L’Isola che c’è/ nuovo Statuto, nuovo Consiglio

L’assemblea de L’isola che c’è del 29 maggio ha approvato il bilancio, il nuovo statuto conforme alla legge del Terzo settore che obbliga le organizzazioni di promozione sociale a infiniti adempimenti formali ostacolandone vita e sviluppo. Eletto il nuovo Consiglio di amministrazione molte novità. Esce Servettini che non smetterà tuttavia di essere una colonna portante dell’associazione. Invitate permanenti una rappresentante del movimento Fff e una dell’associazione Terra viva.

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30 maggio 2019/ Anime perse di Umberto Piersanti

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Giovedì 30 maggio, alle ore 18, alla libreria Ubik, piazza San Fedele, Como, Umberto Piersanti presenterà il suo ultimo libro Anime perse [Marcos y Marcos, 2018, pagg. 192, 18 euro]. Umberto Piersanti, scrittore e poeta urbinate, è una delle più importanti voci della letteratura italiana contemporanea. In Anime perse, raccolta di 18 racconti scritta in collaborazione con Ferruccio Giovannetti, responsabile di alcuni centri di recupero del Montefeltro, vengono tracciati diciotto lampi di vite segnate dalla malattia psichica. Diciotto vite smarrite che il passato, con i suoi strascichi, non lascia in pace neppure nel pacifico paradiso delle colline del Montefeltro. L’incontro è organizzato da La casa della poesia di Como; ingresso libero. [Martina Toppi, ecoinformazioni] (altro…)

Auser Lombardia: la forza del volontariato laico, democratico, europeista e antifascista

C’è un volontariato che trova nei valori costituzionali la ragione fondante del suo impegno solidale per il welfare di comunità, per la cittadinanza attiva, per la promozione culturale. Un volontariato che non supplisce alle mancanze del sistema pubblico ma che al sistema pubblico chiede pari dignità. Un’associazione per l’invecchiamento attivo che si mette in rete con i giovani, con i migranti, con le molteplici forme dell’attivismo sociale. E’ l’Auser, che ha celebrato martedì 28 maggio la propria conferenza organizzativa regionale. (altro…)

ecoinformazioni 639

Ci perdoneranno i lettori e le lettrici per non aver inserito nel primo numero del nostro settimanale, questo 639, grafici e tabelle per dare conto del disastro elettorale e civile che si è compiuto il 26 maggio. Ciò che dobbiamo contrastare, anche nel nostro piccolo di impresa giornalistica, è molto di più di una percentuale e forse attardarsi con il termometro per misurare il fenomeno mentre è in corso un’eruzione vulcanica è tanto giusto quanto inutile. Preferiamo dare conto, a partire dall’emblematica copertina con la foto di Andrea Rosso della bicicletta nel Cosia, dei tentativi in corso di ricomposizione del rapporto uomo natura che vedono una parte piccola della società (più piccola quando esce dal buonismo ambientale per entrare nell’ecologia politica) ma importante perché animata da nuove energie e speranze, quelle delle centinaia di persone che hanno sfilato anche a Como per il secondo sciopero globale ambientalista.

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Il declino della democrazia

Il risultato delle urne in tutto il paese è sconfortante. A Como città l’elettorato apertamente razzista supera ampiamente il 40 per cento, in provincia è maggioranza assoluta. Si tratta di un risultato che evidenzia che c’è nel nostro territorio un serbatoio di incultura e cattiveria che un tempo incivilito dalla destra liberale (affarista, corrotta, ingiusta, ma non assassina) si esprime ora senza pudore in tutta la sua oscenità. Vivere in un contesto così preoccupante è triste, non tanto e non solo per le conseguenze politiche che la situazione determinerà, quanto per dovere prendere atto che c’è stato davvero “buonismo” in molte delle nostre analisi.

Abbiamo inconsciamente edulcorato il giudizio su una grande parte delle persone che ci circondano. Dobbiamo ammettere che tante di loro non sono semplicemente ignoranti, disinformate, plagiate e succubi della macchina propagandistica della distrazione di massa (dai Balocchi al Giro), sono persone violente e smisuratamente egoiste, cercano qualcuno pronto, anche a costo di ingiustizia, violenza e sangue, a eliminare chiunque possa svuotare di qualche spiccio le loro (talora già colme) tasche. Assistiamo non solo al trionfo delle destre neofasciste di governo, ma, e ciò è più grave, al tripudio nell’elettorato del razzismo, della xenofobia, della voglia di sopraffazione di tanti verso tutti gli altri.

In questo contesto resiste una parte della popolazione lariana civile che si esprime nel voto al centro progressista (senza Bergoglio l’esito sarebbe stato ancora più tragico) e alla destra liberale.

L’elettorato della sinistra si assottiglia ulteriormente grazie alla diaspora della “sinistra dei commissari tecnici della nazionale” (gli strateghi che sanno sempre fare la mossa del cavallo, votando chi non li rappresenta per astutissimi piani), quella del fancazzismo radicale (aperitivi, new age, benaltrismo, opportunismo) sempre pronta all’astensione come scelta di “impegno” nel non impegno, quella settaria che vota solo per se stessa ed è impegnata tra un’elezione e l’altra solo a valutare quali tra i suoi compagni di strada sono più compagni di altri, quella che per paura di perdere o di avere conseguenze anche banali dall’essersi schierata si mimetizza, quella che vota solo per chi può vincere, indipendentemente dalle idee che propone.

Sapere di essere immersi in una realtà sociale e umana tanto degradata potrebbe ragionevolmente spingere all’indifferenza. No, nessuna resa è ragionevole. Occorre Resistere. Occorre puntare sulla consapevolezza che l’elettorato barbarico è ondivago, è dotato di pulsioni forti, ma sconnesse, che potrebbero disarcionare i gerarchi appena acclamati capitani del popolo. Occorre confidare comunque sulla nostra capacità di cambiare il mondo restando umani.

La civiltà potrà ancora emergere anche nella regione del Lario. Dal letame nascono i fiori. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Per i dati nel Comasco consulta il sito della Prefettura di Como

Come vanno le cose nel mondo/Identità, confini e migrazioni

Identità, confini, migrazioni

Il problema della verità è che spesso non si comprende che cosa essa sia veramente. Non sono certo qui a dirvelo io, tanto che sono sicura di doverlo ancora scoprire, ma certo si può provare a capire da cosa essa dipenda. E no, la verità non dipende da noi. Secondo i filosofi realisti sulla verità, a esempio, essa non dipende in alcun modo da come siamo arrivati a credere che una cosa sia vera o falsa o da come qualcuno sia arrivato a farcelo credere, ma da come stanno le cose nel mondo. Sembra banale, ma questi tempi ci stanno dimostrando che non lo è affatto.

Ecco, io credo che il tema dell’immigrazione sia uno di quelli sui quali maggiormente ci siamo chiesti se la verità dipendesse dalle nostre capacità di arrivare a scovarla, ma la realtà è che per parlare di immigrazione e per dire la verità basta andare a vedere come vanno le cose nel mondo. Ne abbiamo avuto la possibilità durante l’incontro di giovedì 23 maggio, in Biblioteca Comunale a Como, tramite il dialogo tra Nello Scavo, giornalista di Avvenire, Chiara Giaccardi, responsabile di Eskenosen e Riccardo Gatti, comandante di Open Arms. (altro…)

1 giugno/ Albiolo/ Trame identitarie

Sabato 1 giugno si inaugura, al Centro Civico del Comune di Albiolo, Trame identitarie, la mostra finale del progetto, curato da Aura D’Arrigo, di Terapeutica Artistica. Nel progetto si è lavorato con le donne richiedenti asilo della Cooperativa Intesa Sociale di Bizzarone utilizzando tecniche artistiche di vario tipo per stimolare la creazione di un luogo relazionale positivo e legando la tradizione comasca del tessile alla loro. Il progetto è patrocinato dal Comune di Albiolo che ha fornito gli spazi dove si sono svolte le’attività di laboratorio. La mostra finale comprende tutti i lavori fatti nell’arco di 4 mesi e in particolare ci sarà l’esposizione dell’Opera Condivisa, una rete di juta lunga dodici metri tessuta a telaio.

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Se la sostenibilità ambientale è un equivoco/ 2° Climate Talks Uninsubria

Non solo scioperi. Ogni tanto bisogna fermarsi a riflettere, magari con l’aiuto di competenze che aiutino a non smettere di «camminare alla ricerca dell’orizzonte». Orizzonte che per lo scrittore Eduardo Galeano coincide con l’utopia, cioè tutto ciò che sembra impossibile e che invece può diventare reale.

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Video/ Fff in sciopero per studiare e coltivare l’utopia necessaria e vitale

Da sempre lo sciocco luogo comune contro chi lotta parla di secondi fini, irresponsabilità, scelte di comodo. La realtà al contrario vede spesso invece impegno, partecipazione, voglia di stare insieme (è un valore, non un difetto), voglia di essere felici (è un diritto, non un problema) mentre si perseguono cause giuste e condivise.

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