26 agosto-10 settembre/ Fiera del libro di Como

La Fiera del libro di Como, giunta alla 65ma edizione, è certo una delle più “antiche” fiere del libro d’Italia, sempre organizzata e sostenuta interamente (anche economicamente!) da librai ed editori comaschi. Sedici giorni di durata e una sessantina di presentazioni. La Fiera è allestita in piazza Cavour, in un grande tendone (trasparente) di 600 mq, affacciato sul lago e visitato ogni anno visitato da oltre 30mila persone.

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La prossima Como/ Contro il razzismo azioni nonviolente di opposizione sociale

Mariateresa Carminati, Celeste Grossi, Luigi Nessi e Valerio Peverelli, portavoce della sinistra comasca unita nella Prossima Como, hanno incontrato il 22 agosto Alessandra Locatelli, assessora alle Politiche sociali e vicesindaca di Como. Totale il dissenso politico sulle questioni del coprifuoco di Rapinese e dell’attacco ai poveri sono state presentate all’amministrazione proposte concrete.

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24-27 agosto/ Festival internazionale di narrazione ad Arzo

La diciottesima edizione del Festival internazionale di narrazione in programma dal 24 al 27 agosto ad Arzo, piccolo centro nel Cantone Ticino, a pochi chilometri dal confine italo-elvetico, è dedicata a un’interessante sintesi tra i temi di attualità e l’approccio artistico.

L’apertura in piazza, giovedì 24 agosto alle 21.30 è affidata a Oscar De Summa. L’attore autore e regista pugliese presenta La sorella di Gesucristo, ultimo capitolo della sua Trilogia della provincia, un progetto di forte componente autobiografica, in cui De Summa porta in scena alcune realtà del Sud Italia degli anni Ottanta. Lo ritroveremo alla corte dell’Aglio sabato sera con il secondo capitolo dal titoloStasera sono in vena e in un incontro con il pubblico alla Corte dei Miracoli nel pomeriggio di sabato.

Oscar De Summa (ph. Lucia Baldini)

Protagonista della serata di venerdì 25 agosto sarà Saverio La Ruina, ospite dalla corte dei Miracoli alle 18.30 per parlare dello spettacolo che presenta in piazza alle 21.30: Masculu e Fìammina. Attraverso la lunga confessione di Peppino alla madre morta, La Ruina restituisce voce a tutti coloro che sono costretti dall’intolleranza a vivere segretamente il proprio amore, sopportando nella solitudine e nel silenzio la violenza e la discriminazione della quale sono ancora vittime gli omosessuali. Al tema è dedicata anche un’esposizione sull’Omocausto che sarà aperta al pubblico da venerdì alle 18.00 e per tutta la durata del Festival. I tre appuntamenti sono sostenuti dal PIC (Programma di integrazione cantonale del Dipartimento delle Istituzione della Repubblica e Cantone Ticino).

Saverio La Ruina (ph. Paolo Galletta)

Due serate in piazza che sottolineano l’impegno di un Festival che intende proporre un programma capace di conciliare l’attenzione ai temi urgenti della realtà che abitiamo con l’alta qualità artistica che ritroveremo anche nelle proposte per giovani e adulti in programma nelle corti sabato e domenica. Sei spettacoli sabato 26 agosto, tre dei quali saranno replicati domenica 27 agosto alle 18.30. Tra questi segnaliamo la presenza di due giovanissimi attori: Lucia Marinsalta che ricostruisce, in 5 centimetri d’aria, la tragica vicenda del rapimento di Cristina Mazzotti e l’epoca nera dei sequestri di persona ad opera della criminalità organizzata, e Aleksandros Memetaj che nel suo Albania casa mia racconta il suo sbarco a Brindisi nel 1991 e la sua infanzia nel Veneto, caratterizzata dal pregiudizio e dalla xenofobia. Anche Aleksandros Memetaj sarà ospite alle corte dei Miracoli domenica pomeriggio, in un incontro con Marco Mona, presidente dell’Associazione Festival di narrazione, per confrontarsi su un tema di grande attualità.

Quarto incontro alla corte dei Miracoli, domenica pomeriggio è quello con Murubutu, il rapper emiliano che sabato sera alle 23.00 animerà la piazza con i suoi rap-conti: nel concerto L’uomo che viaggiava nel vento narrazione e musica rap si mescolano per portare anche ai più giovani storie e tematiche sociali e culturali che spesso diventano stimolo per riflessioni e approfondimenti.

Tra gli ospiti, Roberto Anglisani che accompagna il Festival di Arzo fin dalla sua nascita e che quest’anno festeggia i suoi quarant’anni di carriera artistica proponendo alcuni dei suoi cavalli di battaglia: L’avventura di Nino e Il sognatore, da L’inventore di sogni di Ian McEwan che non si può mancare di rivedere, domenica mattina alle 11.00 alla Corte dell’Aglio. Ma Anglisani sarà presente al Festival anche con la sua ultima produzione per adulti, Giobbe. Storia di un uomo semplice, un adattamento del romanzo di Joseph Roth e incontrerà il pubblico alla Corte Don Rodrigo per raccontare la sua lunga storia di raccontatore di storie.

Paura e coraggio, diversità e bellezza: temi sensibili e importanti anche nelle proposte per i più piccoli nella convinzione che la narrazione possa e debba essere per tutti un’esperienza di crescita da condividere. Accanto a compagnie già note al pubblico di Arzo, come il Teatro Principio Attivo di Lecce, il Teatro del Piccione di Genova e i Confabula, molte nuove proposte: Azzurra e Sole, della compagnia Onda Teatro, Kanu – amore in lingua bambarà della compagnia Piccoli Idilli e I brutti anatroccoli della Compagnia Stilema di Torino.

Bintou Quattari

Sul sito www.festivaldinarrazione.ch, tutti i dettagli degli spettacoli e delle altre iniziative del Festival.

Oddio, delinquono!

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Registriamo in questi giorni, sui media locali, minuziose cronache su un fatto davvero inspiegabile: anche i migranti, talvolta, delinquono. Non entriamo nel merito della cronaca (colpevolezza, innocenza, contesto, intensità del reato), e mettiamo da parte il disgusto per le proposte antiumanitarie partorite dai bassifondi della politica cittadina. (altro…)

La prossima Como/ La proposta di Rapinese è indecente

Con la nota “Como a Ferragosto e la proposta indecente di Rapinese” la sinistra comasca contesta non solo il merito della proposta del coprifuoco per i migranti ma anche la gravità del linguaggio e del tono con cui le destre parlano di persone «che hanno la sola responsabilità di aver creduto che il nostro Paese e la nostra città potessero essere umanamente ospitali».
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