28 giugno/ Bulgarograsso/ “Nessuno è straniero”

Giovedì 28 giugno alle 21, il salone dell’oratorio di Bulgarograsso (CO), in piazza Risorgimento 1, si terrà Nessuno è straniero: un incontro-dibattito sulle discriminazioni e sui razzismi, una manifestazione di solidarietà e di sensibilità per garantire a tutte e a tutti forme civili di accoglienza e contro il disprezzo e l’emarginazione. (altro…)

30 giugno/ Erba/ Piccolo viaggio in villa Ceriani

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Sabato 30 giugno alle 17, l’associazione Iubilantes e il comune di Erba – Civico museo invitano a una visita guidata all’interno della villa Ceriani, situata nella frazione di Crevenna (via Foscolo 23), curata da Barbara Cermesoni, conservatrice del Museo, e con Ambra Garancini e Silvia Fasana di Iubilantes. (altro…)

ecoinformazioni on air/ Salvare viale Varese

La lotta della città per salvare Viale Varese ed evitarne l’esproprio per darlo per trenta anni a un privato lunedì 25 giugno alle 6,40 a Snooze di Radio Popolare. Ascolta il servizio di Gianpaolo Rosso su Radio Popolare. «Como è l’unica città che riesce a essere i n perdita con un autosilo comunale, quello di Val Mulini (sì proprio quello nel quale il Comune ha sperperato 20 mila euro per evitare che qualche migrante vi trovasse rifugio) sempre vuoto perché la politica delle ultime amministrazioni non è riuscita a renderlo interessante, nonostante disti poche centinaia di metri dal centro della città.

Como è una delle città più inquinate d’Eurupa con picchi preoccupanti di ossidi di azoto di polveri sottili, di ozono, quasi costantemente fuori controllo da anni. Como è una città turistica che attrae sempre più automobili che senza altre indicazioni arrivano nel cuore della città e naturalmente non possono trovare parcheggi illimitati.

Per permettere di parcheggiare a ridosso del centro storico la Giunta precedente, prima, e il centrodestra, oggi, pensano di moltiplicare i parcheggi nonostante sia evidente che un maggior numero di posti auto nel centro determinerà ulteriore traffico, inquinamento e i posti disponibili non potranno mai essere sufficienti.

Per farlo l’idea alla fine bocciata dalla precedente amministrazione anche perché le sinistre e una parte del pd minacciavano di uscire dalla maggioranza era un parcheggio sotterraneo in viale Varese con 100 nuovi posti.

Ora tocca alle destre che caldeggiano l’idea del più noto costruttore locale, Nessi e Maiocchi, che propone un progetto per 86 posti auto a raso. Per realizzarlo il Comune perderebbe anche 600 mila euro l’anno oltre a dover cedere tutta l’area per trenta anni.

Contro il  Circolo “Angelo Vassallo” di Legambiente, Fiab Como Biciamo, Iubilantes, Città possibile, Wwf Oa Insubria, Lipu Como, Associazione Chiave di Volta, Italia Nostra Como, Arci provinciale di  Como. Più di mille firme raccolte 600 nel solo unico giorno di raccolta in piazza sul documento degli ambientalisti con queste argomentazioni:

«– Un parcheggio a ridosso delle mura del centro storico è antistorico e va in direzione opposta rispetto alle visioni nuove di mobilità sostenibile che sono seguite da tutte le città europee e dalla maggior parte delle città capoluogo italiane (tanta lungimiranza è stata mostrata da Como negli anni ’70, tanto oscurantismo oggi?)

– L’ampliamento del parcheggio a rotazione a ridosso delle mura aumenterebbe di per sé l’intasamento che soffoca il nostro centro storico in tanti giorni della settimana, essendo di per sé un attrattore di traffico

– L’ampliamento del parcheggio a rotazione a ridosso delle mura non risolverebbe comunque il problema dei parcheggi per accedere al centro storico, problemi che riguardano diverse tipologie di utenti (residenti, lavoratori del centro, utenti abituali ed occasionali) con necessità diverse e non si risolvono con l’aggiunta di 80/90 posti

– L’ampliamento del parcheggio a ridosso delle mura è una proposta che risulta da una visione ristretta e parziale. È invece necessario affrontare la tematica dei parcheggi e della viabilità a partire da una visione più generale della mobilità cittadina e questo può essere fatto solo proseguendo con l’aggiornamento del Piano generale del traffico urbano che risale al 2001. A questo proposito, dalla recente presentazione sulla mobilità esposta da Legambiente nel corso del NowFestival abbiamo saputo che anticipare la redazione del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) ora obbligatorio nelle città oltre i 100000 abitanti (decreto 4 agosto 2017) potrebbe portare all’accesso a fondi statali che sarebbero utilissimi alla nostra città per riordinare il settore.

– La cessione in concessione di tale area impedirebbe una evoluzione della mobilità della no-stra città verso un sistema più moderno, che preveda un ampliamento dei parcheggi a corona del centro lungo le direttrici a grande percorrenza (Viale Roosevelt/ Innocenzo) già oggi e un ulteriore allargamento della Ztl negli anni a venire. A maggior ragione se il progetto prevedesse una concessione trentennale!

La contrarietà è motivata inoltre dalle considerazioni seguenti, che realisticamente supponiamo non avendo ad oggi i dettagli di progetto:

– L’ampliamento del parcheggio a ridosso delle mura porterebbe ad una riduzione della già limitata porzione di verde presente, tagliando piante secolari e riducendo il giardino

– Giardino che rappresenta una delle poche aree a verde del centro storico ed è oggi è molto frequentato; è area di incontro per le persone e di movimento per gli animali domestici, area che verrebbe giocoforza ridotta

– L’ampliamento del parcheggio a ridosso delle mura storiche potrebbe deturpare un luogo tutelato dalla sovrintendenza dei beni culturali con un vincolo monumentale, rovinando l’attuale contorno verde alle mura storiche e la vista (è facile produrre rendering con parcheggi vuoti e tanto verde e passarli per la realtà che si dovrebbe ottenere …)

– La cessione in concessione di tale area al privato non tutelerebbe l’interesse economico della comunità cittadina (come già evidenziato dai conti esposti nella delibera comunale negativa verso il progetto presentato nel 2015 da uno dei due proponenti, peraltro supponendo ragionevolmente che oggi il canone che il privato pagherebbe al comune sarà molto minore non prevedendo più la parte interrata), a maggior ragione se il progetto prevedesse una concessione trentennale.

Tutto ciò (aumento di traffico in convalle e riduzione del verde) peggiorerebbe inevitabilmente lo stato dell’aria nella nostra città; l’inadempienza dell’Amministrazione verso queste tematiche ci espone alle sanzioni dell’Unione europea; e la prossima direttiva europea dovrebbe abbassare i limiti avvicinandosi a quelli dell’Oms e portandoci sistematicamente allo sforamento».

Forse ancora più grave la segretezza (solo per alcuni) imposta visto che l’amministrazione si rifiuta di far vedere il progetto negando persino ai consiglieri comunale l’accesso agli atti se non firmano una clausola di riservatezza che li costringe a non divulgare il contento del progetto tanto che Vittorio Nessi, capogruppo della lista dell’opposizione Svolta civica, ha chiesto con un’interrogazione ciò che dovrebbe semplicemente essere pubblico se non ci sono affari da nascondere.

Lunedì alle 20 le associazioni ambientaliste, mobilitate per salvare viale Varese, invitano a presenziare in silenzio ai lavori del Consiglio comunale a Palazzo Cernezzi. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

Salvare viale Varese/ Vittorio Nessi interroga

Il capogruppo di Svolta civica Vittorio Nessi con un’interrogazione che dovrebbe ricevere risposta nel Consiglio comunale di Como di lunedì 25 giugno, al quale le organizzazioni ambientaliste. unite per salvare viale Varese dall’ampliamento del parcheggio, hanno preannunciato presenzieranno in silenzio, chiede di conoscere ciò che l’amministrazione che si è fino a ora rifiutata di rendere pubblico il progetto negando persino ai consiglieri comunali l’accesso agli atti e rendendo evidente la volontà di distruggere un’area della città in segreto, senza discussione né democrazia. Leggi nel seguito il testo dell’interrogazione. (altro…)

Teodoro Margherita/ Come credete io possa stare sapendo che Salvini è ministro degli interni?

L’intervento di Teodoro Margherita, strenuo amico con la Civiltà contadina della biodiversità rurale, collaboratore de Il manifesto, scrittore, insegnante, antirazzista, da sempre impegnato a sinistra e ora elettore del M5s. «Equivoci. Io sono un maledetto terrone. Sono salito quassù al nord Italia e, certamente, per sottrazione matematica, ho preso il posto di lavoro di un settentrionale, come, a decine di migliaia, facciamo noi meridionali.

Mi sono pure preso una donna di qui e ci ho fatto un figlio, meticcio, ovviamente.
Questo è il pensiero radicato nel profondo dei leghisti. Non te la perdoneranno mai. Sei un terrone, sei “uno di via” come si usa dire in Vallassina. Quando mi candidai alle elezioni comunali, un caro amico mi disse “Ti possono rispettare ed ammirare, anche, per il tuo lavoro, per l’apporto che rechi alla comunità, sanno che vuoi bene ai loro figli e te ne sono pure grati, ma non ti voteranno.”
So tutto questo. Lo so bene.Presso la base leghista profonda, quella che, negli anni cinquanta affiggeva i cartelli “non si affitta ai meridionali” io non sarò mai accettato, mai.
Come credete io possa stare sapendo che Salvini è ministro degli interni? Sono un militante di sinistra, sono antirazzista.
Ho una collezione di magliette, borsine in cotone, spilline, che indosso e continuerò ad indossare, che gridano il mio essere tutto da un’altra parte. Ho solo affermato che trovo specioso, surrettizio, falso, tutto il cancan sollevato contro questo governo. A Repubblica ed al Corriere non interessa il razzismo o la virata a destra, indubbia, della politica italiana, interessa solamente evitare che siano disturbati gli interessi veri, la politica economica e monetaria, hanno paura per i loro lerci investimenti.
Non gli importa nulla e mai gliene è importato degli immigrati.
Gli fa paura che manomettano la borsa, che spostino l’Italia nelle alleanze internazionali. Chi non capisce questo, è cieco. Non è nemmeno di sinistra. La sinistra pensa e ragiona. Riflette ed analizza. A freddo. Io, in piazza a difendere i mercati, a difendere la Merkel non scendo. A difendere la legge Fornero, che mi incatena al lavoro fino a tarda età,non scendo. Non difendo la Buona Scuola, linguaggio orwelliano: da insegnante: è il mercato nel tempio del sapere, di peggio non si poteva fare. Volevo dire questo. Chi mi conosce non ha frainteso. Gli altri, spero capiscano. Il M5S, non ha preso la maggioranza assoluta, purtroppo, e Di Maio è giovane. Ma un nuovo movimento è sorto.
Senza, avremmo avuto un Fronte Nazionale con Salvini premier al trenta per cento. La sinistra o quel che ne rimane, deve riflettere profondamente. Essere lucida. Io, ci sono. Non mi sottraggo. A chi, in privato o sulle mie pagine mi ha dato del leghista, non replico nemmeno.Sono ragli d’asino. Simpatie grilline?  Si, e come non averne? Nel vuoto desolante della politica italiana sono stati una boccata d’aria fresca. Quello che faranno in futuro dipende anche da noi. Abbiamo avuto Bossi-Fini-Berlusconi, ma di cosa avere ancora paura? Già, è che avevamo una Rifondazione all’otto per cento,all’opposizione e combattiva, non l’ho “suicidata” di certo io. Buona domenica». [Teodoro Margherita per ecoinformazioni]

 

A Como non c’è campo

Sono a Como, specifico, probabilmente una delle città più ricche d’Italia. Seduta su una panchina aspetto che passi il mio bus. Una donna, straniera, dagli occhi azzurri come il cielo e un italiano un po’ stentato, forse russa, forse ucraina, si avvicina ad alcune persone lì con me in attesa. Si allontana, poi si avvicina ancora, si allontana, si agita, dice qualcosa che io non riesco a sentire, il tutto nell’indifferenza più totale. Capisco che è in difficoltà solo quando si avvicina a me e mi chiede di poter fare una telefonata. Una telefonata. Ci mancherebbe altro, penso io. Eppure prima che io riesca a rispondere, me la ritrovo a pregarmi, a implorarmi, a porgermi soldi, a giurarmi che impiegherà pochi minuti. Le porgo il telefono e le dico che non ho fretta, può usarlo tutto il tempo che vuole. Lei telefona, riattacca e mi chiede quanto mi deve. Mi viene spontaneo ridere, chiederle se stesse scherzando e sorridere ancora, anche se probabilmente da ridere non c’è proprio nulla. Alla mia reazione allibita lei scoppia a piangere davanti ai miei occhi e mi rendo conto improvvisamente di essere in mezzo ad un gruppo di gente e di essere sola. Li guardo tutti, uno per uno, e mi vergogno di respirare la loro stessa aria. Siamo sole, io e lei. Lei sola con la sua disperazione di chi arriva da lontano piena di speranze e si ritrova ad implorare la gente per una telefonata e io sola con la mia disillusione di vivere in un mondo in cui i rapporti umani abbiano la priorità sull’egoismo e i pregiudizi. Mi chiedo, ma veramente il mondo è diventato un posto così brutto? [Francesca Visone per ecoinformazioni]

Più di mille firme per salvare Viale Varese

Non è vero che la giunta Landriscina esiste solo per accontentare alcuni commercianti. Al contrario, pensa anche ai costruttori e per farlo mette a loro disposizione persino lo splendido viale Varese da distruggere per attirare ancora più macchine in convalle e danneggiare sicurezza, vivibilità e salute di cittadini e cittadine. Alla mobilitazione animata da Legambiente e da una serie di altre associazioni hanno però risposto in tanti e al banchetto in via Boldoni.  La mattina del 23 giugno hanno in poche ore firmato in 600, facendo così superare le mille firme complessivamente raccolte. Un buon segnale in attesa del Consiglio comunale di lunedì 25, quando sarà impossibile, grazie a l’intervento di Como civica, continuare a tenere segreti i piani per il parcheggio di viale Varese, un patrimonio della città che il centrodestra vuole trasformare in accessorio di un parcheggio tagliando aree verdi e diritti degli abitanti.

Adesso si può firmare solo inviando una mail a sosvialevarese@gmail.com con nome, cognome, indirizzo, data di nascita e la dichiarazione “sottoscrivo la raccolta firme contro l’ampliamento del parcheggio in viale Varese”.

Lunedi sera l’appuntamento è per le 20 in Consiglio comunale per una presenza silenziosa che manifesti la nostra posizione. #noparcheggio#vialevarese #piuverdemenoparcheggi #sosvialevarese

 

“Nazitalia”: il fascioleghismo genera mostri

Dichiarazioni aggressive, omofobe e razziste,  minacce non troppo velate a personalità o gruppi vulnerabili, pareri gratuiti su questioni che esulano dal suo ambito di competenza, pubblica adozione di simbologie di estrema destra: da poco nominato Ministro degli interni, il leader della nuova Lega ultranazionalista – è certamente in grado di mantenere alta l’attenzione nei suoi confronti e presentarsi come uomo forte (forse l’unico) di un governo nel quale, in principio, rappresentava i vincitori di minoranza. Sullo sfondo, intanto, c’è il vasto, complesso e a tratti inquietante retroscena dei fascismi contemporanei che, complici la crisi europea e una prolungata e colpevole disattenzione politica e civile, aspettavano il momento propizio per uscire allo scoperto. (altro…)

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