Costruire una reale alternativa alle destre

logoassociazioneperlasinistraL’Associazione per la Sinistra invita giovedì 19 novembre alle 21 alla Circoscrizione 6 in via Grandi 21 a Como le forze politiche della sinistra e del centrosinistra, le associazioni, i comitati e i movimenti attivi in provincia per avviare un percorso comune per costruire una reale alternativa alle destre.

«Di fronte alla prepotenza e all’incapacità con cui la destra governa, ormai da troppi anni, la realtà comasca crediamo sia tempo di fare un primo passo per verificare la possibilità di un percorso comune fra tutte le realtà sociali e politiche interessate ad un cambiamento ed ad una reale alternativa. Per questo invitiamo associazioni, reti, soggetti sindacali e forze politiche ad un incontro giovedì 19 novembre 2009alle 21 nella saletta della Circoscrizione n. 6 in via Grandi 21 a Como».

Leggi il testo completo del Comunicato per il 19 novembre che invita all’incontro

Invito a teatro: il 20 novembre al Le due corti “Equilibrio” per ecoinformazioni

unoVenerdì 20 novembre 2009 alle 21 al Le due corti in piazza Vittoria a Como “Equilibrio. L’amore al tempo della precarietà”, spettacolo teatrale con Matteo Barbé, Giulia Lombezzi, Alessio Mizzan, Alice Perusi, regia di Luca Tripeni Zanforlin, dal testo omonimo di Botho Strass. La serata è parte della Campagna a sostegno di ecoinformazioni, voce libera della stampa comasca. Ingresso libero.

Cosa succede agli amori e agli affetti quando tutto diventa incerto e precario? Come incide la mancanza di confini e punti di riferimento sulle nostre relazioni? Come le trasformazioni della città e del mondo intorno a noi trasformano l’amore e l’amicizia? Precarietà e disequilibrio sono la nostra condizione esistenziale e hanno cambiato il nostro modo di stare insieme. Gregor e Marianne sono due commercianti, il primo di fossili, l’altra di porcellane. Da anni hanno il loro negozietto nella strada. Ma ormai non possono più rimanere lì. La strada sta cambiando. In questa incertezza, i due cercano un po’ di stabilità iniziando una relazione affettiva. Una scelta duramente criticata dalla loro amica Lilly, che sta aspettando il marito, Christoph, di ritorno da un anno sabbatico in Australia. Ma non sono solo i negozietti a sparire dalla strada. Non c’è più posto neanche per l’Uomo della Striscia Verde, che si era organizzato la sua “casa”. Nuove spinte da Est e l’incontro con l’altro minacciano la sua tranquillità. La città è ormai un luogo inospitale per lui. I quattro personaggi cercano disperatamente di ristabilire nella loro vita il vecchio equilibrio, ma un avvenimento improvviso li porterà a sperimentarne uno del tutto nuovo.

Primi passi dell’Uaar comasca

laicitàSull’esempio di Torino, Milano, Roma l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti comasca (http://uaarcomo.wordpress.com) ha proposto sabato 14 novembre alla Circoscrizione 7 di Como un primo incontro pubblico di consultazione per costituire una Consulta lariana per la laicità delle istituzioni.

«La Consulta laica è un organismo di secondo livello, raccoglie cioè diverse associazioni» ha spiegato Giovanni Introzzi «in altre città ne fanno parte la Uaar, associazioni radicali, mazziniani insieme ad associazioni e sindacati come Arci e Cgil». È stato perciò aperto un canale di comunicazione con il mondo dell’associazionismo e del sindacalismo comasco che la Uaar comasca solleciterà per creare la Cosulta sulla laicità.

Il Consiglio comunale di giovedì 12 novembre 2009

cernezzi«Si è passata la soglia del ridicolo» ha esclamato Mario Lucini, Pd, nelle preliminari al Consiglio comunale di giovedì 12 novembre, riferendosi alla decisione di edificare un nuovo muro sul lungolago con l’intenzione di abbatterlo in parte, così come dichiarato dal sindaco.

Alessandro Rapinese, Area 2010, ha richiamato l’attenzione sulla situazione di alcuni bagni della Biblioteca comunale chiusi per guasto, rilevando poi la chiusura degli oblò del cantiere delle paratie.
Carlo Ghirri, Gruppo misto, ha preso l’occasione per lodare l’operato dell’ex vicesindaco Caradonna.
Roberta Marzorati, Per Como, ha stigmatizzato il mancato patrocinio da parte del Comune ed il diniego alla concessione della Biblioteca all’associazione Comogaylesbica per la visione di un film sul problema dell’accettazione dell’omosessualità da parte dei genitori «in base a quale criterio?» si è chiesta «perché a S. Francesco si è dato il patrocinio ai dianetici per una mostra assurda?».
Giampiero Ajani, Lega, ha sottolineato la pericolosità delle quattro corsie in via Napoleona e chiesto provvedimenti.
Marcello Iantorno, Pd, ha chiesto nuovamente informazioni sul bando della raccolta dei rifiuti suscitando le ire dell’assessore Peverelli che ha chiesto e ottenuto di prendere la parola, «sun minga chi a ciapà sempar pugn in facia», e affermato che «è inutile chiedermi della gara di appalto, non la conosco neanch’io. Quando andrà in Giunta l’assessore Peverelli uscirà a scanso di equivoci».
Il sindaco ha quindi spiegato il perché della costruzione del nuovo muro sul lungolago «viene costruito tutto secondo il progetto originale», ma ha aggiunto «verrà tagliato all’altezza antiesondazione».
All’ordine del giorno avrebbe dovuto quindi esserci la nomina dei revisori dei conti ma, dopo la richiesta di spiegazioni da parte di Emanuele Lionetti, Lega, e Mario Lucini, Pd, il Pdl ha spiegato di voler passare ad altro; per Marco Butti «bisogna procedere all’assestamento di Bilancio entro il 30 novembre e poi si potrà fare la nomina dei revisori».
A nulla è valsa l’arringa di Bruno Saladino, Pd, e con il voto favorevole della maggioranza e la contrarietà di Massimo Serrentino, Pdl, Lega e delle minoranze, oltre che l’astensione di Dario Valli, Area 2010, e Vincenzo Sapere, Gruppo misto, è passato il nuovo ordine dei lavori.
Si è potuto così affrontare una nuova serie di piani di recupero. La maggioranza ha approvato un piccolo intervento in via 1° maggio, uno più grande in via Pannilani, per 1200 metri quadri, un altro in via Rubini.
«Si procede per tappe forzate, fin troppo forzate» ha detto Lucini, anche perché quasi nessuno ha preso parte al dibattito, che ha chiesto una sospensiva per ragionare col suo gruppo sui punti successivi all’ordine del giorno.
È stata quindi approvata una tettoia per terriccio al Cip Garden, per poi passare ad un nuovo piano di recupero in via Pannilani, sei condomini di tre piani a ridosso del Cosia. A nulla sono valsi i tentativi da parte delle minoranze di convincere la maggioranza della problematicità della zona, che sta subendo queste nuove ondate di edilizia residenziale, non avendo servizi pubblici adeguate e una sola strada d’accesso che finisce nella strettoia prima del semaforo di S. Martino. Un attacco contro la velocità con cui si è proceduti a esperire i procedimenti per fare questo Piano «da maggio a novembre» quando interessa «un gruppo di presunta opposizione» ha detto Bruno Magatti, Paco, riferendosi ad Area 2010. Essendo interessato direttamente nell’opera l’architetto Valli era già uscito dall’aula, seguito poco dopo da Rapinese. Con i voti della maggioranza il nuovo quartiere è stato approvato. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Manifestazione lunedì 16 novembre alle 20,30 in Comune a Como

giù la giunta piccoloIl Comitato Giù la Giunta invita a manifestare contro il sindaco Bruni il 16 novembre alle 20,30 durante la prossima riunione del Consiglio comunale di Como.

Il testo del comunicato stampa che invita alla manifestazione.


«La tensione verso e dentro la giunta è in crescita a causa della peggior gestione mai vista della questione muro sul lago. Sollecitati da più parti, vi informiamo che il Comitato Giù la Giunta si propone di mobilitare le persone di Como e provincia chiedendo di partecipare al prossimo Consiglio comunale, per dimostrare a questo sindaco e a questa giunta che la città non si è addormentata*. Rivolgiamo quindi l’invito a partecipare, seguendo la linea di trasversalità dichiarata, a tutte le persone interessate aderenti ad associazioni e partiti di opposizione, rinunciando a simboli di parte e portando insieme la protesta contro la giunta e contro il muro. Sabato saremo per le vie della città murata a parlare con i passanti per spiegare le nostre ragioni».
Leggi il volantino

La Giunta della Camera di commercio di Como

camera commercioIl Consiglio della Camera di Commercio  il 12 novembre a Villa del Grumello ha eletto la nuova Giunta camerale. 

Completate le nomine dopo la rielezione il 27 ottobre di Paolo De Santis.  I membri della Giunta neo-eletta sono: Fulvio Alvisi (artigianato), Gianmario Anzani (commercio), Attilio Briccola (industria), Valentino Carboncini (industria), Giorgio Carcano (industria), Giovanni Carmignani (agricoltura), Andrea Camesasca (turismo), Mauro Frangi (cooperazione), Nello Parravicini (artigianato).

Carioni manda in fumo 20 mila tonnellate in più

diossina pericoloRoberto Fumagalli, presidente del Circolo ambiente Ilaria Alpi di Merone interviene sulla decisone del presidente della provincia Leonardo Carioni, nominato Commissario ad acta, di aumenatre del 20 per cento la quantità si rifiuti da bruciare nel forno inceneritore di Como.

Il testo del comunicato diffuso l’11 novembre.

«Nei giorni scorsi il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, appena nominato Commissario per i rifiuti, ha autorizzato l’aumento del 20 per cento della potenzialità del forno inceneritore di Como, che potrà così incenerire ulteriori 20 mila tonnellate all’anno di rifiuti!
Una notizia che ha almeno due risvolti negativi.
Il primo sul piano ambientale: l’aumento dei rifiuti inceneriti accrescerà l’inquinamento dell’aria tramite l’emissione di sostanze nocive per l’ambiente e la salute umana, tra cui le tristemente note diossine.
Il secondo sul piano politico: con la firma di Carioni, la Lega dimostra (ancora una volta) che il federalismo di cui si riempie la bocca è un falso. Infatti la decisione dell’aumento della portata del forno è stata imposta dalla Regione Lombardia e ratificata da Carioni, senza aver consultato lo stesso Consiglio Provinciale e tanto meno i cittadini comaschi.
Siamo stufi di questi politici che si dicono attenti alle esigenze del territorio e dei cittadini ma poi nei fatti si comportano come i vecchi podestà!
Invito i Comaschi a protestare contro questa decisione che danneggerà i loro polmoni e servirà solo ad ingrossare le casse delle 2 società che controllano il forno di Como: Acsm e A2A».

 

Como comune omofobo

omofobiaIl comune di Como nega spazi a Comogaylesbica. Gaddi d’accordo col sindaco, i Giovani del Pd denunciano l’omofobia comunale, la parlamentare del Pd Chiara Braga esprime «Profondo rammarico per l’atteggiamento di totale chiusura dimostrato dal Comune di Como».

Dopo il respingimento della richiesta di patrocinio e dell’utilizzo dell’auditorium della Biblioteca comunale da parte del Comune di Como per la proiezione del documentario Due volte genitori programmata dall’associazione Comogaylesbica e le affermazioni sulla stampa quotidiana locale dell’assessore alla cultura Gaddi che riterrebbe aberranti i genitori omosessuali e che la concessione del patrocinio sarebbe stato un riconoscimento del valore dell’iniziativa, l’associazione ha ritenuto dover fare delle precisazioni.
«Il film non parla di coppie omosessuali ma di genitori che accettano i propri figli – si legge in una nota – Gaddi, Saccenti [il dirigente responsabile del procedimento] e Bruni, la trojka comunale, si sono fermati soltanto all’inizio della carta intesta della lettera di richiesta di patrocinio confermando quanto abissale sia la loro ignoranza e quanto siano radicati i giudizi contro gli omosessuali, dimostrando di essere ignoranti in quanto ignorano la cultura dei diversi e degli emarginati, essendo loro sullo scranno del potere». «L’importante non è il patrocinio in sé – prosegue il documento – ma la risposta del Comune alle esigenze del cittadino mostrandosi super partes: che poi non ritenga importante concedere il patrocinio, bontà loro, non ne facciamo un dramma. Vogliamo una risposta scritta, chiara, semplice e lineare. Non meritiamo il patrocinio perché siamo froci e culattoni?, pazienza ma ne renderanno conto a tutti i cittadini».
Dal mondo della politica arrivano le prime prese di posizione, i Giovani democratici «auspicando che il Comune di Como non sia omofobico» chiedono la concessione del patrocinio e annunciano la presentazione di un ordine del giorno contro l’omofobia in Provincia.
«Profondo rammarico per l’atteggiamento di totale chiusura dimostrato dal Comune di Como» per la deputata comasca del Pd Chiara Braga che stigmatizza «il pregiudizio dell’operato dell’Amministrazione comunale contraddice fortemente le dichiarazioni e le iniziative promosse dallo stesso ministro per le Pari opportunità. Mentre ieri a Palazzo Chigi il ministro Carfagna presentava la nuova campagna istituzionale contro l’omofobia, il Comune di Como negava il suo patrocinio alla proiezione di un film che intendeva promuovere un momento civile di confronto e di dibattito in risposta alle violenze e alle discriminazioni sessuali, filmato tra altro proiettato nei giorni scorsi alla Camera, al Senato e in altre numerose sale cinematografiche di tutt’Italia».

Il Consiglio comunale di Como di lunedì 9 novembre 2009

cernezziApprovata la Manhattan comasca, un altro scempio sul territorio «da Muggio non si vedrà più il Baradello!» denuncia Lucini.

Il problema delle multe non registrate e della richiesta, ulteriore, di pagamento da parte del Comune delle stesse già saldate è stato posto dal consigliere di Rifondazione donato Supino: «a 9 mila comaschi, che hanno già pagato è stato chiesto di corrispondere nuovamente i soldi» e il consigliere si è poi chiesto «come mai sono entrati dei soldi nelle casse comunali e non sono stati registrati?».Roberta Marzorati, Per Como, ha invece richiesto la sistemazione definitiva degli scarichi fognari che scendendo da via Rienza scaricano il proprio troppo pieno nel Cosia.
Luigi Bottone, Gruppo misto, ha invece domandato a quanto ammontano i ristorni delle tasse dei frontalieri dati al Comune di Como per opere infrastrutturali e quali siano queste strutture.
Vittorio Mottola, Pd, ha chiesto nuovamente una recinzione per il cippo ai caduti di Ponte Chiasso.
Alessandro Rapinese, Area 2010, ha chiesto di trasformare in ordini del giorno diverse interpellanze da lui presentate al sindaco e le cui risposte non l’hanno soddisfatto: dalla nomina di un rappresentante del sindaco in Agenda 21, sempre rimandata, alla consulenza esterna per la redazione del Pgt, alla mancata notifica di una multa al consigliere stesso, fino all’inattività della Commissione biblioteca.
Gianmaria Quagelli, Pdl, ha chiesto di «non fare aspettare due, quattro, sei mesi [così come accade normalmente], se non ha più senso» la discussione di una mozione sui crocefissi nei luoghi pubblici da lui presentata.
Il sindaco ha quindi recisamente dichiarato al consiglio delle dimissioni di Caradonna e della sua sostituzione con Stefano Molinari e della nuova redistribuzione degli incarichi all’interno della Giunta, Ezia Molinari è la nuova vicesindaca.
Decadendo Molinari come consigliere del Pdl avendo accettato la nomina ad assessore il Consiglio ha dovuto votare la proroga con il primo dei non eletti della vecchia lista di An facendo rientrare dopo qualche hanno nell’assemblea Augusto Giannattasio. «Noi siamo quelli che geneticamente devono fare e a volte sbagliano – ha dichiarato il neoconsigliere – ma ora ci rimetteremo in piedi».
L’assemblea ha quindi affrontato la definitiva approvazione del Piano di recupero di via Morazzone, già passata in aula, dopo i trenta giorni di esposizione per la raccolta di eventuali osservazioni. La delibera è passata con i soli voti della maggioranza, contrari Paco, Prc, Vincenzo Sapere, Gruppo misto, Rapinese, Mottola, astenuti Dario Valli, Area 2010, Pd, Per Como.
Si sarebbe dovuto affrontare così la nomina dei revisori dei conti comunali, ma su proposta del capogruppo Pdl Marco Butti, dato che nella maggioranza non è ancora stato trovato un accordo, è stata decisa l’inversione dell’ordine dei lavori passando al Piano di recupero presentato da Gamma 3 per la zona fra Camerlata e Muggiò, scendendo dalla canturina lungo il Fiume Aperto.
Il sindaco ha presentato il progetto che prevede un insediamento di 382 abitanti in 5 condomini di cui 4 di 9 piani alti 32 metri tra il Fiume Aperto e la massicciata delle Ferrovie dello stato. Edifici che pur partendo dal fondovalle saranno alti come i condomini, posti ben più in alto, di via Turati. «In cambio degli standard di urbanizzazione abbiamo ottenuto box e case e monetizzazioni per 561 mila euro» ha poi concluso il primo cittadino.
Dopo una schermaglia verbale fra Rapinese, che ha chiesto se qualcuno degli amministratori aveva qualche interesse nel progetto, e Massimo Serrentno, Pdl, i consiglieri dell’opposizione Bruno Magatti, Paco, e Mottola hanno rilevato la mancanza di servizi in zona e l’assurdo di una pista ciclabile interna al nuovo quartiere. «Devo rilevare una lacuna nell’esposizione del sindaco – ha detto Mario Lucini, Pd – si è dimenticato di dire del voto contrario al Paino del Consiglio di Circoscrizione», infatti il parlamentino di quartiere di Albate, governato dal centrodestra, ha espresso parere negativo. «Da via Turati non si vedrà più il monte Goi e da Muggiò non si vedrà più il Baradello – ha esclamato il consigliere democratico – sarà un disastro oltre che paesaggistico viabilistico» dato che i futuri residenti andranno ad incidere negativamente sulle attuali strade dal calibro ridotto. Lucini ha infine ricordato che il piano era stato bocciato (due astenuti ed un voto contrario tra le file della maggioranza) anche in Commissione urbanistica. Lucini ha spiegato che dal piazzale del S. Anna si vedranno in altezza ancora 6 piani delle 4 torri.
Dopo l’appello di Rapinese ai leghisti «non deludete Montorfano!», presidente leghista della Circoscrizione 1, e di Gianni Imperiali, Pd, «cercate di convincermi che bisogna della bontà di questo progetto!», ed un involuto intervento di Emanuele Lionetti, Lega, la maggioranza ha chiesto una sospensione di un quarto d’ora per confrontarsi.
Erano le 22.37, alle 23.05 Arturo Arcellaschi, Pdl, è uscito infervorato dalla sala riunioni minacciando di andare a casa, alle 23.25 è ripreso il dibattito.
Lucini ha subito stigmatizzato la situazione «il 14 ottobre noi siamo stati 10 minuti in più in riunione e voi avete ripreso la seduta senza aspettarci ora siete stati fuori 40 minuti in più», raccogliendo gli applausi del pubblico in sala. Supino ha aggiunto, rivolto a Pastore, «io una volta solo ho chiesto una sospensiva e lei voleva darmi tre minuti! Alla maggioranza ne dà 40 in più».
Giampiero Ajani, Lega, ha chiesto quindi un’ulteriore sospensiva, alle 23.35 «di 15-20 minuti» per consultarsi col proprio gruppo.
«Arturo specia un mument!» ha dovuto urlare a Arcellaschi in fuga, alle 23.47, Butti per cercare di fermarlo, gettandosi al suo inseguimento per i corridoi di Palazzo Cernezzi.
Alle 23.52 la seduta è ripresa e il sindaco ha replicato al Consiglio. «Non credo che da Muggiò non si vedrà Camerlata» ha precisato, si tratta di una bonifica di una riqualificazione e riferito ai senza tetto che si rifugiano nell’area «non andranno più a dormire lì non siamo un paese del Terzo mondo».
Con i soli voti favorevoli della maggioranza, l’astensione di Valli, e il parere negativo delle minoranze e della Lega, la seduta è stata prolungata ad oltranza.
Di seguito alle dichiarazioni di voto di Valli e Luca Gaffuri, Pd, contrari al Progetto, quella che è stata definita la Manhattan comasca è stata approvata con i voti del Pdl, unico astenuto Paquale Buono, l’astensione della Lega, ed il voto contrario delle minoranze. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

Carioni commissario ad acta

inceneritoreCarioni, commissario ad acta con i poteri del Consiglio provinciale ha riadattato il Piano provinciale per la gestione dei rifiuti. Il consigliere provinciale Renato Temmanti denuncia l’aumento del 20 per cento del potenziale di utilizzo del forno Acsm portandolo a ben 151.600 t/ annue e chiede della cosa si parli nel Consiglio provinciale del 16 novembre.

Il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni è stato nominato Commissario ad acta per la gestione dei rifiuti dalla Giunta regionale il 28 ottobre scorso.
Il 5 novembre, dopo che «l’istruttoria svolta dalla Regione ha evidenziato la non conformità del piano», bocciandolo nell’agosto scorso», e che «la Provincia di Como ha comunicato alla Regione l’oggettiva impossibilità del rispetto delle scadenze previste per le integrazioni cartografiche richieste e per l’espletamento delle procedure consiliari di riadozione», Carioni in solitaria, con la «deliberazione [n. 1] del commissario ad acta con i poteri del Consiglio provinciale» ha riadattato il Piano provinciale per la gestione dei rifiuti.
Cosa prevedeva il Piano provinciale? «L’utilizzo del ricorso al termovalorizzatore – spiega Renato Tettamanti consigliere del Prc – per una quantità di 118 mila t/ annue e di invio alla discarica di Mozzate di 46 mila t/ annue nel quadro di un cosiddetto scenario C (equilibrio tra recupero di materia e recupero di energia), basato sul miglioramento della raccolta differenziata, consentendo il recupero di materia e sottrazione della frazione organica a discarica e termovalorizzatore. Uno scenario da noi contestato in Consiglio provinciale perché ancora troppo timido nell’utilizzo della raccolta differenziata e per un ricorso ancora significativo a termovalorizzatore e discarica».
Tutto è cambiato però con la delibera del 7 agosto della Giunta regionale quando – spiega Tettamanti – «con la scusa della solidarietà interprovinciale, aumenta del 20 per cento il potenziale di utilizzo del forno Acsm portandolo a ben 151.600 t/ annue. La vicenda non è ancora esecutiva, ma è molto probabile che senza un’ampia opposizione divenga realtà».
«Tutto – ha precisato il consigliere eletto nelle liste del Prc – in assenza di controlli sulle emissioni e delle ricadute sulla salute dei cittadini. Solo ora sta partendo una prima parziale indagine da parte di Arpa Lombardia di Como a seguito di un ordine del giorno proposto dalle opposizioni in consiglio provinciale. Ad oggi gli unici dati disponibili sono solo quelli di parte aziendale che naturalmente non riscontrano nessun problema».
Per il consigliere comunista «vengono gettati via anni di discussioni data la decisione di Carioni, in ossequio alle direttive della Regione, comunicandolo ai consiglieri via fax».
«Si apra la discussione in Consiglio provinciale lunedì 16 novembre, se no a cosa servono tutti i discorsi sul federalismo e le competenze delle province? – ha chiesto Tettamanti – anche perché quest’argomento è strettamente collegato alla gara d’appalto sulla raccolta di rifiuti nel capoluogo, non ancora indetta, dato che adesso è più conveniente bruciare e Acsm/ Agam ha in programma la costruzione di una terza linea del forno».

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