unicef a partire dal 25 ottobre.

Visto il grande differenziale tra il numero di migranti minorenni e quello di tutori (formati e ancora da formare), su cui pesa anche una limitata disponibilità di strutture d’accoglienza operanti, sarà necessario investire su misure come l’affido familiare e un’assistenza di carattere provvisorio per migranti non stanziali, collaborando di concerto con operatori e amministrazioni locali, oltre che con il coordinamento delle comunità per minori non accompagnati. Tutto questo nella consapevolezza che una rete d’accoglienza insufficiente e malgestita favorisce l’assimilazione degli emarginati nella criminalità: la sfida è perciò dimostrare che l’inclusione (e non l’esclusione) di questi rappresenta l’antidoto più efficace a un clima di insicurezza e paura.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Online sul canale YouTube di ecoinformazioni i video di Daniel Lo Cicero dell’iniziativa.

14 ottobre / “Io non rischio”

download

Si trasmette il comunicato stampa dell’iniziativa Io non rischio. Buone pratiche di protezione civile, che per la data di sabato 14 ottobre prevede una campagna di informazione nelle piazze dei capoluoghi di provincia italiani (a Como, i volontari e le volontarie della protezione civile saranno presenti in piazza Cavour).

Io non rischio: campagna nazionale per le buone pratiche di protezione civile
14 ottobre volontari in piazza a Como
Il volontariato di protezione civile, le istituzioni e il mondo della ricerca scientifica si impegnano insieme per comunicare sui rischi naturali che interessano il nostro Paese. Il 14 ottobre volontari e volontarie di protezione civile allestiranno punti informativi Io non rischio nelle piazze dei capoluoghi di provincia italiani, per diffondere la cultura della prevenzione e sensibilizzare i propri concittadini sul rischio sismico, sul rischio alluvione e sul maremoto.

Il cuore dell’iniziativa – giunta quest’anno alla settima edizione – è il momento dell’incontro in piazza tra i volontari formati e la cittadinanza. Ma l’edizione 2017 sarà un’occasione speciale, perché le piazze si arricchiranno di iniziative ed eventi: i volontari, infatti, accompagneranno la cittadinanza in un percorso legato alla conoscenza dei rischi specifici del territorio e alla memoria dei luoghi.
Sabato 14 ottobre, in contemporanea con le altre città in tutta Italia, anche Como partecipa alla campagna Io non rischio. Per scoprire cosa ciascuno di noi può fare per ridurre il rischio alluvione, l’appuntamento è in piazza Cavour e dintorni. Oltre al punto informativo, quest’anno i volontari invitano i comaschi ad una speciale caccia al tesoro (ulteriori informazioni sulla pagina facebook IO NON RISCHIO PIAZZA COMO).

L’edizione 2017 coinvolge volontari e volontarie appartenenti a oltre 700 realtà associative, tra sezioni locali delle organizzazioni nazionali di volontariato, gruppi comunali e associazioni locali di tutte le regioni d’Italia.
Io non rischio – campagna nata nel 2011 per sensibilizzare la popolazione sul rischio sismico – è promossa dal Dipartimento della protezione civile con Anpas-Associazione nazionale pubbliche assistenze, Ingv-Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e Reluis-Rete dei laboratori universitari di ingegneria sismica. L’inserimento del rischio maremoto e del rischio alluvione ha visto il coinvolgimento di Ispra-Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ogs-Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, AiPo-Agenzia interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di bacino del fiume Arno, CamiLab-Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la protezione idro-geologica.
Sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it, è possibile consultare i materiali informativi su cosa sapere e cosa fare prima, durante e dopo un terremoto o un maremoto.

Per informazioni sulla piazza, pagina facebook “IO NON RISCHIO PIAZZA COMO”

Consulta la locandina dell’iniziativa

8 ottobre / Inverigo / festa dell’ambiente e D’altroCanto in concerto

DSC_1107

 

Le associazioni Le contrade e Orrido di Inverigo, con il patrocinio dell’Associazione dimore storiche italiane e in collaborazione con il Circolo fotografico di Inverigo, hanno organizzato per le domeniche dell’8 e del 15 ottobre la XXIII edizione della festa dell’ambiente Te se regordet, ospitata dalle 14,30 alla Tenuta di Pomelasca a Inverigo.

Per la data di domenica 8 ottobre è programmata un’esibizione del gruppo di musica popolare D’altroCanto, che in occasione dei dieci anni dalla pubblicazione dell’album Partire Partirò, proporranno un repertorio di musiche e canti della tradizione popolare dedicati in particolare al tema dell’emigrazione..

In caso di maltempo il concerto sarà annullato.

5 ottobre / Il cinema ritrovato /”Blow up”

21950986_1474065772679615_3711579821192646984_o

Secondo appuntamento della rassegna Il cinema ritrovato con Blow up: il  film capolavoro di Michelangelo Antonioni (1966, 111′), in edizione restaurata da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Criterion, sarà proiettato al circolo Arci Xanadù di Como alle 21 di giovedì 5 ottobre.

L’importanza del film, al di là dei riconoscimenti di pubblico e di critica, viene confermata dalla storia delle sue interpretazioni. In fondo, Blow up è uno dei film sul cui significato i critici si sono più esercitati: metafora dell’incipiente contestazione del Sessantotto, saggio filosofico sull’immagine e la sua riproduzione, autoanalisi d’artista, poesia sul cinema e sulle sue potenzialità, film d’autore travestito da opera hitchcockiana, sono soltanto alcune delle letture interpretative sorte intorno alla pellicola. 

Ancora più importante è stata l’influenza esercitata dal film sul cinema successivo: quella figurativa su A Clockwork Orange di Stanley Kubrick, quella teorica su Blow Out (1981) di Brian De Palma, quella narrativa su Profondo rosso di Dario Argento (che utilizza David Hemmings in forma di “citazione vivente”).
(Roy Menarini, Blow Up, Enciclopedia del Cinema Treccani)

La proiezione prevista per giovedì sera è riservata ai soci Arci a 5€; è prevista una
replica venerdì 6 ottobre alle 15,30 (ingresso intero 6€, ridotto 4€ over 60, ridotto 5€ under 18).

Consulta qui il programma dello spazio Gloria del circolo Arci Xanadù.

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza