Missione in Nagorno Karabakh/ Intervista a Rossella Pera


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Rossella Pera è insegnante all’istituto Giovanni Pascoli di Como, consigliera comunale a Fino Mornasco e partecipante attiva a Iusy [International Union of Socialist Youth], con cui, lo scorso mese di settembre, ha partecipato a una missione diplomatica nel Nagorno Karabakh, un’area del Caucaso segnata da una prolungata situazione di conflitto.  (altro…)

Sotto un cielo di stoffa

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Una cinquantina di persone, in prevalenza donne, hanno affollato la Sala consiliare di Inverigo in una sera di metà settimana il 25 ottobre, per quella che è stata una iniziativa di notevole spessore, per i temi trattati, ma anche per l’impegno e la personalità delle partecipanti. L’occasione è stata la presentazione del libro Sotto un cielo di stoffa di Cristiana Cella, organizzata dal Coordinamento italiano sostegno donne afghane e dal Comune di Inverigo.
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Erba antimafia contro Le mafie al nord

mafie al nord erbaLa sala Isacchi di Ca’ Prina di Erba ha ospitato nella serata di mercoledì 25 ottobre l’incontro Le mafie al nord: conoscerle. Per combatterle, una conversazione tra Alessandra Dolci, la pm dell’operazione Crimine-infinito, e Ester Castano, giornalista di La Presse.
La serata, durata oltre due ore, ha visto partecipare oltre 130 persone, ben più della capienza del salone stesso, ed è terminata con un lungo botta e risposta tra il pubblico ministero e i partecipanti.

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27 ottobre/ Aiutiamoci a casa nostra

I promotori (singole persone e partiti della sinistra) dell’Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza (quelli del Brancaccio con Anna Falcone e Tommaso Montanari) tentano anche a Como la via impervia, ma necessaria, della costruzione dal basso (per quanto possibile) del programma di quell’unione di tutte le anime della sinistra che nazionalmente in teoria già vede l’adesione delle principali forze politiche che hanno risposto all’appello del Brancaccio e sviluppato nei territori azioni comuni. A Como in verità, almeno a livello comunale, un’alleanza e una integrazione feconda delle forze (debolezze) delle sinistra già esiste ed è La prossima Como, ma qui il discorso è diverso e si tratta di costruire una lista unitaria a livello nazionale, una compagine unita da un programma creato insieme e condiviso.  Dopo una serie di appuntamenti introduttivi, il Comitato promotore comasco invita  un’assemblea per discutere insieme il tema dei diritti dei migranti e quello dei diritti di tutte e di ciascuno senza cedere al luogo comune che vorrebbe alimentare la guerra tra poveri mettendo i più derelitti in competizione con i più disgraziati. Scarica e diffondi la locandina. (altro…)

29 ottobre/ “Il piccolo principe non deve morire” alla Piccola Accademia

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Domenica 29 ottobre alle 16 Connessioni Controcorrente, il percorso di rigenerazione culturale urbana firmato Arci Xanadù, ecoinformazioni e TeatroGruppo popolare, incontrerà un nuovo pubblico: con Il piccolo Principe non deve morire i protagonisti saranno i bambini, che giocheranno con il finale della fiaba rielaborandolo all’interno di uno spettacolo-laboratorio. (altro…)

ecoinformazioni 594

Esce il 24 ottobre il 594 di ecoinformazioni e non parla dei risultati del referendum. Quando abbiamo scelto infatti di impegnarci nell’impresa giornalistica di dare eco alle voci così flebili da non essere nemmeno percepite dai più abbiamo deciso di evitare di amplificare il nulla e l’ovvio per tentare la via dell’informazione partecipata. (altro…)

18-25 ottobre/ “Minerali clandestini”

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È stata inaugurata mercoledì 18 ottobre Minerali clandestini. L’altra faccia dei nostri smartphone, mostra itinerante che sarà presente a Como da mercoledì 18 a mercoledì 25 ottobre; alla Fondazione cardinal Ferrari (via C. Battisti, 8) nei giorni feriali e in piazza Grimoldi durante il weekend. «L’intento [di questa doppia collocazione] è quello di portare questi temi all’attenzione di tutta la città», ha sottolineato Michele Luppi de Il settimanale della Diocesi di Como alla presentazione, avvenuta alle 20 di mercoledì 18 alla Fondazione Cardinal Ferrari, alla quale è intervenuta anche Donata Frigerio Bianchi, referente dell’associazione Chiama l’Africa e curatrice dell’aspetto “documentaristico” dell’esposizione.

«Questa mostra non intende colpevolizzare nessuno», ha chiarito subito Luppi «tutti noi facciamo costante uso di smartphone e altri apparecchi tecnologici con componenti minerali, che sono oggi praticamente imprescindibili per chiunque. L’obiettivo è piuttosto quello di informare il pubblico della provenienza di tali materie prime, che arrivano fino a noi attraverso una filiera lavorativa, produttiva e commerciale che spesso vìola i confini dell’etica e della legalità».
Entrano più nello specifico i pannelli orizzontali che compongono la mostra («una scelta ben precisa, che costringe visitatori e visitatrici a guardare a terra, da dove i minerali incriminati provengono», ha puntualizzato Frigerio Bianchi; completano la mostra due specchi verticali su cui figura, accanto al nostro riflesso, la mezza silhouette di una donna ed un uomo africani con smartphone in mano, a ricordarci un’analogia con una zona del mondo che tendiamo a percepire come remota, perfino antitetica alla nostra, in parte a ragione, in parte no). Su ognuno di essi, è descritto il metodo estrattivo e distributivo di un diverso materiale, il più delle volte legato a sfruttamento, pericolo, drammatiche sperequazioni sociali, contrabbando, crimine, guerra.

Uno dei centri nevralgici dell’estrazione mineraria mondiale è la Repubblica Democratica del Congo, vastissimo paese africano a cui Frigerio Bianchi è assai legata. Proprio in Congo, vuole la leggenda, Dio disperse i minerali che portava in un secchio, che lì sarebbero rimasti. E come già discusso nell’intervista a Emanuele Pini (qui il link alla versione sintetica, qui il settimanale con l’intervista completa, pp. 22-29), le miniere congolesi sono concentrate nelle zone marginali del paese, e sono legate a doppio filo alla corruzione, alle disparità socio-economiche, all’instabilità e alla pressoché totale assenza di welfare nel paese, il cui indice di sviluppo umano figura tra gli ultimissimi al mondo.

Di questi tempi, ci preoccupiamo molto dell’origine di ciò che mangiamo, in termini di produzione e di distribuzione. Eppure, non poniamo altrettanta attenzione sulla provenienza di altri tipi di beni dei quali facciamo uso quotidiano, e in particolare dell’alta tecnologia. Questa è la lacuna che Minerali clandestini intende colmare, invitando a una riflessione approfondita sulle nostre abitudini di consumatori e di cittadini e, auspicabilmente, all’adozione di provvedimenti più equi e responsabili a livello internazionale: alcune misure sono già state adottate ma, perché possano avere ricadute positive, ci sarà bisogno di incoraggiare l’attenzione e la responsabilità del grande pubblico. L’invito è perciò quello di prendersi una mezz’ora di tempo per visitare la mostra e riflettere sui suoi contenuti, e sulle implicazioni di essi.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Promuovono l’allestimento di Minerali clandestini a Como: Aifo Como, Asci Don Guanella onlus, Caritas diocesana di Como, Centro missionario guanelliano, Centro missionario diocesano di Como, Il settimanale della Diocesi di Como, Coordinamento comasco per la pace, Fondazione cardinal Ferrari, Medici con l’Africa Como onlus, Cooperativa Garabombo.

Orari e luoghi di visita: 9-12,30, 14-18,30 da mercoledì 18 a venerdì 20 e da lunedì 23 a mercoledì 25 ottobre alla Fondazione cardinal Ferrari di Como (ingresso a offerta libera), via C. Battisti 8; sabato 21 e domenica 22 ottobre la mostra sarà visibile al pubblico in piazza Grimoldi, dalle 10 alle 17.

Per info e prenotazioni:  telefono 031 296787 ‐ 333 9299792, e‐mail: ascicomo.segreteria@guanelliani.it.

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