Fiori di carta per i detenuti del Bassone

I fiori sono bellissimi, ma durano poco. Alcuni fiori, tuttavia, sfidano questa triste verità, perdurando nel tempo nella sostanza come nel valore. Le rose che vedete in questa foto sono di carta e sono confezionate dalle mani di un detenuto del Bassone. Non solo hanno una bella storia da raccontare, ma possono compiere, se acquistate, un piccolo, ma decisivo miracolo. (altro…)






Martedì 3 luglio alle 20,30 al Centro civico di Prestino in via D’Annunzio 1 (gli altri appuntamenti si terranno il mercoledì al centro civico di Via Grandi 21) si aprirà la rassegna di incontri “Ridiamoci addosso”, proposta dall’Associazione artistica Orizzonti inclinati.

Approvato dal consiglio provinciale di Como il primo atto per la costituzione dell’osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato nelle province di Como e Varese, che introduce un importante strumento di consultazione tra i principali soggetti operanti sul tema del lavoro transfrontaliero.
Giovedì 27 giugno il cda di Como Acqua srl rappresentato dalla consigliera Paola Sala e le organizzazioni sindacali di categoria Filctem nelle persone di Sandro Estelli e Giuseppe Augurusa; Femca nella persona di Luigi Bartesaghi e Uilta nella persona di Gioacchino Favara, hanno firmato l’accordo quadro per garantire ai dipendenti delle Sot il loro futuro nell’azienda.
L’accademia Aldo Galli in via Petrarca 9 a Como ha ospitato, nel tardo pomeriggio di mercoledì 27 giugno, un incontro organizzato dal circolo Willy Brandt (rappresentato da Giuseppe Doria, che ha introdotto i lavori). Lavoreremo ancora? questa la domanda che ha dato il titolo alla conferenza e che ha avviato una riflessione condivisa da pubblico (di una trentina di persone) e relatori (Alfredo Biffi, professore del dipartimento di Economia dell’Università dell’Insubria, e Claudio Negro, ex sindacalista e rappresentante della fondazione Anna Kuliscioff di Milano; assente Salvatore Amura dell’Accademia Galli) sul futuro di un mercato lavorativo in cui le risorse umane cedono il passo alle macchine con sempre maggior frequenza.



