4 ottobre / Lezione prova gratuita per il corso di teatro di Artificio

teatro

Dalla pagina Facebook dell’evento di Artificio:

Mercoledì 4 ottobre dalle 20,30 alle 22, 30 potete partecipare gratuitamente alla prima lezione del corso di teatro al Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4, Como.
Il corso è aperto a tutti.

PRENOTATI scrivendo a organizzazioneartificio@gmail.com

Programma annuale:
Quando: ogni mercoledì, ore 20,30-22,30.
Durata: ottobre-maggio
Dove: Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4 – Como

Contatti: segreteria.luminanda@gmail.com, cell. 345 456 2969

Un teatro legato alla vita, dove è possibile sperimentare la propria espressività naturale attraverso la relazione, il gioco, l’improvvisazione, per acquisire le tecniche base del linguaggio teatrale e una maggiore consapevolezza per stare bene con se stessi e gli altri.
Al termine del percorso è previsto un saggio finale. Quest’anno vorremmo portare “il teatro fuori dal teatro“, facendo degli spazi cittadini un palcoscenico naturale, mischiandoci con le persone in un viaggio in cui lo spettacolo si fa riflesso dell’esperienza individuale e di gruppo, amplificandola e aprendola alla condivisione con il pubblico.

Consulta qui tutte le iniziative e i progetti di Artificio

5 – 8 ottobre / Festa della cooperazione albatese

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Tra giovedì 5 e domenica 8 ottobre, il Bar “Il circolo” e il salone villa dell’Ucc di Albate (via Canturina 164 e 166) ospiteranno la XXXI edizione della Festa della cooperazione albatese, organizzata da Ucc [unione circoli cooperativi] e patrocinata dal Comune di Como, da Bcc – Cassa rurale ed artigiana di Cantù e dalla Provincia di Como. Di seguito il programma:

Giovedì 5 ottobre:
14 : gara di bocce al bocciodromo Ucc

Venerdì 6 ottobre
21 : Dibattito pubblico sul tema Comosud (Albate – Camerlata – Rebbio): quale futuro? al salone villa Ucc. Interverranno il Sindaco di Como e (sic) alcuni assessori.

Sabato 7 ottobre:
14 : gara di scopa d’assi al bar “Il circolo”
18,30: Giro del Mondo in 330 giorni – al salone villa, Francesco “Cecco” Zamburlini parlerà del suo viaggio in 29 paesi.
19, 30 : apericena al bar “Il circolo”

Domenica 8 ottobre:
dalle 9 in poi: Ul pan de Com – distribuzione gratuita di pane offerto da Panificio Moro e Il pane dei Volonté, vendita di torte equosolidali alla bottega Pachamama e di prodotti tradizionali mantovani (sbrisolona, salame, parmigiano) al bar “Il circolo”.
10 : al salone villa, Benedetto Indavuru presenta il suo libro Democrazia cristiana e Partito comunista italiano nella provincia di Como (dal 1945 al 2007)
12 : aperitivo della cooperazione offerto al bar “Il circolo”da Ucc
12,30 : pranzo della cooperativa al salone villa Ucc
19,30 : risotto e salsiccia al salone villa Ucc
21 : tombola a premi al salone villa Ucc

La settimana successiva, precisamente domenica 15 ottobre dalle 15,30, sarà poi possibile partecipare a una castagnata nei pressi della Baita Monte Goi.

Ucc invita tutte e tutti a aderire e portare il proprio contributo di idee. Chi fosse interessato, o volesse ulteriori dettagli sulle iniziative della festa della settimana prossima, può chiamare lo 031 52 37 05 oppure mandare una e–mail a sede@ucc.it .

A Como e in tutta Europa per i diritti delle persone migranti

È passato più di un anno da quando Como ha vissuto il momento “emergenziale” dell’incontro col fenomeno epocale delle migrazioni planetarie; sembrava che la città avesse capito la gravità della situazione, che si fosse dimostrata capace di mobilitarsi in modo non effimero, che avesse compreso non solo l’apparenza, ma anche la sostanza del problema.

Di anni ne sono passati anche di più da quando sono cominciati gli arrivi e le stragi in mare, da quando è stata aperta e poi ermeticamente chiusa la “rotta balcanica”, da quando sulle pagine dei giornali e sugli schemi dei vari sistemi di connessione sono passate foto e parole di una drammaticità quasi insopportabile. Sembrava che i governi europei avessero colto l’urgenza di affrontare il problema.

Invece, rimossi dalle prospettive urbane gli imbarazzanti assembramenti di persone “forestiere”, ridotti i flussi intercontinentali, subappaltandone il controllo poliziesco e repressivo ai peggiori regimi disponibili sul mercato (che non hanno alcuna difficoltà, in cambio di una manciata di milioni di euro, a sobbarcarsi il lavoro sporco), la gente ha dimenticato, è tornata ad occuparsi d’altro, i governi hanno stabilito che “quando è troppo è troppo”, e che semmai il residuo di tutti questi problemi è poco più di un problema di ordine pubblico (oppure, nel migliore dei casi, di decoro urbano).

Eppure, il lavoro del mondo del volontariato non si è mai potuto interrompere, per garantire quel minimo di accoglienza indispensabile a chi è approdato in queste terre non per suo capriccio, ma perché costretto da guerre, violenze e povertà. Né si è fermata l’azione dei gruppi di attivisti e attiviste che hanno capito che quello delle migrazioni è un problema di diritti, fondamentali e inalienabili.

Questo è il senso della campagna #sickofwaiting (stanchi di aspettare) lanciata a livello europeo per il 30 settembre e a cui anche Como senza frontiere ha deciso di aderire. Non è stato facile in un pomeriggio di un sabato qualsiasi portare all’attenzione della città un problema che resta gravissimo, nonostante che, nell’autunno 2017, i migranti siano confinati in luoghi più appartati. Non è stato facile nemmeno far capire che mettere in concorrenza i “nostri” poveri con quelli provenienti da altri luoghi, come l’attuale amministrazione continua pervicacemente a fare,  è non solo sbagliato ma addirittura controproducente, perché la riduzione dei diritti, una volta “testata” sugli altri, si ripercuoterà senza dubbio anche su di noi, perché i diritti sono per tutti e tutte o non sono per nessuno.

Certo, non sarà qualche centinaio di volantini e di parole distribuite in un pomeriggio di sabato (non importa se a Como a Londra o a Madrid) a cambiare il corso delle politiche europee. Ma non si può far finta di ignorare che il tempo è davvero scaduto.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

“Riprendiamoci la libertà”: Cgil tinge di rosso piazza San Fedele contro la violenza sulle donne

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Ha avuto luogo tra le 18 e le 19 di sabato 30 settembre Riprendiamoci la libertà, iniziativa organizzata a livello nazionale (cento le piazze coinvolte) da Cgil, con il sostegno di Arci, per ribadire una volta di più la necessità di un intervento continuo e condiviso di uomini e donne contro la violenza di cui queste ultime continuano, loro malgrado, a essere vittime: per citare un dato locale, Telefono Donna Como ha registrato negli ultimi tre anni in media 260 richieste di aiuto all’anno. Le violenze non denunciate rimangono, com’è ovvio, impossibili da quantificare con esattezza.

Nelle parole di Chiara Mascetti, segretaria organizzativa della Cgil di Como, intento primo della manifestazione era e rimane “denunciare le modalità comunicative con cui viene affrontato il tema della violenza femminile” . Questa infatti, che rimane un fenomeno addirittura endemico nella società italiana (non solo, ma anche), sembra ad oggi non aver ancora trovato un’adeguata copertura mediatica, in senso quantitativo e qualitativo.

La poesia recitata in apertura a una manifestazione segnata dal colore rosso, Donne appassionate (Cesare Pavese, 1935, testo integrale in fondo all’articolo), fa riferimento alla volontà di alcune donne di esporre il proprio corpo e la propria persona in piena libertà. Libertà che, nella realtà dei fatti, resta negata, o quantomeno manipolata in chiave voyeuristica e commerciale; libertà che, come suggerisce il titolo stesso dell’iniziativa, è giunto il momento di riprendersi, come donne, e di restituire alle stesse, da parte degli uomini o di chiunque la violi; perché, è opportuno ricordare, anche le donne (alcune donne) esercitano talvolta comportamenti misogini.

La violenza per, alle, sulle, tra le donne va innanzitutto riconosciuta, e poi denunciata, sempre, ed è imperativo creare condizioni affinché ciò possa avvenire senza ritorsioni per le vittime; al tempo stesso, bisogna prendere le distanze da una “caccia al colpevole” che porti alla stigmatizzazione di un dato stereotipo sociale, solitamente già svantaggiato, come gli stranieri o i meno agiati; come se i maltrattamenti fossero una prerogativa di questi ultimi o, peggio ancora, un “privilegio” degli italiani, specie se economicamente stabili.

Per quanto la cronaca faccia ormai  espressa menzione di “femminicidio” per gli atti di violenza – non solo letale, non soltanto fisica – perpetrati alle donne in quanto tali, essi non sembrano registrare cali significativi nella realtà dei fatti, tutt’al più, rimangono taciuti, o imputati alla condotta delle donne stesse, inappropriatamente ritratte come “colpevoli”  di una risposta a tono, di un bicchiere di troppo, di un abbigliamento provocante; non soltanto nelle chiacchiere da bar ma anche, ed è grave, nel discorso istituzionale e nei principali canali d’informazione e comunicazione.
Come ha infatti dichiarato Mascetti: «anche l’utilizzo sbagliato delle parole è una forma di violenza». Così (tra l’altro) le restrizioni, le discriminazioni, i controlli sulla vita privata di una persona. È stata infatti contestata dallee dai manifestanti la depenalizzazione del reato di stalking, che lascia di fatto impunita una serie di comportamenti fastidiosi e irrispettosi ma, quel che è peggio, invasivi, subiti soprattutto dalla componente femminile della popolazione.
Per contrastare, punire e prevenire la violenza contro le donne, Mascetti ha invitato tutte e tutti i partecipanti a firmare l’appello di Cgil avete tolto il senso alle parole  (recitato in piazza San Fedele da Alessandra Ghirotti), ricordando la data del 25 novembre come Giornata internazionale contro la violenza femminile.

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Per quanto la partecipazione al ritrovo fosse numericamente ridotta a una cinquantina di persone (dato raggiunto o perfino superato da recenti e ben più contestabili iniziative para-politiche locali, va detto con un certo rammarico), è incoraggiante che tra queste vi fosse una consistente presenza maschile. Essendo la violenza di genere un fenomeno diffuso, trasversale e veicolato dalla cultura (o da determinate porzioni della stessa), altrettanto radicato, condiviso e culturalmente radicato dovrà essere il contrasto a essa.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Guarda le foto di Alida Franchi della manifestazione
Guarda i video di Martina Toppi degli interventi di Chiara Mascetti e Alessandra Ghirotti

Donne appassionate (Cesare Pavese, 1935)

Le ragazze al crepuscolo scendono in acqua,
quando il mare svanisce, disteso. Nel bosco
ogni foglia trasale, mentre emergono caute
sulla sabbia e si siedono a riva. La schiuma
fa i suoi giochi inquieti, lungo l’acqua remota.

Le ragazze han paura delle alghe sepolte
sotto le onde, che afferrano le gambe e le spalle:
quant’è nudo, del corpo. Rimontano rapide a riva
e si chiamano a nome, guardandosi intorno.
Anche le ombre sul fondo del mare, nel buio,
sono enormi e si vedono muovere incerte,
come attratte dai copi che passano. Il bosco
è un rifugio tranquillo, nel sole calante,
più che i greto, ma piace alle scure ragazze
star sedute all’aperto, nel lenzuolo raccolto.
Stanno tutte accosciate, serrando il lenzuolo
alle gambe, e contemplano il mare disteso
come un prato al crepuscolo. Oserebbe qualcuna
ora stendersi nuda in un prato? Dal mare
balzerebbero le alghe, che sfiorano i piedi,
a ghermire e ravvolgere il corpo tremante.
Cl son occhi nel mare, che traspaiono a volte.

Quell’ignota straniera, che nuotava di notte
sola e nuda, nel buio quando muta la luna,
è scomparsa una notte e non torna mai più.
Era grande e doveva esser bianca abbagliante
perché gli occhi, dal fondo del mare, giungessero a lei. 

 

30 settembre/ fino alle 17.30 a Como “Il tempo è scaduto”

Continua fino alle 17.30 il presidio di Como senza frontiere in via Cesare Cantù, per fare in modo che la città prenda coscienza della grave situazione in cui sono costrette le persone migranti.

Il tempo è scaduto.

È indispensabili ripristinare condizioni umane e possibilità di accoglienza.

7 ottobre/ L’Anpi ricorda Alfonso Lissi

Sabato 7 ottobre la sezione Anpi di Como, invita come ogni anno alla commemorazione del partigiano Alfonso Lissi, caduto durante lo scontro a fuoco contro i militi fascisti nella cosiddetta “battaglia di Lenno” il 3 ottobre 1944. Con l’occasione oltre a Lissi verranno idealmente ricordati tutte le partigiane e i partigiani caduti per la libertà. L’appuntamento è fissato per le 10.30 al il cimitero del quartiere di Rebbio (Como), in via Ennodio.

23 settembre  – 8 ottobre/ Cantù/ Festa del Legno

 

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Anche quest’anno l’autunno a Cantù si veste dei colori del legno, simbolo della cultura produttiva cittadina, con una serie di eventi che si terranno nell’area della città. Il palcoscenico canturino, tra Piazza Garibaldi e Villa Calvi, nel corso delle due settimane ospiterà botteghe aperte,mostre, laboratori e conferenze incentrate su una realtà fondamentale tanto per la tradizione quanto per il tessuto economico della città. (altro…)

C’è il Codice antimafia

Approvato il Codice antimafia: è un risultato straordinario che rafforza la lotta contro le mafie e la corruzione.L’approvazione della riforma del Codice antimafia costituisce un atto di responsabilità politica importante, un deciso passo migliorativo nell’azione di prevenzione e di contrasto alle mafie e alla corruzione. Fenomeni che minacciano da troppo tempo la nostra democrazia, la nostra sicurezza e che sottraggono ingenti risorse alla collettività, impedendo uno sviluppo economico e sociale, sano e diffuso, in tutto il nostro Paese. (altro…)

Gramsci a Lurago d’Erba

Si è aperta giovedì 27 settembre a Lurago d’Erba la rassegna storico/culturale La storia siamo noi,  a cura della locale Biblioteca. La prima serata, dedicata a Antonio Gramsci nella cultura, nella politica e nella storia d’Italia a 80 anni dalla morte, dopo il saluto di Giovanni Molteni è stata presentata dal moderatore, prof. Claudio Fontana, che ha evidenziato come Gramsci in virtù del suo pensiero possa essere considerato padre nobile della affermazione “la storia siamo noi”, e ne ha messo in risalto la grandezza sotto il profilo morale e culturale, oltre che politico. (altro…)

Ecoinformazioni è un circolo Arci

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