Giulia Rho

eQua 2026/ 8 maggio/ Reportage/ L’invasione degli ultracorpi. Miliardari che vogliono rubarci il futuro.

Carlo Testini, responsabile nazionale per le disuguaglianze apre la prima sessione pomeridiana anticipando i temi che saranno trattati durante questa metà di giornata e nella prossima ricordando l’obiettivo di questo congresso che ricordiamo anche essere formativo: combattere il capitalismo ma anche combattere le solitudini. Oggi più che mai, Arci deve ricordare il suo compito cioè essere combattivi nel mettere in luce le strutture corrette che operano indisturbate.

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eQua 2026/ 8 maggio/ Reportage/ Disuguaglianze e anarco-capitalismo

Maso Notarianni, presidente di Arci Milano, accoglie e apre la quinta edizione 2026 di eQua, intitolata Click! Hackeriamo il capitalismo, presso la sala Kovac del Circolo Bellezza di Milano, a partire da una condivisione della storia di questo circolo, costruito tra la fine dell’800 dagli operari del quartiere milanese e destinato a ospitare le scuole dei figli. Divenuto sotto il fascismo casa del fascio, fu il secondo luogo liberato a Milano dalla Resistenza; poi sede del partito comunista che negli anni ’70 lo donò al Comune a patto che questo rimanesse uno spazio sociale. Infine affidato a Arci Milano. Nelle scorse edizioni si è ragionato sui mali del mondo, sui danni causati da un sistema elitario e capitalista e sulle disuguaglianze. Quest’anno si ragionerà su come superarle, sistema non più tollerabile, in quanto produttore di guerre e ricchezze smisurate nelle mani di pochissimi. Come espropriare queste ricchezze perché vengano ridistribuite?

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Memoria precaria/ La Resistenza attuale delle donne

Anche quest’anno, portatori e portatrici sane dell’urgenza di ricordare e viversi nella giornata dell’Anniversario della Liberazione, si sono date appuntamento nelle piazze, compresa Piazza del Mercato a Erba: non per un sentimento di maniera. Ci rendiamo sempre più conto di come la narrazione del governo, che insiste sul fatto che il 25 aprile sia divisivo, tema piuttosto l’antifascismo, non come memoria e commemorazione, ma perché lotta nel presente. La resistenza come modo di stare al mondo, di decostruirne la violenza, gli abusi, gli sfruttamenti, la tracotanza e la repressione da parte dei (pre)potenti. Se siamo scesi e scese in quelle piazze è per dare contro alla complicità nella violenza, per accorgerci della complessità che ci circonda, memore della storia, e per imparare nuove forme per lottare e convivere, dove le armi non sono contemplate perché in esse connaturata la perversa relazione tra privilegio e interesse di mercato.

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Cooperare/ Ovvero come cavalcare una forza trasformativa

Il 22 aprile a Villa Gallia la presentazione del libro Prepotenti di Lara Ghiglione, segretaria confederale Cgil nazionale: «Una lettura attuale di come si svolgono le dinamiche relazionali di potere», introduce Sandro Estelli, segretario generale di Cgil Como. Un’analisi di tutti quei contesti di studio, lavoro e vita quotidiana in cui la prepotenza è mascherata da leadership, in cui l’autorialità è confusa con l’autorevolezza. L’obiettivo del libro, spiega l’autrice intervistata da Laura Valenti, segretaria regionale di Flc Lombardia, è quello di spostare l’attenzione su quelle dinamiche di carattere collettivo basate sulla cooperazione e il sostegno reciproco. Iniziativa voluta e organizzata da Flc Cgil Como, aperta dalla segretaria generale Roberta Capone.

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Essere Lucrezia/ Arte relazionale tra donne

Uno spazio tra donne per incontrarsi, raccontarsi, creare insieme. A partire da marzo 2026 il quartiere di Rebbio ospita una tappa del laboratorio itinerante “Essere Lucrezia” dal titolo Sobhiye / الصبحية.
Sobhiye è una parola araba che richiama il mattino, l’inizio, il ritrovarsi. È uno spazio femminile creativo ed emotivo, semplice e accogliente, pensato per donne di diverse provenienze, età e storie di vita che abitano il quartiere di Rebbio.

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Kamate Kasereka rilancia la campagna Debt for climate

Kamate Kasereka François, attivista congolese per il clima e i diritti umani, coordina dal 2021 la sezione della Repubblica democratica del Congo della campagna Debt for climate. Il pagamento del debito estero sottrae annualmente miliardi di dollari del bilancio dello stato, azzerando quei fondi necessari alla sanità, all’educazione e a risanare problemi sociali e climatici.

Fermare le grandi compagnie petrolifere in Congo

Mentre nell’est della Repubblica Democratica del Congo persistono violenti conflitti, la ripresa delle aste per i blocchi petroliferi e di gas rischia di aggravare l’instabilità, calpestare i diritti umani e compromettere gli impegni ambientali del paese, trasformando il più grande serbatoio di carbonio terrestre del mondo – fondamentale per la biodiversità, le comunità locali e il clima globale – in una gigantesca bomba di CO2, mettendo in pericolo gli ecosistemi e le comunità indigene. Un’intervista a Kamate Kasereka François.

https://znetwork.org/znetarticle/diffusing-the-next-carbon-bomb-the-fight-to-stop-big-oil-in-congo/?fbclid=IwZnRzaARKBlFleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEe9xwefuos21CkNFO5nAaUcco3HoT3wOHgu1CXRd4qUf_SmWUwhe-dh9UvZ9s_aem_3tcgIOpMk5bFuWIt0C2v1g

Un enorme potenziale climatico compromesso dallo sfruttamento di petrolio e gas

La Repubblica Democratica del Congo, paese dotato di un potenziale unico per affrontare la crisi climatica globale, è paradossalmente impegnata in una politica di aste pubbliche per lo sfruttamento del proprio petrolio e gas, dal momento che questi progetti sono, per le autorità, opportunità economiche. Kamate Kasereka François racconta come la campagna condotta dalla società civile abbia messo in luce sia i danni ambientali, sia i costi sociali dell’estrazione petrolifera in questi fragili ecosistemi, mettendo talvolta in discussione la fattibilità di questi progetti.

https://lens.civicus.org/interview/des-zones-essentielles-au-climat-mondial-sont-menacees-par-des-projets-economiques/

Creare assieme un cambiamento positivo/ Kamate Kasereka si presenta

Kamate Kasereka François, giovane attivista congolese, condivide le sue esperienze di mobilitazione e protesta, offrendo spunti concreti dai quali poter ripartire. «La mia motivazione nel dare vita alle sezioni locali di Extinction Rebellion e XR Rutshuru è scaturita dai traumi subiti dalla nostra comunità, in particolare dalla tragedia umanitaria senza precedenti, unita agli effetti del riscaldamento globale che si fanno già sentire in modo acuto. Mi sono posto l’obiettivo di dissuadere i giovani dall’entrare a far parte di gruppi armati e di spingerli invece a collaborare per promuovere un cambiamento positivo nella comunità».

Tra crisi umanitaria, violenze e sfruttamento c’è chi dice no

Kamate Kasereka François, ospite lo scorso 12 aprile a L’aria che respiri, ha condiviso le motivazioni che lo hanno portato a scegliere e intraprendere una lotta non-violenta, che, anche nel Nord Kivu, vede crescere una mobilitazione di tanti giovani che abbandonano le milizie locali armate. Tramite interventi di sensibilizzazione e solidarietà, Kamate si impegna affinché le persone possano riconoscere i propri diritti, dove pace, lavoro e tutela dell’ecosistema sono strettamente legate tra loro.

https://www.raiplaysound.it/audio/2026/04/Laria-che-respiri-del-12042026-e659593e-83d6-4d8a-b19b-be51390f5a3e.html[minuti 0:00 – 6:20]

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