26, 28, 30 settembre / “Ettore Majorana, Cronache di infinite scomparse” debutta al Teatro Sociale

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Un’opera giovane – in ogni senso – Ettore Majorana. Cronache di infinite scomparse (opera in n variabili), vincitrice del concorso Opera Oggi promosso da OperaLombardia (che dell’opera è dunque promotrice), che debutterà per la sua prima assoluta al Teatro Sociale di Como – di cui aprirà la stagione notte 2017/18 –  tra martedì 26 e sabato 30 settembre, prima di partire in tournée in Italia e in Europa, passando per Bergamo, Brescia, Cremona, Pavia, Trento, fino ad arrivare a Magdeburg nell’autunno 2018 e a Valencia nella primavera del 2019. L’opera è stata anticipata da Focus Majorana, un ciclo di eventi collaterali, gratuiti e aperti a tutti, sostenuti da enti e associazioni cittadine (Biblioteca comunale, Fondazione Alessandro Volta, Università degli studi dell’Insubria, Festival della Luce – Lake Como 2017, Ostello Bello Lake Como,  Allineamenti, Quartetto Artemisia e lo stesso Teatro Sociale),  inerenti alle tematiche da essa trattate, e in particolare sul connubio tra musica e scienza. Proprio la scienza, del resto, sarà il Leitmotiv della stagione teatrale 2017/18 del Teatro Sociale,

Giovani, giovanissimi, il librettista Stefano Simone Pintor, il compositore Roberto Vetrano, lo scenografo Gregorio Zurla e il direttore d’orchestra Jacopo Rivani (già alla pedana del Sociale con il Nabucco dei 200.com 2016/2017), tutti al di sotto dei 35 anni. Giovane il cast, composto dai vincitori del LXVIII concorso AsLiCo per giovani cantanti lirici d’Europa: Alessandra Masini (la Cantante, una Madre), Davide Paciolla (la Particella ombra), Federica Livi (la Fisica, parte condivisa tra Livi e Monica Tiberia Naghi), Lucas Moreira Cardoso (Majorana), Pietro Toscano (Dio, il Generale, il Frate), Roberto Capaldo (il Barbone), Ugo Tarquini (l’Antimajorana).

Giovane il protagonista di quest’opera “totale” a tinte noir che coniuga scienza, musica, bel canto e recitazione, il celebre fisico catanese Ettore Majorana, autore di importanti studi di fisica nucleare e meccanica quantistica (nonché uno dei “ragazzi di via Panisperna” a cui è dedicato l’omonimo film di Gianni Amelio), scomparso ad appena 31 anni sulla rotta marittima Napoli-Palermo (questa la versione più accreditata, ma le ipotesi della sparizione sono parecchie, spesso romanzate e assai improbabili). Correva l’anno 1938: da quel mese di marzo, di Majorana fu persa ogni traccia.

Alle soglie degli ottant’anni dalla sua prematura e misteriosa scomparsa – cita la pagina del sito web del Teatro Sociale dedicata all’opera imminente, il grande fisico siciliano assurto a mito nella scienza come nell’arte (tanto da ispirare un libro di Leonardo Sciascia) diventa il soggetto di questo progetto musicale totale, vincitore del concorso Opera oggi per la stesura di una nuova opera contemporanea. Un progetto ambizioso, ricco di effetti visivi ed uditivi (fisici, appunto!) molto particolari che porteranno l’ascoltatore a una dimensione ‘altra’ per far rivivere le infinite possibilità del ‘caso Majorana’, tutt’oggi ancora vivo e apertissimo.

Nelle parole degli autori dell’opera ‘Se è vero che il ‘900 ci ha portati verso il concetto di ‘frammentazione’, dove ci sta portando il XXI secolo? La nostra risposta a queste questioni è andata verso la nozione di ‘realtà aumentata’. In un mondo in cui il progresso tecnologico ci ha immerso in una realtà che va oltre a quella fisica classica che conoscevamo, non potevamo certo scegliere di fare un’opera che parlasse al pubblico odierno senza tenere conto di questo fondamentale aspetto della nostra contemporaneità. Proprio da questa considerazione derivano le nostre scelte, in primis quella del soggetto del nostro racconto: Ettore Majorana’.

Guarda qui il video d’anteprima dello spettacolo.

Ai giovani, infine, è dedicata “la prima delle prime”, prevista per la sera di martedì 26 settembre alle 20,30: il pubblico di questa rappresentazione comprenderà infatti ragazze e ragazzi rigorosamente under 30; mentre le successive serate – giovedì 28 e sabato 30saranno aperte a un pubblico di ogni età.

Per tariffe e agevolazioni, oltre che per l’acquisto di biglietti, si può consultare il sito del Teatro Sociale o recarsi personalmente alla biglietteria negli orari d’apertura (indicati alla stessa pagina).

[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Anpi/ A Como no al razzismo e alla xenofobia

Pubblichiamo di seguito il comunicato del presidente provinciale dell’Anpi di Como in merito all’annunciata manifestazione del gruppo di estrema destra Como ai comaschi in via Leoni a Como di venerdì 22 settembre che raccolto una ventina di persone dimostrando l’indisponibilità delle persone del quartiere a essere strumentalizzate.

«Oggi è stata annunciata dall’Associazione di destra Como ai comaschi, una manifestazione dal carattere marcatamente xenofobo e razzista da tenersi presso i giardinetti di via Leoni con motivazioni di chiaro carattere fascista: «presso questi giardini durante tutto il giorno e la notte bande di immigrati stazionano coi soliti atteggiamenti minacciosi nei confronti di chi porta il proprio cane a passeggio o coi bambini che giocano a calcio, spesso sostituendosi a loro facendo leva sulla loro corporatura ed età!!! Inoltre in via Anzani incrocio via Leoni. al centro scommesse, il degrado avanza tra spaccio, litigi tra clandestini con urla, lanci di bottiglie,etc..»
Dietro queste righe e alla sigla apparentemente neutra di Como ai comaschi si nasconde la destra locale con in primo piano Forza Nuova che già lo scorso 5 settembre organizzò con molto poco successo, cercando di strumentalizzare una raccolta di firme fatta da alcuni cittadini di San Rocco e ricevendone una netta smentita a mezzo stampa, da parte di quelli stessi cittadini che hanno rifiutato l’etichetta che i fascisti nostrani gli volevano cucire addosso; (per chi avesse dei dubbi su chi nasconde dietro questa sigla visiti il loro sito https://it-it.facebook.com/ComoaiComaschi/ e si renderà conto che è mutuato da quello dei fascisti di Forza Nuova, persino le community sono identiche!).
Siamo perfettamente consapevoli della esistenza di situazioni di degrado nella nostra città. Esse però non possono essere fatte risalire al drammatico fenomeno dell’immigrazione e a chi cerca disperatamente rifugio dalla guerra e dalla fame, dobbiamo invece considerare l’impegno di tanti comaschi per alleviare il grave disagio di chi si sente abbandonato dalle istituzioni, Da metà luglio a metà settembre, ad alleviare il disagio di centinaia di persone accampate nei giardini della stazione San Giovanni, in assenza di qualsiasi intervento pubblico, furono i giovani di “Como senza frontiere”, quelli della Parrocchia di Rebbio, i Padri missionari comboniani, le associazioni antifasciste, i militanti e le organizzazioni di sinistra, e tante e tante altre sigle, così come oggi di fronte agli atteggiamenti muscolari della nuova amministrazione di Como che ha pensato bene, con un’azione che potremmo definire “caritatevole”, di tagliare l’acqua ai rifugiati nell’autosilo val Mulini o di sradicare le panchine dai giardinetti di San Rocco, portano conforto e acqua quotidianamente a queste persone.
L’Europa Italia compresa, nella quale si sta pericolosamente ripresentando il virus del nazionalismo, della xenofobia, dell’antisemitismo, sembra soltanto capace di erigere muri, reticolati e barriere di filo spinato. E’ un’ Europa profondamente diversa da quella prefigurata dai Resistenti europei che doveva fondarsi sui principi di solidarietà e accoglienza. Como ha dato invece importanti segnali per ospitare chi fugge da situazioni drammatiche e invivibili. Chiediamo alle pubbliche autorità di intervenire perché non si ripetano iniziative che si contrappongono ai principi sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia chiama tutti cittadini democratici, di qualsiasi credo e opinione politica a vigilare ed a opporsi alla deriva fascista, che con menzogne e opportune campagne di stampa tenta di montare l’opinione pubblica contro poche centinaia di persone ree solo di essere fuggite da terribili situazioni di guerra o di carestia.» Per la Presidenza comasca dell’Anpi Guglielmo Invernizzi

24 settembre / Al Gloria Segre (via Skype in diretta) presenta L’ordine delle cose

Domenica 24 settembre alle 21 lo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72 a Como si collegherà in diretta Skype con il regista Andrea Segre per una breve chiacchierata in merito al suo ultimo film L’ordine delle cose.
Condurrà l’intervista Andrea Quadroni, giornalista de La Provincia.
Seguirà la proiezione del film.

Il film descrive il dramma dei migranti e le speculazioni che stanno dietro ai viaggi della speranza più e meglio del coro di politici, media e autorità. Per raccontare la sua parabola, Segre usa una chiave di volta rappresentata dal personaggio di Paolo Pierobon. Corrado Rinaldi è un funzionario del Ministero degli Interni che si occupa di immigrazione e compie frequenti missioni in Libia, per stipulare accordi con il potere tribale e stabilire nuove regole che arginino il flusso dei migranti in Europa. Il problema nasce quando Corrado entra in contatto con Swada, donna somala che tenta di raggiungere il marito in Finlandia, e rimane coinvolto sul piano personale.
Evento speciale al festival di Venezia. Il film ha il patrocinio di Amnesty International, Medici per i diritti umani, Naga onlus. 

L’ingresso è riservato ai soci Arci: intero 7 euro – Ridotto 5 euro (under 18, over 65)

Refugees Welcome allo Spazio Parini

Il 21 settembre  Spazio Parini pieno per l’aperitivo e dibattito di Refugees Welcome. La prima parte della serata è stata l’aperitivo, con un buffet ricco di piatti tipici gambiani preparati da Dembo Sillah (in arte Alex), rifugiato gambiano da sempre cuoco nel suo paese d’origine che ha avuto la possibilità di aprire il servizio di catering La cucina di Alex anche qui in Italia. Delle bevande si sono occupati Ousmane Bamba e Musa Jobateh, due ragazzi  iscritti a Refugees Welcome in attesa di trovare chi è disponibile ad attivare un’ospitalità, hanno frequentato un corso per camerieri all’Enaip di Como, e, visti i risultati della serata, si può affermare con certezza che il percorso intrapreso sia stato un successo. (altro…)

Il processo di Lisa Bosia Mirra

In un mondo rovesciato nel quale gli oppressori sostengono addirittura di essere invasi dagli oppressi non stupisce che una paladina dei diritti umani, integerrima e esempio per i giovani svizzeri e non solo come Lisa Bosia Mirra abbia dovuto affrontare il 21 settembre  il processo che le autorità svizzere le hanno intentato. Chi nulla fa contro le violazioni dei diritti umani al confine italo-svizzero si permette di imputare di facilitazione dell’immigrazione illegale la deputata svizzera, nota e stimatissima anche a Como dove si prodigò nell’estate del 2016 con la sua associazione Firdaus per dare il necessario soccorso ai migranti a San Giovanni quando le istituzioni non offrivano loro assolutamente nulla. (altro…)

23 settembre/ Italia Cuba/ Il caso Venezuela

Il 23 settembre alle 15 all’associazione Lissi in via Ennodio 10 a Como, organizzato dal circolo “V.Espìn” di Como dell’Associazione Nazionale d’Amicizia Italia Cuba, si terrà un incontro intitolato Il caso Venezuela. Si comincerà con la proiezione del video La causa oscura, documentario del 2017 di Hernando Calvo Ospina. «Questo mio documentario non è un lavoro occasionale. Continuerà ad avere un senso finché gli Stati Uniti persisteranno nell’idea di abbattere la Rivoluzione Bolivariana in atto in Venezuela, con l’obbiettivo di impadronirsi del petrolio e delle altre risorse naturali. Nel 1902, l’Inghilterra, la Germania ed altre nazioni europee vollero conquistare il Venezuela. Gli argomenti e le pratiche di destabilizzazione di quell’epoca lontana sono quasi le stesse di quelle di oggi. Questo documentario è basato su interviste a studiosi venezuelani che, con un linguaggio semplice, raccontano una storia che i grandi media insistono a nascondere o tergiversare». Questo il commento di Ospina riguardo il suo documentario.

Seguirà un dibattito con Eduardo Barranco Hernandez, viceconsole della Repubblica bolivariana del Venezuela al Consolato di Milano, e Marco Consolo, responsabile del dipartimento America latina del partito di Rifondazione comunista.

Per info: www.italiacubacomo.net

[LB, ecoinformazioni]

1 ottobre/ Gita a Milano e Chiaravalle

Il 1° ottobre 2017 la Cooperativa Moltrasina organizza l’annuale gita sociale. Ma meta scelta per quest’anno è Milano. La gita consisterà in una visita guidata alle origini del Duomo, per poi osservare dalle terrazze dell’edificio l’intera città. La visita del Duomo, e quindi della parte più storica della città, farà da contrasto alla visita al quartiere di Porta Nuova, recentemente ristrutturato con edifici contemporanei e grattacieli che compongono il moderno skyline milanese. Al termine della mattinata ci si sposterà in periferia, verso le campagne e le cascine; qui ci sarà il pranzo all’Agriturismo Santa Brera. La gita terminerà con la visita all’abbazia di Chiaravalle e al borgo circostante.

Per info e prenotazioni: 366.3123966,  338.5812929, 338.2877729.

Il giro d’Italia in Israele visto da Magreglio

Dal Corsera ho appreso che le tappe nello Stato sionista sono tre, il circuito di 10 km a Gerusalemme, Haifa – Tel Aviv e Be’er Sheva- Eilat e che il ministro degli esteri, la signora Regev, ammette: «Mai stanziato un budget così alto per un evento sportivo». Le preoccupazioni sono sulla sicurezza, ma si dice «Mi sentirei meno tranquillo a partire dall’Europa». Per il ministro italiano Lotti: «… una sfida sportiva, ma anche culturale; un ponte ideale tra Italia e Israele». Rincara Vegni: «… Non oltrepassiamo i limiti riconosciuti dello Stato d’Israele» (provate a dirlo a Netanyahu…). Riconfermo quindi quanto già scritto ieri su Facebook: «Credevo (e mi sbagliavo) che la partenza del Giro d’Italia del 2018 da Gerusalemme, fosse una barzelletta… e invece, purtroppo, è tutto vero!

Tra i promotori del Museo del Ciclismo della Madonna del Ghisallo, con Fiorenzo Magni, prima amministratore e poi sindaco di Magreglio (al momento della posa della prima pietra del Museo e dell’inaugurazione, dove è, tra l’altro, esposta la copia della pergamena di fondazione con la mia firma), non condivido assolutamente questa scelta che va contro lo spirito di pace dello sport. Diverso sarebbe stato se si fosse trattato di una tappa Tel Aviv – Gerusalemme – Ramallah, oppure Gaza – Tel Aviv – Gerusalemme – Ramallah, ma, in questo modo, in tanti avrebbero potuto vedere qual è la situazione della Palestina, separata da Israele dal muro della vergogna».

Propongo di consegnare ufficialmente la bandierina della partenza a Gerusalemme a John Crossman, alias Mordechai Vanunu, tecnico nucleare a Dimona che aveva denunciato nel 1986 il piano segreto di armamento nucleare dello Stato sionista. Fu sequestrato illegalmente a Roma da agenti del Mossad e processato, altrettanto illegalmente, dai sionisti, uscendo dal carcere solo nel 2004. Lo spettacolo a ogni tappa lo farei gestire da Moni Ovadia, ebreo non sionista.

Il voler giustificare la partenza da Gerusalemme con quanto fatto da Bartali durante la seconda guerra mondiale è solo un espediente. Ho conosciuto Gino Bartali e ritengo sicuramente da condividere quanto il campione ha fatto per salvare degli ebrei e trasmettere documenti nascosti nella canna della sua bicicletta, ma tutto questo non può essere strumentalizzato per  giustificare la partenza del Giro da Gerusalemme, che di fatto offende i palestinesi e quanti (anche ebrei) si battono per una soluzione equa in “Terra Santa”.

I morti di Der Yassin, Sabra e Shatila e Gaza attenderanno a ogni chilometro i girini, spero solo che qualcuno di loro abbia il coraggio di salutarli. [Paolo Ceruti per ecoinformazioni]

23 settembre / Wikigita tra le architetture comasche

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Per il secondo anno di fila, la città di Como sarà scenario di una passeggiata fotografica dedicata alle architetture più iconiche della città, organizzata nel contesto dell’edizione italiana del concorso fotografico internazionale Wiki Loves Monuments, da cui il nome scelto per l’evento: Wikigita. I partecipanti saranno invitati a scattare foto dei monumenti con l’assistenza di un fotografo professionista.

Appuntamento alle 10 di sabato 23 settembre in piazza del Popolo, sede di Palazzo Terragni (noto ai più come “Casa del Fascio”), che il comando della Guardia di finanza aprirà ai partecipanti per l’occasione. Il concorso sarà qui presentato dal team Wikimedia e da Simona Rossotti, assessora per il Turismo e il marketing territoriale del Comune di Como; seguirà una presentazione a cura dell’Archivio Terragni.

La camminata propriamente detta avrà inizio alle 10,30 e toccherà il Broletto, il monumento di Libeskind The Life Electric situato sulla diga Caldirola, il Monumento alla Resistenza europea e l’esterno del Tempio voltiano, prima di raggiungere il Monumento ai caduti, sulla cima del quale sarà possibile salire. Da qui, si proseguirà poi verso l’edificio Novocomum (via Sinigaglia, 1), sede dell’archivio Terragni che sarà pure aperto ai “wikigitanti”. L’itinerario si concluderà per le 12,45.

Per maggiori informazioni, si può consultare la pagina web http://www.visitcomo.eu/it/vivere/eventi/Wikigita-2017/ .

Dal 21 al 24 settembre/ Occupy San Teodoro

Dal 21 al 24 settembre al teatro San Teodoro di Cantù  (via Corbetta, 7) ci sarà una rassegna di eventi gratuiti e aperti a tutti. Per la serata di apertura, giovedì 21 settembre, il teatro aprirà i battenti al pubblico dalle 19 alla 1 e comprenderà un apericena a cura di Eclettico e La cascina di Mattia, seguito da una serata musicale con dj set e di intrattenimento musicale. Inoltre, ci sarà la possibilità, lungo tutto l’arco della serata, di scambiare dischi in vinile grazie all’iniziativa Vinili share. (altro…)

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