Legambiente: lento miglioramento delle acque del Lario, alcuni impianti non ancora a norma. Appello al buonsenso civile

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Venerdì 7 luglio in mattinata al comune di Como, Legambiente ha presentato il rapporto sul monitoraggio scientifico delle acque del Lario in provincia di Como, effettuate anche per quest’anno dalla Goletta dei Laghi, in collaborazione con Conou e Novamont. Rappresentavano l’associazione in sede: Gisella Introzzi del direttivo del presidio comasco di Legambiente Angelo Vassallo, Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Enzo Tiso, responsabile scientifico per Legambiente Como, Lucia Coscia, biologa coinvolta nella raccolta e nell’analisi condotta dalla Goletta. (altro…)

L’Arci denuncia/ Renzi contro i diritti umani. L’accoglienza è un dovere civile

Dopo il fallimento del vertice di Tallin,  Renzi minaccia l’introduzione del ‘numero chiuso’ nell’accoglienza dei migranti. Per il ministro Minniti il vertice informale che si è tenuto ieri a Tallin tra i ministri degli interni dell’Ue è stato positivo. Chi si accontenta gode, dice il proverbio. Ma se andiamo a vedere di che si accontenta il ministro c’è da preoccuparsi. (altro…)

8 luglio/ La guerriera dagli occhi verdi in ricordo di Enzo Arighi

Il Circolo Arci Terra e Libertà promuove per sabato 8 luglio dalle 19 in piazza Martinelli a Como, la serata  La guerriera dagli occhi verdi – La vita di Avesta Harun e le vicende del popolo Curdo in memoria di Enzo Arighi e del suo impegno verso questo popolo.

Il programma prevede:
alle 19 Marco rovelli presenta il suo romanzo La guerriera dagli occhi verdi (Giunti editore) a seguire, alle 21 Azad – Libertà recital concerto tratto dal romanzo.
La vita di Avesta Harun e la vicenda del popolo curdo vengono ripercorse nel recital Azad, Libertà. Il racconto viene scandito da momenti musicali in cui l’autore del libro, che è anche musicista (il suo ultimo album é stato candidato alla targa Tenco 2015), viene accompagnato da Serhat Akbal, straordinario suonatore di saz baglama, il tradizionale strumento a corde curdo (il suo album é in uscita per la prestigiosa etichetta Note).”

Aderiscono all’iniziativa: Don Giusto Della Valle parroco di Rebbio, Rete Kurdistan Italia, Associazione verso il Kurdistan onlus, ecoinformazioni, Cgil Como, Refugees welcome, Arci Como, Chiesa Valdese Como, Coordinamento comasco per la Pace, Como senza frontiere.

O accoglienza o barbarie/ La Cgil contro la Lega che vuole rispedire a casa chi chiede asilo

La Cgil di Como con un comunicato dal titolo “I richiedenti asilo non possono essere rispediti a casa, pericoloso soffiare sul fuoco dell’intolleranza” censura le dichiarazioni contro i diritti umani e le leggi italiane e europee della segretaria della Lega Nord comasca. Leggi il comunicato. (altro…)

ecoinformazioni 585

 

Il 585 inizia con Scoramento, l’editoriale  sulla necessità di dare vita davvero alla “Bella Como” che ancora non c’è. Seguono le analisi sul disastro elettorale a Como. Ma questo numero del settimanale non è tutto triste. C’è la bella notizia della collaborazione tra migranti e genitori a Inverigo, la cultura con il Nabucco  e gli appuntamenti estivi dell’Arci e non solo e nella sezione Como foto social club lo straordinario reportage politico-ecologico-satirico di Andrea Rosso sull’evoluzione urbana in Ticosa. Nel seguito, dal numero 585, l’editoriale Scoramento (altro…)

Apre il nuovo dormitorio Caritas dai Comboniani di Rebbio/ Servono volontari/e

Il dormitorio, ospitato nella  struttura dei Padri comboniani di Rebbio, aprirà domenica 9 luglio. Saranno ospitati senza fissa dimora e migranti: richiedenti asilo che hanno perso il diritto all’accoglienza nei Cas (Centri di Accoglienza Straordinaria) ma con l’iter ancora in corso, migranti in transito (in possesso di qualche documento regolare) o migranti che hanno già ottenuto la protezione internazionale ma si trovano senza un alloggio. Gli ospiti saranno esclusivamente uomini; le donne potranno accedere al dormitorio di via Napoleona. Il nuovo dormitorio potrà fornire solo qualche decina di posti, ma costituisce un primo intervento concreto. [Nelle foto alcuni ambienti della struttura prima dei lavori avvenuti nel mese di giugno 2017] (altro…)

Ticosa: tutto risolto

Coraggio progettuale e oculata amministrazione: il caso Ticosa è ormai felicemente risolto. Nel modo più naturale. Urbanistica ed evoluzione delle specie si sono infatti incontrati per disegnare la città del futuro e produrre forme biologiche mai viste prima. (altro…)

Il Nabucco attualizzato all’Arena

Nabucco è principalmente un’opera sul potere, sulle sue degenerazioni e sul rapporto con la religione. Il tutto – ovviamente – declinato all’interno di un sentire ottocentesco, che oggi appare per molti versi difficilmente decifrabile. Certamente, Giuseppe Verdi, attraverso il librettista Temistocle Solera, intendeva anche farne una metafora del riscatto nazionale, ma da un lato la data precoce (la prima a Milano ha luogo nel 1842) dall’altro le esigenze di onesta dissimulazione, per non scontrarsi troppo con le problematiche politiche, fanno sì che il messaggio sia piuttosto contraddittorio e, forse, più “ricostruito” dai posteri che delineato dagli autori.

Su questo sfondo, l’attualizzazione di questa vicenda piuttosto complicata e persino un po’ squinternata, almeno per i moderni, che non hanno eccessiva familiarità con la nomenclatura biblica, risulta piuttosto impervia.

Seguendo quella che è ormai una consuetudine accolta con favore dal pubblico, il Teatro Sociale di Como nella sua stagione estiva all’Arena si cimenta in una messa in scena di ampio respiro, forte della partecipazione popolare che, dalla celebrazione del bicentenario, ingrossa i ranghi del coro e dei figuranti, sempre animati da uno straordinario entusiasmo. Nell’ampio spazio dell’Arena, quindi, libero dalla gerarchia tipica degli spazi teatrali interni, il Nabucco si svolge in una approssimativa attualità, cui fa gioco il coinvolgimento del pubblico parte della stessa messinscena.

Il riferimento cronachistico è, forse per l’aspirazione a mantenere il livello metaforico (ma forse anche per restare nel clima tortuoso della vicenda biblica), un po’ contraddittorio: gli oppressori babilonesi sembrano all’inizio interpretati da “antagonisti” (come nel prologo, ancora fuori dall’Arena, con la “contestazione” dello spettacolo, che – incredibilmente! – trae in inganno qualche spettatore), ma poi, nel proseguimento della vicenda, assumono modi e apparenze da Gruppo Stato Islamico e da Talebani (si vedano le citazioni dei pick-up e delle motociclette, ma anche la facile assonanza tra l’antica Assiria e la Siria tragicamente attuale), salvo qualche intermezzo in cui ci si richiama evidentemente alla Corea del Nord (passando comunque per allusioni visive a The Wall di Rogers Waters); da parte loro, gli oppressi ebrei sono all’inizio presentati come Vip e poi come internati dei campi di concentramento o come profughi in un CIE.

Gli elementi propriamente di ambientazione sono ridotti al minimo, decisamente sovrastati dall’attrezzeria di scena; e qui e là una maggiore sobrietà avrebbe forse giovato: l’esibizione di fucili mitragliatori è a tratti esagerata e si sarebbero potute evitare anche le etichette dei fornitori (sponsor?) delle recinzioni di concentramento…

L’utilizzo dello spazio e dei movimenti delle masse è però assai interessante, e lo spettacolo “popolare” è trascinante come dev’essere l’opera. Né sono mancate alcune invenzioni sceniche particolarmente efficaci come il fulmine, che neutralizza Nabucco dopo la sua blasfema proclamazione a dio, trasformato in un buio improvviso e totale.

Dal punto di vista musicale, non si può fare a meno di notare che l’esecuzione all’aperto, dovendo necessariamente far uso di amplificazione e fare i conti con i rumori d’ambiente, penalizza a tratti alcune sottigliezze esecutive, che non sono comunque mancate: lo stesso coro Va’ pensiero è giustamente “sussurrato” come una dolorosa invocazione invece di essere enfatizzato come un inno politico. Tra i protagonisti è sembrato particolarmente convincente proprio Nabucco, forte anche di una notevole presenza scenica, perfettamente a suo agio tra praticabili e cassoni di pick-up.

Alla fine, i babilonesi, ridiventati “buoni” sull’onda della conversione del loro re, dopo essere stati “cattivi” in modi diversi, coinvolgono il pubblico chiamato a partecipare all’ultima scena, letteralmente circondato dal canto e dalla musica.

È il giusto suggello per una festa di cultura “partecipativa” cui l’opera ha sempre aspirato. Fin dall’Ottocento.

Il 4 luglio l’ultima replica: si spera, tempo permettendo, ancora nello spazio dell’Arena.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Di seguito: alcune immagini dello spettacolo, tutte scattate dallo stesso punto della platea.

 

 

 

 

7, 15 e 28 luglio/ A Bulgarograsso cinema sotto le stelle

Il circolo Arci Guernica di Bulgarograsso, con l’Amministrazione comunale e la collaborazione del circolo Arci Xanadù, promuove nel mese di luglio tre serate di cinema all’aperto in paese.

Si parte venerdì 7 luglio alle 21.30 nel piazzale dell’oratorio G. Buratti con Alla Ricera di Dory, film d’animazione dedicato ai più piccoli. A seguire sabato 15 luglio alle 21.30 sarà la volta di Captain Fantastic di Matt Ross in piazza Risorgimento. Per finire, venerdì 28 luglio sempre alle 21.30 in piazza Risorgimento verrà proiettato Florence di Stephen Frears.

Tutte le proiezioni sono a ingresso libero e gratuito.

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