16 luglio/ Concerto di Aliffi e Minardo al Grumello

Con il mese di luglio l’Associazione Villa del Grumello inaugura i matinée di improvvisazioni musicali nella natura, che si terranno domenica 9, 16, 23 e 30 nel parco accanto alla Serra.

Domenica 16 luglio alle ore 10,30, di scena il duo di chitarre di Flavio Minardo e Maurizio Aliffi.
Contestualmente sarà attivo come sempre il punto di ristoro bio con prodotti di filiera corta, a cura di coop. Alto e Lago.
Sarà possibile anche consultare quotidiani, riviste e i tanti testi sul territorio, la botanica, il paesaggio e l’orticoltura messi  disposizione dal Grumello per grandi e bambini nel suo punto di lettura, per l’occasione allestito presso la Serra. (Si ricorda anche che il pubblico può donare libri per arricchire la biblioteca nella natura promossa dall’Associazione Villa del Grumello e aperta alla città.)

Nelle prossime domeniche, con lo stesso orario, si terranno i concerti di Alberto Guareschi duo (contrabbasso e batteria) e di De la guasta trio (Flavio Minardo chitarra, Francesco D’Auria batteria, Stefano Gatti basso).

 

Arte/ Per la mostra di Enzo Cucchi a Chiasso un libro di libri

L’esposizione attualmente dedicata a Cinquant’anni di grafica d’artista di Enzo Cucchi allo Spazio Officina di Chiasso è l’occasione per una riflessione a largo raggio su un lungo tragitto dell’arte contemporanea e – soprattutto – su come questo percorso si sia incarnato tra carte e stampe, con un linguaggio, delle tecniche e degli obiettivi del tutto particolari.

Se queste complesse vicende possono essere colte “a colpo d’occhio” nell’esposizione (ma è bene che a quella prima “impressione” segua una più articolata visione e analisi…), adesso si ha a disposizione uno strumento di indagine preciso ed esauriente. Infatti è stato realizzato il catalogo che presenta l’intera produzione grafica di Enzo Cucchi, così da fornire un preciso schema di riferimento a ogni singola produzione.

Nella presentazione della pubblicazione, nell’incontro del 12 luglio allo Spazio Officina, è stato ripetutamente definito un “catalogo dei cataloghi”, ovvero un “libro di libri”, con un gioco un po’ labirintico che certo non spiace all’artista.

In ordine cronologico, le diverse edizioni sono presentate in pagine tutte rigorosamente in bianco e nero, per una precisa scelta d’autore, che nei discorsi di presentanzione è stata giustificata come un omaggio alla preminenza del “segno” (ma su questo ci permettiamo di dissentire, perché bastava dare un’occhiata alle opere che facevano da cornice alla presentazione per verificare la presenza non marginale e men che meno effimera del colore…). D’altro canto, il modello della “schedatura” adottato facilita la comprensione dei nessi (non tutti lineari) tra le varie opere e, in un certo senso, invita anche a liberarsi di questa rigorosità e “a volare alto”.

Come hanno mostrato, con ogni evidenza, gli interventi dell’incontro di presentazione: sia le (poche) parole di Enzo Cucchi medesimo, sia le spiegazioni della direttrice dei musei di Chiasso Nicoletta Ossanna Cavadini, sia le riflessioni dell’architetto Mario Botta a partire da quell’opera cruciale per l’elaborazione artistico-architettonica degli ultimi decenni che è la cappella di Santa Maria degli Angeli sul Monte Tamaro (in cui, appunto, hanno collaborato Enzo Cucchi, Mario Botta e padre Giovanni Pozzi), opera che fa da sfondo – mai mostrata, ma sempre evocata – anche alla mostra di Chiasso, sia infine le divagazioni di Nicola di Battista che, affascinato dall’esposizione dello Spazio Officina, ha deciso di dedicarle l’apertura della rivista “Domus” che dirige.­­

Insomma, il catalogo costituisce un utilissimo completamento alla mostra che, dopo il periodo di esposizione a Chiasso fino al 23 luglio, verrà riproposta ad Ancona alla Mole Vanvitelliana con una diversa articolazione. A mostrare l’inesauribile ricchezza delle variazioni su un tema di grande valore.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Enzo Cucchi

 

Mario Botta

 

14 luglio/ Fraternité

Il 14 luglio non è solamente la data simbolo della Rivoluzione Francese, legata alla presa della Bastiglia nel 1789. Rappresenta l’affermarsi, con un movimento di popolo, di tre principi fondamentali validi per il mondo intero, la libertà, l’uguaglianza, la fraternità. Purtroppo questi principi sono oggi duramente messi in discussione. In particolare le scelte di Macron, il nuovo presidente francese e quelle assunte dall’Unione europea nel vertice di Tallinn rafforzano l’idea dell’Europa come una fortezza chiusa e ostile ai processi migratori. L’esatto contrario della Fraternitèdella solidarietà. Per questo organizzazioni sociali e sindacali, movimenti, ong hanno promosso per questo 14 luglio una protesta in più città italiane per la libertà di movimento dei migranti, per il soccorso e l’accoglienza dei profughi. (altro…)

15 luglio/ Da San Giovanni a Chiasso

Sabato 15 luglio alle 14  la Gioventù socialista svizzera Juso  organizza una marcia dalla stazione di Como San Giovanni a Chiasso. L’iniziativa, promossa a partire dalla Svizzera tedesca, si svolge per mostrare solidarietà con i migranti e  protestare contro le violazioni dei diritti perpetrate dalle autorità svizzere.  

ecoinformazioni 586

 

Si apre con l’editoriale Servizio civile il 586 del settimanale ecoinformazioni. Ci piace chiamare servizio civile il nostro impegno di giornalismo partecipato. Crediamo, con un po’ di presunzione, che sia un’esperienza utile e che diventerà ancora più importante se i tentativi già in corso di unità tra le diverse sinistre lariane troveranno elementi di azione concreta, forse più facile oggi dopo la positiva esperienza della Prossima Como. (altro…)

I curdi, il mondo, una guerriera e un impegno

Ricordo non rituale quello organizzato dal Circolo Arci Terra e Libertà per Enzo Arighi, volto a continuare il suo impegno verso il popolo curdo, uno dei tanti temi (ma certo uno dei più presenti) che l’hanno accompagnato negli ultimi anni, prima della sua scomparsa.

Al centro della serata, condotta da Danilo Lillia, Marco Rovelli e il suo romanzo La guerriera dagli occhi verdi (Giunti editore), dedicato al racconto della vita di Avesta Harun guerrigliera del Kurdistan iracheno, caduta nei combattimenti contro il cosiddetto califfato dell’Isis.

La vicenda personale, però, si fonde, nelle appassionate parole dell’autore, con quelle storiche del popolo curdo (uno dei tanti travolti dal ridisegno imperialista dell’intero territorio mediorientale alle soglie della modernità, tra Otto e Novecento) e con quelle attuali della geopolitica che coinvolge in prima persona anche l’occidente. Nella sua presentazione, infatti, Marco Rovelli sottolinea come la lotta del popolo curdo e delle sue forme di organizzazione politica (tra cui il Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, su cui le informazioni a disposizione sono quasi sempre limitate e fuorvianti) siano un progetto più ampio (e significativo) che non la “semplice” resistenza armata contro il fondamentalismo. Spesso, viceversa, l’elaborazione politica di questi attivisti è ridotta alla “facile” retorica dell’eroismo in battaglia…

È un fascino a cui è difficile sottrarsi, per altro, cui cede a tratti lo stesso Marco Rovelli, poiché effettivamente il loro impegno e la loro storia è profondamente intrisa di questa necessità di opposizione in armi, senza la quale la loro stessa esistenza sarebbe messa in discussione. Così, nonostante tutti i resoconti storici (fino agli antenati Medi, ai Re magi, allo Zoroastrismo e al libro sacro dell’Avesta – da cui la protagonista del libro ha preso il nome di battaglia), gli approfondimenti politici e la verifica sui luoghi reali (un soggiorno durato qualche giorno, organizzato grazie agli esponenti della comunità curda in Italia), il racconto diventa a tratti epico e, persino, un po’ agiografico (lo ammette – con la giusta autoironia – lo stesso autore).

Ma, come dice Rovelli, la “vera” presentazione del libro è nel recital Azad (Libertà), in cui brani del romanzo vengono raccontati con l’ausilio di canzoni e musiche. In questo caso, l’afflato epico trova la sua giustificazione letteraria in un tono particolarmente teso ed elevato e – soprattutto, verrebbe da dire – grazie all’integrazione con le musiche: di notevolissima efficacia, sia per quel che riguarda gli inserti “tradizionali” di Serhat Akbal, straordinario suonatore di saz baglama, strumento a corde curdo (ma sempre la tradizione è innervata di richiami ai linguaggi musicali contemporanei…), sia per le canzoni di Marco Rovelli, che si inseriscono nella nuova fase della “canzone d’autore” italiana (a me hanno richiamato, per molti versi, le ballate di Alessio Lega – ma non ho avuto modo di verificare con l’autore questa assonanza…).

Il pubblico, abbastanza numeroso, nonostante l’incertezza del meteo, ha seguito con molto interesse e partecipazione i due momenti dell’incontro. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Già on line sul canale di ecoinformazioni tutti i video della presentazione e del recital.

qui di seguito alcune fotografie del pomeriggio e della serata.

 

Guarda sul canale di ecoinformazioni anche tutti gli altri video della presentazione e del recital.

Legambiente: lento miglioramento delle acque del Lario, alcuni impianti non ancora a norma. Appello al buonsenso civile

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Venerdì 7 luglio in mattinata al comune di Como, Legambiente ha presentato il rapporto sul monitoraggio scientifico delle acque del Lario in provincia di Como, effettuate anche per quest’anno dalla Goletta dei Laghi, in collaborazione con Conou e Novamont. Rappresentavano l’associazione in sede: Gisella Introzzi del direttivo del presidio comasco di Legambiente Angelo Vassallo, Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Enzo Tiso, responsabile scientifico per Legambiente Como, Lucia Coscia, biologa coinvolta nella raccolta e nell’analisi condotta dalla Goletta. (altro…)

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