Posizionate reti e tiranti in via per Civiglio

civiglioComune di Como: «Necessario aspettare fino alla prossima settimana per far cadere il materiale franato».

 

«Con la giornata odierna [lunedì 21 luglio], si è concluso sul pendio in via per Civiglio, all’altezza di via Grotta, il posizionamento delle nuove reti e dei nuovi tiranti – dichiara una nota di Palazzo Cernezzi –. Per l’avvio delle operazioni di disgaggio, ossia degli interventi per far cadere dal pendio il materiale franato e quindi per ripulire completamente l’area, bisognerà ora aspettare fino a lunedì prossimo».

«I tiranti devono fare e purtroppo ci vuole tempo presa – precisa Pietro Gilardoni, dirigente Settore reti e strade –. La componente di rischio è ancora troppo alta, non possiamo rischiare e la strada, pertanto, resterà chiusa. Le previsioni, oltretutto, annunciano maltempo per tutta la settimana e questo potrebbe aggravare la situazione».

«Il divieto di transito riguarda tutti i veicoli, moto e bici comprese, ed è esteso anche ai pedoni – rammenta il comunicato –. Quanto al bus, che necessariamente deve fermarsi al bivio con via per Brunate, sono state prolungate alcune corse della linea C43 Como-Ponzate fino al bivio con Civiglio. Gli utenti potranno utilizzare la linea C43 (Como-Ponzate) utilizzando l’abbonamento della linea 5 (Como-Civiglio) o il biglietto urbano». [md, ecoinformazioni]

25 luglio/ Claudio Martelli alla Ubik

martelliIl circolo culturale europeo Willy Brandt promuove venerdì 25 luglio alle 18 alla libreria Ubik di piazza San Fedele a Como, un incontro con Claudio Martelli, giornalista ed esponente del partito socialista, che presenterà il suo libro Ricordati di vivere [2013, 593p., 19.50 euro, ed. Bompiani]. L’autore dialogherà con Umberto Montin de La Provincia di Como. Introdurrà la serata Giuseppe Doria del circolo Willy Brandt.

Dal 21 al 29 Luglio/ Festa dell’Unità provinciale del Pd a Cantù

festa de l'unitàDa lunedì 21 a martedì 29 luglio, il parco del Bersagliere in via Como a Cantù, ospiterà la Festa dell’Unità provinciale del Partito Democratico di Como. Il programma si aprirà lunedì alle 21 con l’intervento del vice segretario nazionale Lorenzo Guerini che verrà intervistato da Francesco Angelini giornalista del quotidiano La Provincia.Tutto il programma cliccando qui. Tutte le sere sarà in funzione un servizio di bar-ristorante, sabato e domenica anche pizzeria.

Fai con noi News km zero

cropped-zerokm-nuovo-logoAnche quest’anno la Fiera delle relazioni e delle economie solidali L’isola che c’è sarà raccontata in  diretta dal  blog News km zero. Con il coordinamento dell’ufficio stampa del Centro servizi per il volontariato e della redazione di ecoinformazioni, sarà attivo uno spazio d’informazione solidale in cui potranno cimentaresi aspiranti giornalisti, cineoperatori, fotografi,  chiunque voglia partecipare all’iniziativa del 20 e 21 settembre a Villa Guardia come “volontario della comunicazione”. Per preparare il lavoro, la redazione di ecoinformazioni e l’ufficio stampa del Csv organizzeranno iniziative per condividere il progetto, la linea editoriale del blog e le modalità operative per realizzare i testi, le immagini, i video. Per partecipare e diventare “volontario della comunicazione” scrivere a ufficiostampa@csv.como.it.

Anpi Como/ Restiamo Umani

L’Anpi sezione di Como Perugino Perugini esprime il proprio dolore e sdegno per il dramma che si sta consumando nei territori palestinesi. ANPI COMO LOGO«Ancora una volta i venti di guerra si sono levati ed a pagare il prezzo più caro in termini di vite umane è la popolazione civile e sono soprattutto i bambini.
La nostra sezione si unisce all’umanità ed ai movimenti che nel mondo intero chiedono a gran voce che tacciano le armi, che si fermino immediatamente le rappresaglie e le vendette da qualsiasi parte provengano. Chiediamo che la comunità internazionale ed il governo italiano in testa, compiano subito quanto necessario affinché a questo conflitto, ma soprattutto alla situazione di Gaza, si ponga una soluzione pacifica, nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. È davvero inammissibile che non si riesca a trovare la via per garantire il diritto alla pace e il diritto ad una propria terra a ciascuno dei popoli che vivono in quella regione. L’Anpi sezione di Como non può che auspicare che questi diritti vengano finalmente riconosciuti e realizzati in concreto, nella convinzione che non è con le armi che si troverà la strada della convivenza e della giustizia, ma solo con intese ed accordi che rendano giustizia ai diritti di tutti e non soltanto alle ragioni del più forte. In ogni caso, il dramma della morte dei civili, delle famiglie inermi e soprattutto dei bambini deve cessare immediatamente.» [Anpi sezione di Como -Perugino Perugini]

Il bilancio di previsione presentato alla città

Il bilancio di previsione del Comune di Como per il 2014, ancora in fase di approvazione, è stato presentato pubblicamente dal sindaco, Mario Lucini, anche assessore al bilancio ad interim, in Biblioteca Comunale, nella serata di venerdì 18 luglio.

Complice sicuramente la stagione estiva, ma anche una certa disaffezione per i tempi lunghi dell’amministrazione locale, all’incontro non era presente un folto pubblico, anzi. Soprattutto, mancavano cittadine e cittadini quasiasi, essendo i presenti quasi tutti addetti ai lavori, interessati ad ascoltare una estesa spiegazione da parte del sindaco al di fuori della ritualità delle sedute consiliari.

In effetti la spiegazione di Lucini è stata ampia e articolata, e in generale piuttosto chiara, anche tenuto conto dei bizantinismi a cui la normativa della pubblica amministrazione costringe tutti coloro chi vi si cimentino.

In apertura il sindaco ha tenuto a sottolineare il momento particolarmente difficile per le amministrazioni locali, costrette dallo stato centrale a fare “da banca” in un momento in cui certo la liquidità non abbonda, e per di più costrette a tener dietro affannosamente ai continui cambiamenti di regole, tanto che Lucini ha dichiarato apertamente che è impossibile approvare il bilancio in tempi ragionevoli a fronte di continui rinnovamenti nei regolamenti tributari, tanto che il termine per approvare il bilancio preventivo 2014 è stato ulteriormente differito a settembre (!) anche se il Comune di Como conta di farcela entro fine luglio.

Nella selva di schemi, di tabelle, di cifre presentate (in più di un’ora di serrata spiegazione), Lucini ha sottolineato alcuni elementi: le difficoltà derivanti dal saldo negativo sul fondo di solidarietà (dovuto a “differenze imperscrutabili” – testuali parole – nel trattamento tra città e città) e ovviamente dal patto di stabilità, la costante diminuzione delle spese per il personale (non priva di effetti negativi sull’efficienza della macchina comunale) mentre si registra un aumento delle spese per prestazione di servizi, la decisione di incrementare comunque, per qualche settore. la quota degli investimenti (“non è possibile – ha detto Lucini – evitare di rispondere ad alcuni bisogni concreti della popolazione) il che si è riflesso in un aumento di 2 milioni di euro di spese per il settore sociale e di 500 mila euro per la viabilità e la manutenzione di strade e edifici pubblici. Ha quindi difeso la scelta della dismissione di parte del patrimonio pubblico (per circa 22 milioni di euro) per reperire una quota sostanziale dei fondi da investire (che ammontano complessivamente a circa 26 milioni di euro): a chi obiettava che si sono cedute e si cedono anche proprietà che garantirebbero un reddito, ha risposto “i gioielli di famiglia si vendono quando c’è bisogno, quando è l’unico modo per tirare avanti”.

Nel dibattito seguito all’esposizione, da alcuni interventi è venuto l’invito (un po’ di maniera, a tratti) a sfruttare le difficoltà per andare avanti e rinnovare radicalmente modi e metodi dell’amministrazione locale, ma più spesso si è scivolati su domande riguardo a ciò che si è o non si è fatto (inevitabili gli accenni alla ZTL…) lasciando le questioni del bilancio sullo sfondo.

Alla fine di una serata impegnativa, la sensazione è stata di uno sforzo di comunicazione tutt’altro che inutile, ma purtroppo poco sentito dalla città. La partecipazione, evidentemente, non è un costume per l’estate. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Mario Lucini durante la presentazione in Biblioteca.

BilancioComunale

Como procivica

bizzozeroL’idea di formare un’aggregazione di liste civiche per dare a tale scelta politica una rilevanza provinciale,  un vecchio progetto del sindaco di Cantù Claudio Bizzozero, vuole sopravvivere alla “abolizione” delle province. Con una nota un gruppo di sindaci comaschi (Cantù, Capiago Intimiano, Cavallasca, Fino Mornasco, Guanzate, Lomazzo e Luisago) che si è incontrato il 19 luglio  invita a un’assemblea sabato 26 luglio alle 10 al teatro di San Teodoro in Cantù.. L’invito, data la natura “civica” del progetto, non si riferisce alle aggregazioni politiche partitiche che vengono notoriamente giudicate dal sindaco di Cantù come superate e deleterie: «preso atto che nel territorio provinciale numerosi sono oggi i Comuni guidati da liste civiche o che comunque vedono la presenza in consiglio comunale di eletti di liste civiche, si vuole anche provare a trasformare la nostra Provincia nella prima provincia italiana guidata da una lista civica, che possa così fungere da esempio per tutte le altre province del Paese». Leggi nel seguito il testo della lettera d’invito.  (altro…)

Interpellanza del M5s sul direttore dell’Asl di Como

movimento 5 stelle lombardiaIl Movimento 5 stelle lombardo denuncia: «Direttore a processo ma non lascia».

 

In Regione Lombardia: «Alla luce delle indagini che coinvolgono il dottor Giancarlo Bortolotti, attuale direttore amministrativo dell’Asl di Como, rinviato a giudizio per le gare d’appalto riguardanti le auto a noleggio di diversi enti pubblici il Movimento 5 stelle Lombardia ha depositato una interpellanza».

«I fatti contestati al dottor Giancarlo Bortolotti risalgono al 2008 quando era direttore del Dipartimento tecnico amministrativo dell’Azienda ospedaliera Istituti clinici di perfezionamento di Milano – afferma Dario Violi, consigliere regionale M5s –. Non si comprende come il direttore generale dell’Asl di Como abbia potuto “assumere” nel proprio staff, in una struttura pubblica regionale qual è l’Asl di Como, una persona già coinvolta nelle inchieste giudiziarie delle varie gare di appalto».

«Con l’interpellanza chiediamo come mai non sono stati presi provvedimenti quando ancora, nel 2008, ricopriva l’incarico all’interno dell’Icp – termina Violi – e quali sono gli interventi che l’assessorato ha posto in essere per risolvere il problema riguardate la posizione lavorativa di un dirigente di una struttura sanitaria pubblica qual è appunto l’Asl di Como. Vogliamo che la Giunta intervenga immediatamente, situazioni simili non sono più accettabili». [md, ecoinformazioni]

Coldiretti contro il consumo di suolo

coldirettiSabato 18 luglio «in tanti a Milano per il blitz a difesa delle campagne contro il cemento killer». Negli ultimi 8 anni in Provincia di Como le terre agricole sono diminuite del 4-5 per cento.

 

«Campagne lombarde addio. In cinquant’anni, dal 1955 al 2011, le superfici agricole utilizzate sono diminuite di oltre il 25,4% passando da 1.322.017 ettari a 986.853 ettari – spiega un comunicato di Coldiretti Como – Lecco –. È quanto emerge dal dossier Terra tradita diffuso questa mattina [sabato 18 luglio] dalla Coldiretti Lombardia in occasione della protesta degli agricoltori contro il cemento killer. Dalle ore 9 in centinaia circondano la sede di Infrastrutture Lombarde con cartelli e trattori per denunciare il consumo selvaggio di suolo, e la scomparsa di cibo e di agricoltura: presenti anche moltissimi imprenditori agricoli delle due province di Como e Lecco (interessate, come noto, dalla realizzazione della Pedemontana), insieme al direttore interprovinciale di Coldiretti Francesco Renzoni».

«Secondo i dati del dossier, la Lombardia soffoca sempre più tra strade, case e capannoni – denunciano –. In cinquant’anni il suolo urbanizzato è aumentato del 235%. Una colata di cemento che dagli anni Cinquanta ha continuato a ingrandirsi rubando suolo agricolo e naturale, facendo strage di fiori e animali e mettendo a rischio la stabilità idrogeologica del territorio. Una situazione che è destinata a peggiorare complice la costruzione di nuove arterie autostradali. Pedemontana, Teem e si mangeranno oltre 4mila ettari di suolo, coinvolgendo alcuni dei territori più urbanizzati della regione, da Como a Varese, a Milano, Bergamo, Brescia e Monza e Lodi. Nelle province di a Como e Varese, in particolare, negli ultimi otto anni si è registrata una diminuzione di terre agricole compresa tra il 4% e il 5%».

«Milano si conferma la provincia con più aree urbanizzate (62.618,8 ettari nel 2007), e proprio su questo territorio si sta realizzando una delle nuove grandi opere viabilistiche che stanno interessando la nostra regione – aggiunge la nota –: la Tangenziale Est Esterna di Milano. Trentadue chilometri lineari più altri trentotto di opere connesse, la Teem coinvolgerà – secondo le stime della Coldiretti Lombardia – circa 150 aziende agricole e occuperà una superficie complessiva di 10 milioni di metri quadrati. Altra grande infrastruttura che interessa l’area del Milanese è la nuova autostrada Brescia Bergamo Milano (Brebemi), in procinto di essere inaugurata: una lingua d’asfalto di 62 Km che ha occupato circa 1.000 ettari di suolo».

«In Lombardia è in atto un continuo consumo selvaggio di suolo – afferma Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia –. Non si vuole capire che meno campi e meno terreni non significa solo meno cibo e meno agricoltura, ma anche più inquinamento e meno sicurezza contro gli eventi meteorologici estremi che sempre più spesso si verificano anche nella  nostra regione. Siamo scesi in piazza per denunciare questo trend negativo e per manifestare contro un atteggiamento ingiusto che si sta perpetrando verso gli agricoltori interessati dalla costruzione delle nuove autostrade. Oltre a dover subire il danno della perdita dei terreni, devono affrontare anche la beffa di vedersi negati, in tutto o in parte, i risarcimenti degli espropri subiti. È come se qualcuno entrasse in casa vostra sfondando la porta, la occupasse, vi offrisse quattro soldi e poi vi dicesse di arrangiarvi se non siete d’accordo. Ma vi pare possibile?». [md, ecoinformazioni]

Approvate le aliquote

8 COMOCOMUNEPalazzo Cernezzi approva il primo dei provvedimenti necessari alla discussione del Bilancio e inizia la discussione sull’aumento dell’Irpef.

 

Preliminari

Un’eco della richiesta di dimissioni dell’assessora Gisella Introzzi fatta dai sindacati si è avuta anche nel Consiglio comunale di giovedì 17 luglio, con Marco Butti, Gruppo misto, che ha dichiarato nelle preliminari: «Sono orgoglioso di essere stato il primo firmatario della mozione di sfiducia – che non è poi passata –, deve andare a casa».

 

Aliqote

Dopo l’appello l’assemblea ha ripreso il dibattito sulle aliquote dell’Imposta unica comunale con l’ultimo emendamento, presentato da Giampiero Ajani, Lega, bocciato, e due ordini del giorno non ritenuti però correlati alla delibera da parte del presidente Stefano Legnani. Di qui le proteste dell’opposizione, «siete intellettualmente disonesti» ha affermato Alessandro Rapinese, Adesso Como, che per voce di Butti ha chiesto una riunione dei capigruppo che ha avvallato a maggioranza, 6 favorevoli e 5 contrari, l’interpretazione del presidente. Una decisione che non è per nulla piaciuta alle minoranze che hanno attaccatato duramente la gestione dell’aula della maggioranza. «Siamo sempre stati collaborativi e abbiamo ricevuto sempre schiaffi» ha dichiarato il leghista Diego Peverelli minacciando barricate sul Bilancio. Di abuso e prevaricazione ha parlato invece Rapinese che ha poi dato dei “pallisti” ai componenti la maggioranza.

Scontati quindi i voti contrari alla delibera «il dialogo con le minoranze avrebbe potuto aprire scenari diversi – ha detto Mario Molteni, Per Como –, qui si arriva con un pacchetto pronto», «si è persa un’occasione per fare chiarezza» ha aggiunto Butti. Inutile il tentativo di calmare gli animi di Luigi Nessi, Paco-Sel, che ha ricordato come alcuni degli emendamenti proposti dall’opposizione siano stati accolti. Anche il sindaco Mario Lucini è intervenuto affermando che la discussione degli emendamenti di opposizione è entrata nel merito degli stessi senza preconcetti.

La delibera è così passata con il sostegno della maggioranza e il dissenso compatto dell’opposizione.

 

Irpef

La discussione è quindi passata sul Regolamento per l’applicazione delle aliquote Irpef presentato dal primo cittadino, nella sua veste di assessore al Bilancio. Una proposta che vedrà forti aumenti per i comaschi, si tratta di quasi 6 milioni in più di gettito, passando da un sistema basato sulle fasce di reddito alla applicazione indiscriminata dell’aliquota massima a tutti i contribuenti, salvo la fascia di cittadinanza più debole.

Lucini ha giustificato il provvedimento con «l’esigenza di adeguare le entrate dirette del Comune a fronte della riduzione sensibile dei trasferimenti statali». Per ora, ha ricordato Lucini, Como è uno dei 4 capoluoghi di provincia lombardi che applica un criterio di progressività ed è come prelievo l’ultimo in Lombardia. Gli altri capoluoghi lombardi che hanno già posto l’aliquota al massimo, lo 0,8, sono Milano, dove sono esentati coloro che hanno un reddito inferiore ai 21mila euro, Brescia, esentati sotto i 13mila, Cremona, 10mila, Sondrio, 10mila, Varese, 8mila. A Como con i due emendamenti approvati sulle aliquote, uno della maggioranza e uno di opposizione, si avrà un maggiore gettito per 500mila euro che permette a Palazzo Cernezzi di alzare la fascia di esenzione da 13 a 15mila euro, esentando così 12.750 comaschi il 26 per cento dei contribuenti. Lucini, in risposta alle dmende di chiarimento, ha anche fatto un esempio, per chi ha un reddito di 20mila euro si passa dallo 0,2, ovvero poco meno di 40 euro, allo 0,8 cioè 160 euro.

Ma proprio l’eliminazione delle fasce di reddito, per essere precisi i cittadini erano divisi per scaglioni, da 0 a 15mila euro, 12.754 persone, da 15 a 28mila euro, 21.200, da 28 a 55mila euro, 10.237, da 55 a 75mila euro, 1.689, oltre 75mila euro, 2.203, ha ravvivato gli animi e incontrato la disapprovazione delle minoranze, «è aberrante» ha detto Butti. Ma anche in maggioranza qualche malumore ci deve essere se nella Commissione competente al voto della proposta prima del passaggio in aula si sono astenuti Gioacchino Favara, Pd, e Vincenzo Sapere, Paco-Sel.

Aperto il dibattito Luca Ceruti, M5s, ha ricordato che: «Altre città, come Legnano e Monza, hanno, al contrario di Como diminuito l’Irpef», mentre per Laura Bordoli, Ncd, «non è mai finita, dopo gli altri aumenti, l’assessore al commercio pensa anche di aumentare l’imposta per gli spazi pubblici…» Molteni ha invece ricordato le vendite immobiliari, già fatte e in corso «certe spese non sono più tollerabili, questa è la verità» ha concluso. Rapinese si è scagliato invece contro molte delle decisione assunte negli ultimi due anni e ha parlato di un giro di boa, l’inizio della discesa della maggioranza verso la perdita dell’amministrazione. «L’avessimo fatto noi ci avrebbero massacrati! – è intervenuto Peverelli facendo al volo dei calcoli, sottolineando che – dai 15 ai 28mila euro siamo di fronte a un aumento del 280 per cento, dai 28 ai 55mila del 166 per cento e dai 55mila in su del 33 per cento». «Questa non è equità sociale» è intervenuto per ultimo Enrico Cenetiempo, Ncd, prima della chiusura della serata. [Michele Donegana, ecoinformazioni]

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