18 aprile/ Le trans fiabe della Bottega volante

Le trans fiabe  è una esposizione, allestita dalla Bottega volante a L’officina della musica in via Giulini 14b a Como, di alcuni disegni fatti di stoffa realizzati dalle detenute trans-gender che ci sono al Bassone di Como e che seguono un laboratorio di scrittura creativa sulle fiabe. L’esposizione apre mercoledì 18 aprile alle 19,30 con un aperitivo e un intervento di Eletta Revelli sul laboratorio e le detenute che non potranno ovviamente essere presenti. L’inziativa continuerà l’8 maggio alle 20,30 con la conferenza Chi sono le persone trans?

18-20-21-25 aprile / Festa della Liberazione a Inverigo

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Una Festa della Liberazione che dura una settimana, quella di Inverigo, articolata su 4 incontri. L’anno scorso furono 3, con qualche momento forse più accattivante (la giornata del 25 con il rancio resistente e la camminata pomeridiana sui luoghi Inverighesi della Resistenza e della Memoria). Quest’anno si aggiunge un quarto appuntamento, e il vantaggio di avere il pomeriggio del 25 libero per il corteo a Milano.

Si comincia mercoledì 18 sera alle 21, presso la Biblioteca Comunale, con l’intervento della giornalista Chiara Ratti e l’organizzazione del Circolo Fotografico di Inverigo. Un evento condiviso, dove i partecipanti sono invitati a portare immagini per loro significative rispetto al concetto di Libertà.

Si prosegue venerdì 20 alle 21 presso il Municipio, con l’autore televisivo Renzo Salvi e l’immancabile prof. Daniele Corbetta, sempre presente nelle iniziative inverighesi di approfondimento di questo periodo storico; la serata sarà l’occasione per affrontare modalità di Resistenza meno eclatanti ma non meno importanti di quella armata: quelle legate alle lotte operaie, l’associazionismo, l’aiuto ai perseguitati, il ruolo delle donne.

Sabato 21 aprile alle 11 è la volta di un Consiglio comunale aperto, dove interverranno Prefetto, Questore, rappresentanti di Regione e Comuni limitrofi, locale comandante dei Carabinieri; sarà un momento istituzionale dove si ufficializzerà l’intitolazione di due importanti luoghi a due importanti esponenti della Resistenza Inverighese: la Biblioteca Civica sarà intitolata a Angelo Casati, scultore, partigiano responsabile miliatare del CLN a Inverigo, e successivamente insegnante e promotore dell’Istruzione Pubblica nel periodo Repubblicano; il Giardino Municipale sarà intitolato a Bruno Ballabio, partigiano morto poco più che ventenne in un’eroica azione di combattimento in Val d’Ossola, dove per 25 anni fu ricordato come l’eroe ignoto fino alla identificazione avvenuta nel 1969.

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Infine nella matinata del 25, dopo la consueta messa nella chiesetta di S. Biagio vicina al municipio, ci sarà la posa della targa a Bruno Ballabio presso il Giardino Municipale con un intervento degli alunni della Scuola Secondaria che metteranno in scena episodi legati alla vita di Ballabio; quindi il corteo verso la Biblioteca dove sarà posata la targa per Angelo Casati, con un’opera realizzata in creta dagli alunni delle Scuole Primarie. A chiudere, i canti del CorolLario.

Giusto il tempo per il pranzo, e poi tutti a Milano per il corteo nazionale, possibilmente con il treno. [Federico Brugnani, ecoinformazioni]

25 aprile/ Memoria Precaria

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La festa della Liberazione viene celebrata a Erba in Piazza Mercato, come ormai avviene da 10 anni, con l’iniziativa Memoria precaria, un momento di incontro con cui le associazioni organizzatrici intendono mantenere vivo il ricordo e trasmettere i valori e l’importanza di questa ricorrenza alle nuove generazioni. La manifestazione organizzata dall’Associazione Tricheco con Associazione Erbattiva e patrocinata dal Comune di Erba, si comporrà di interventi culturali e musica dal vivo a partire dalle 17 fino alle 22, in caso di pioggia il tutto si svolgerà sotto i portici della piazza. [dl, ecoinformazioni]

 

 

Senza tetto/ Fare massa critica, elaborare una strategia d’azione concorde

In apertura all’assemblea indetta dalla rete Como senza frontiere ma con l’invito accolto da molte altre realtà non interne alla rete di lunedì 16 aprile al salone Cna, partecipata da una sessantina di persone, il portavoce Fabio Cani ha invitato a fare il punto della situazione riguardante i senza fissa dimora a Como, che in queste  settimane devono misurarsi con una drastica contrazione della disponibilità istituzionale alla loro accoglienza, già insufficiente, nonostante l’impegno mostrato dalle forze dell’attivismo sociale nell’integrarla. La situazione, chiarisce Cani, non costituisce un'”emergenza”, definizione che confligge con la sua strutturalità e che giustifica “interventi spot” sui casi peggiori anziché, come sarebbe opportuno, politiche organiche alle radici del problema. Al tempo stesso, però, nessuno  – al di là del colore politico – può negare l’urgenza di trovare una soluzione e portarla all’attenzione della cittadinanza e delle istituzioni che la rappresentano. La gestione del problema da parte di queste ultime appare segnata da una certa cattiveria, ma anche da una grave (non irrisolvibile) miopia politica. Le soluzioni  – molte – proposte nel corso della serata non vogliono essere mostre di carità a vantaggio di alcuni, ma un richiamo alla responsabilità di tutti, nell’interesse di tutti. (altro…)

18 e 19 aprile/ due incontri con l’Aged alla Biblioteca comunale

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Doppio appuntamento, mercoledì 18 e giovedì 19 aprile, con l’Aged, Associazione giustizia e democrazia di Como. Entrambi gli incontri, a ingresso libero, si terranno nella Sala conferenze della Biblioteca comunale di Como, dalle 15 alle 18.
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17 aprile/ Corsi di Teatro recitazione al Carducci

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«Chi guarda se stesso, rischia di incontrare se stesso. Lo specchio non lusinga, mostra diligentemente ciò che riflette, cioè quella faccia che non mostriamo mai al mondo perché la nascondiamo dietro il personaggio, la maschera dell’attore. Questa è la prima prova di coraggio nel percorso interiore. Una prova che basta a spaventare la maggior parte delle persone, perché l’incontro con se stessi appartiene a quelle cose spiacevoli che si evitano fino a quando si può proiettare il negativo sull’ambiente.» (Carl Gustav Jung)

I corsi, tenuti da Miriana Ronchetti, si terranno all’associazione Carducci in Viale Felice Cavallotti, 7 a Como. L’iniziativa è composta da 12 incontri (tre mesi) e ha lo scopo di avvicinare le persone al mondo del teatrot e di migliorare la propria capacità espressiva, vocale e gestuale.
Il corso si svolgerà dal 17 aprile 2018 dalle 10 fino alle 12 e dalle 15 fino alle 17.
Gli incontri si svolgeranno ogni martedì alla stessa ora e saranno tenuti da Miriana Ronchetti commediografa, attrice, regista, insegnante di teatro terapia e recitazione.  I corsi sono aperti a tutti i maggiorenni e saranno gratuiti . Per informazioni rivolgersi alla segreteria dell’Associazione Carducci 031267365 oppure al numero 3293817686.   [Irene Falzone e Alessia Rizza per ecoinformazioni]

 

Psicologia della migrazione con Marica Livio

Dopo la proiezione, a marzo, del film Nuovomondo, riprende la serie di incontri Vite migranti, con la conferenza Noi e loro: identità e differenze, tenuta da Marica Livio, psicologa transculturale e organizzata dalla Caritas di San Fermo.
La relatrice, che si occupa di psicologia dei migranti dal 1988, ha consegnato al pubblico un triplice punto di vista: quello di chi migra, quello di coloro che accolgono e quello che andrebbe assunto per uscire da quell’emergenza migranti che ormai dura da trent’anni ed è tale solo di nome.

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Comunità resistenti: Arci Terra e Libertà incontra attiviste e attivisti del Movimento No Tav

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La questione dei cantieri del treno ad alta velocità in Val di Susa è aperta ormai da una trentina di anni. Chi non è del posto ne ha una visione spesso distorta, in un senso o nell’altro, facendo affidamento alla narrativa “manichea” veicolata dai media mainstream, o viceversa idealizzando l’attivismo di resistenza che si è venuto a creare sul posto, senza però prestare altrettanta attenzione alle ingiustizie da combattere nella sua realtà di appartenenza. Fraintendimenti, questi, che è bene evitare, affermano gli attivisti e le attiviste No Tav intervenuti, nel pomeriggio di sabato 14 aprile allo Spazio Parini (via Parini 6) all’incontro Comunità resistenti, organizzato dal circolo Arci Terra e Libertà in preparazione alla VIII edizione di Lario Critical Wine, previsto per domenica 6 maggio alla Società agricola “La Runa” di Erba e dedicato, appunto, al tema della resistenza collettiva all’oppressione.

Un punto di forza del movimento No Tav, secondo Gabriella Tittonel, attivista  e portavoce del Movimento Cattolici per Valle, è proprio la sua “trasversalità” rispetto alle appartenenze politiche e all’età degli attivisti della (e poi anche per la) Val di Susa, accomunati da valori forti, rivendicati senza compromessi in opposizione a un progetto dannoso nei confronti dell’ambiente e del tessuto sociale locale e inutilmente dispendioso, sostenuto da avversari di grande peso, spesso con l’uso e con l’abuso della forza bruta. Con gli anni, si è venuta a creare in Val di Susa una sorta di grande “famiglia” che si è poi allargata del contributo, sul posto oppure a distanza, di altri sostenitori, singoli o associati, italiani e non solo; senza contare la pluriennale esperienza di lotta che già accomuna molti attivisti valsusini e piemontesi, tra cui Nicoletta Dosio, un’importante figura di riferimento per il movimento No Tav intervenuta all’incontro, che sottolinea l’importanza di tutti e di ciascun contributo attivo. Oltre alle contestazioni per l’alta velocità, Dosio ha vissuto gli scontri al Lingotto nella Torino degli anni Settanta, preludio all’ondata di licenziamenti, delocalizzazioni e privatizzazioni che la new economy neoliberista ha portato con sé, e ha assistito alla costruzione dell’autostrada del Fréjus, altra grande opera a cavallo delle Alpi occidentali, condotta con la “cooptazione” de facto delle associazioni ambientali con il pretesto di costruire “un’autostrada ecologica”.

Anche per quanto riguarda la Tav, la posta in gioco è alta, non soltanto a livello geografico e ambientale (pure molto alta: sono già stati abbattuti boschi di castagni secolari e una farfalla unica della Clarea, la zerinzia, è a rischio di estinzione), ma soprattutto dal punto di vista della società, delle relazioni, in un’area abitata da circa 60 000 persone.  In un senso ancor più ampio, la resistenza valsusina è un messaggio di attivo e non negoziabile dissenso verso gli abusi di potere perpetrati in difesa di lavori dannosi, costosi e pretestuosi che preludono a un progetto ormai datato, sia perché un collegamento ferroviario tra Italia e Francia è già in essere, sia perché diversi paesi europei toccati da una linea transeuropea ad alta velocità, che corresse da Lisbona a Kiev, hanno ormai da tempo abbandonato o interrotto i lavori, mentre lo Stato italiano e i suoi contribuenti si sono trovati a pagare spese sproporzionate per un’opera dall’impatto devastante.

La lotta dal basso agli abusi fa convergere i No Tav con altri analoghi movimenti di lotta ai quali finisce, inevitabilmente, per collegarsi, nei princìpi, nelle modalità, nelle pratiche. Questa comunanza favorisce l’affluenza di nuovi aiuti in Val di Susa, e trova applicazione concreta nell’avvio di nuove forme di resistenza, meno intuitivamente associate al concetto di “lotta” ma proprio per questo ancor più preziose. Daniele Forte interviene a presentare la realtà di cui è promotore, Etinomia – imprenditori etici per la difesa dei beni comuni, denominazione di per sé esplicativa: una forma di cooperazione che, lungi dal provare l'”eccezionalità” degli attivisti valsusini, ne dimostra la capacità reattiva rispetto all’oppressione imposta dall’alto, presentandosi come esperienza imitabile per quanto riguarda altre località, con altre storie analoghe e differenti. A tal proposito, Forte e poi _ invitano a non pensare alla Val di Susa come a un “punto di raccolta” dell’attivismo dal basso, per prima cosa perché il suo esempio deve essere riapplicato diffusamente sul territorio («E a Como – osserva Forte, dopo aver sfogliato il primo numero del mensile di ecoinformazioni – certo non mancano ingiustizie da denunciare!»), sia perché la concentrazione di tale attivismo è un’arma a doppio taglio: rafforza la lotta degli abitanti della valle, certamente, ma a rischio di velocizzare una repressione en masse del dissenso: uno scenario che una società già fragile e sempre più “atomizzata” e politicamente disimpegnata non può permettersi di facilitare.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Già on line sul canale di ecoinformazioni  i video di tutti gli interventi dell’iniziativa di Alida Franchi.

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